Esposto, querela e denuncia: cosa sono e come funzionano


Esposto, querela e denuncia non sono sinonimi e spesso vengono utilizzati in modo improprio.

Innanzitutto, questi tre termini si riferiscono all’ambito del diritto penale, sbaglia quindi chi li utilizza riferendosi ad un atto di citazione che attiene all’ambito civile o ad un precetto che riguarda l’esecuzione forzata e che ha sempre a che fare con i rapporti privatistici.


Quando facciamo un esposto significa che esponiamo all’autorità di pubblica sicurezza fatti che ancora non rappresentano un reato ma che sono al limite del lecito o che potrebbero essere oggetto di querela. L’ufficiale di Pubblica sicurezza che raccoglie l’esposto convoca dunque le parti per favorire una composizione pacifica della controversia, illustrando a chi ha commesso tali fatti i rischi che corre se persisterà nel suo atteggiamento.


Premesso che i reati possono avere una gravità diversa ed essere perciò soppesati in maniera differente dagli organi della giustizia, è utile sapere che la querela riguarda solo i reati minori.

Questi sono fatti che pur costituendo reato vengono perseguiti dal nostro ordinamento solo se il soggetto offeso ne fa esplicita richiesta. Querelando una persona dunque si richiede che essa venga perseguita per avere commesso un reato minore quale la diffamazione, l’ingiuria, le percosse senza lesioni. Sottolineiamo che questo atti sono certamente deprecabili, ma non rappresentano un serio pericolo per la pace sociale.


Diversamente invece, se un cittadino è stato colpito da un reato grave o è a conoscenza di circostanze che potrebbero rappresentare un reato grave, potrà procedere con la denuncia del fatto al giudice o alla polizia giudiziaria.

In quanto relativa ad un fatto grave, una volta depositata la denuncia non può più essere ritirata e le autorità hanno il dovere e l’obbligo di procedere con le indagini a prescindere dall’intenzione della vittima di pervenire o meno ad una punizione del colpevole. Le indagini dovranno innanzitutto accertare che il reato sia stato effettivamente commesso e verificare chi può averlo commesso.


Quando si provvede a denunciare o a querelare qualcuno è importante che i fatti riportati siano veri in quanto, in caso contrario, può scattare nei confronti del querelante o del denunciante la condanna per il reato di calunnia. Recita infatti il codice penale “chiunque con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente (quindi, è necessaria la consapevolezza), è punito con la reclusione da due a sei anni”.


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