Rottamazione: rischio o beneficio?

Thursday, February 9, 2017

 In un momento storico in cui si fa un gran parlare di rottamazione, l’associazione consumatori Avvocati al tuo Fianco è a segnalarvi l’importanza di una valutazione approfondita e sempre fatta sul singolo caso.
In talune situazioni la rottamazione può pesare come un macigno e risultare alla resa dei conti insostenibile.
Servono infatti capitali in essere o in divenire per poter affrontare con serenità le incombenze di questo provvedimento.
Quindi leggete attentamente quanto indicato sotto e se avete dubbi non esitate a contattarci  e per chiederci un consiglio e un approfondimento della vostra specifica posizione debitoria.

 

La rottamazione conviene o non conviene?
La rottamazione delle cartelle di equitalia, nota anche come sanatoria, non è sempre conveniente per il contribuente: infatti la rottamazione non consente una lunga dilazione del debito,  ma impone 5 rate secche se non un’unica rata totalizzante il debito, non sospende le azioni esecutive e cautelari e comporta la rinuncia ad eventuali contenziosi.

Ad esempio, la rottamazione può non essere conveniente per chi ha in corso una rateazione molto lunga, o per le cartelle con sanzioni e interessi molto bassi rispetto al debito. 

Inoltre, basta un solo giorno di ritardo nel pagamento per perdere tutti i benefici.

 

In cosa consiste la rottamazione? 
Ricorrendo alla rottamazione si accede alla possibilità di pagare i debiti con equitalia escludendo le sanzioni e gli interessi di mora, mentre restano dovuti il capitale, gli interessi affidati a equitalia (di regola si tratta degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo), il costo di notifica della cartella, eventuali spese sostenute per procedure cautelari e esecutive e l’aggio di riscossione, commisurato alle somme previste dalla sanatoria.

 

Chi ha già pagato buona parte delle sanzioni e degli interessi di mora non ha molta convenienze ad accedere alla rottamazione in quanto quegli importi non possono essere dedotti dalla definizione delle somme dovute in regime di rottamazione.

 

Per quali debiti si può ricorrere alla rottamazione?
La rottamazione delle cartelle è consentita per i debiti affidati a equitalia sino al 31 dicembre 2016: sono inclusi anche gli accertamenti esecutivi, che non necessitano d’iscrizione a ruolo, oltre ai debiti ancora non riportati in atti o documenti formalmente trasmessi al contribuente.

 
Quali debiti sono esclusi dalla rottamazione?
- dazi, accise e Iva all’importazione;
- somme derivanti da sentenze di condanna della Corte dei Conti;
- somme pretese a titolo di recupero di aiuti di Stato illegittimi;
- sanzioni di carattere penale;
- sanzioni diverse da quelle collegate alla violazione di obblighi tributari o contributivi;
- per quanto riguarda le multe e le violazioni del codice della strada, la definizione è ammessa, ma con l’abbandono degli interessi moratori.

 

E come si mette per chi ha in corso una rateazione o dilazione o per chi l’ha avuta ed ora decaduta?
Chi ha scelto la rottamazione oppure l’aveva scelta e l’ha poi abbandonata può in ogni caso scegliere di rottamare, con alcune penalizzazioni per chi ha interrotto i pagamenti in corso d’opera. Infatti in quest’ultimo caso, se la rateazione era ancora in vigore al 24 ottobre 2016, per essere ammessi alla sanatoria è necessario aver pagato le rate in scadenza tra ottobre e dicembre 2016.

 

La penalizzazione è chiaramente indirizzata a chi, avvertito dell’adozione della normativa sulla rottamazione, abbia strumentalmente interrotto i versamenti delle rate. 

Ciononostante equitalia ha confermato anche le rate scadute, se pagate entro la fine di marzo saranno considerate valide, benchè maggiorate degli interessi di mora maturati. 

Mentre per le rate in scadenza tra gennaio e luglio 2017, sono sospesi tutti i pagamenti relativi ai debiti inclusi nelle domande attualmente in via di definizione.

Ricordiamo inoltre che pagando la prima rata in scadenza a luglio, viene revocata in automatico qualunque rateizzazione in corso.
 
Le varie scadenze

Entro il 31 marzo: invio della domanda.  La domanda deve essere redatta con appositi moduli approvati da equitalia, reperibili anche nel sito dell’ente, entro il prossimo 31 marzo. 

Entro il 28 febbraio: tutti sono informati.  Entro questa data infatti equitalia informerà i contribuenti dei debiti per i quali non è stata ancora notificata la cartella.

Entro il 31 maggio: accettazione  delle domande.  Entro tale data, equitalia comunicherà quali domande di rottamazione sono state accolte.

 

Rottamazione cartelle: come si paga
La sanatoria consente di pagare il debito, senza sanzioni e con l’azzeramento degli interessi di mora, in un’unica soluzione (a luglio 2017) o in 5 rate. 
E’ necessario perciò essere consapevoli dell’impegno economico che si affronta nel caso in cui il debito con equitalia sia importante.  Sia la soluzione in un’unica rata che quella in 5 rate comporta infatti il rispetto delle scadenze pena la decadenza dal beneficio e  dell’entità delle somme da corrispondere.

 

Vediamo le rate nel dettaglio.
Le rate devono essere saldate nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017 e nei mesi di aprile e settembre 2018. La prima rata è pari al 24% del totale, la seconda e la terza al 23%, mentre le ultime due al 15%; in caso di rateazione, sono dovuti gli ordinari interessi di dilazione.

Ecco quindi che appare evidente un fatto: chi abbia debiti pesanti o stia già usufruendo di una dilazione prolungata nel tempo potrebbe non trarre particolare vantaggio dall’accedere alla rottamazione.
 
Il versamento può avvenire con domiciliazione bancaria, con i bollettini precompilati disposti da equitalia oppure presso gli uffici dell’ente. Non è possibile pagare tramite modello F24, pertanto la rottamazione non conviene a chi ha dei crediti consistenti da portare in compensazione.

 

Rottamazione cartelle: fermo e ipoteca
Presentando la domanda di rottamazione non possono essere attivate nuove procedure cautelari, come il fermo amministrativo e l’ipoteca. Le procedure in corso, invece, restano valide, ad eccezione delle procedure espropriative, che possono proseguire solo se si trovano in una fase sostanzialmente terminale.

 

Decadenza dal beneficio di rottamazione
Il ritardo di un solo giorno nel pagamento di una rata è sufficiente a fare decadere il beneficio  ottenuto con l’accesso alla rottamazione.
Decadendo tale beneficio è importante sapere che ritorna in vita il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora e che il residuo del debito non può più essere rateizzato.

 

A chi conviene la rottamazione delle cartelle esattoriali?
Conviene a chi già dispone delle risorse economiche necessarie a saldare le rate previste o a chi sa che ne disporrà al momento del pagamento.

Se non vi trovate in questa condizione e potete al contrario disporre di piccole risorse in tante piccole rate, abbandonate l’idea della rottamazione per trovare altre vie più agevoli per le vostre finanze.

 

L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco è disponibile a fare una valutazione della vostra situazione debitoria con equitalia, producendo una preanalisi attendibile dello scenario che si prospetta per voi e, a fronte di tale preanalisi, è in grado di consigliarvi circa le strade percorribili in modo più conveniente ed agevole per voi e la vostra famiglia.
Contattateci ai numeri: 0332 15 63 491 - n. verde 800 91 31 81.

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