Truffe amorose sui social: nuova tutela per le vittime

Il tribunale di Ravenna introduce una nuova forma di tutela per chi rimane vittima delle truffe amorose sui social network, vale a dire per quelle persone che, lusingate ed impietosite da qualcuno «conosciuto» in chat, aprono generosamente il portafoglio ed elargiscono generose somme di denaro. Con una recente sentenza, i giudici romagnoli si pronunciano per la prima volta sul bisogno di proteggere questi soggetti introducendo la possibilità di nominare un amministratore di sostegno.


Il tribunale ha esaminato il caso di una donna di 60 anni che, per circa sei anni, ha trascorso ore ed ore a chattare sui social con degli uomini stranieri, piuttosto abili nel convincerla che le volevano un gran bene e che si trovavano in difficoltà economica. Il trucco era sempre lo stesso: «agganciano» la vittima di turno, la ricoprono di complimenti, instaurano un rapporto di confidenza e, quando capiscono che lei si fida ciecamente e che si è convinta del loro «affetto», se non addirittura del loro «amore» (a volte, platonicamente ricambiato), parte la richiesta di soldi per uscire da una situazione «disperata».


Nel caso specifico, la donna è caduta nella trappola non una ma ben due volte. La prima, ha inviato ad uno sconosciuto 35mila euro, la seconda 8mila euro. Dei due «pretendenti», la vittima della truffa aveva visto in faccia soltanto uno, in occasione di una videochiamata. L’altro le aveva promesso di andare a trovarla.


Di fronte a questa situazione, il tribunale ha introdotto per la prima volta la possibilità di nominare un amministratore di sostegno. Tale era stata la richiesta del marito e della figlia della donna, la quale, peraltro, aveva attribuito la sua debolezza alla solitudine, non certo ad una patologia psichiatrica. Per lei – secondo quello che ha raccontato ai giudici – Internet rappresentava l’occasione di fare delle nuove amicizie.


Secondo i giudici, infatti, le persone che, come lei, rimangono vittime delle truffe amorose non sempre sono in grado di essere padrone delle proprie azioni e, per questo motivo, hanno bisogno di una forma di tutela che il tribunale ha individuato nell’amministratore di sostegno, allo scopo di evitare che possano finire per dilapidare il proprio patrimonio a beneficio dei malintenzionati.


. La stessa misura viene già adottata nei casi di ludopatia (il vizio del gioco), anche se in questo caso si parla di patologia vera e propria.


Per quanto riguarda le truffe amorose, la Cassazione le ha definite in una sentenza del 2019 «manipolazioni mentali idonee a raggirare la vittima, convincendola a compiere azioni mossa dalla falsa convinzione dei sentimenti provati dal suo interlocutore e dai progetti di vita più volte prospettati».

Il nostro consiglio è di diffidare da certe situazioni che potrebbero celare altro



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