E se sono disoccupato cosa mi possono pignorare?



Cosa mi possono pignorare se non ho stipendio?

In realtà il debitore è tenuto a rispondere dei propri debiti con equitalia con tutti i suoi beni e non solo quelli presenti ma anche quelli passati.


E quando diciamo “beni presenti, passati o futuri” intendiamo proprio tutti i beni: case, auto, canoni di locazione, pensioni, eredità, liquidazione di fine lavoro, ecc..

Infatti anche i beni che non siano più nella disponibilità del debitore in quanto venduti o donati, possono essere “sbloccati” dal creditore con un’azione revocatoria che rende inefficaci tutte le cessioni avvenute negli ultimi 5 anni che abbiano impoverito il patrimonio del debitore.

Tali regole valgono anche nel caso in cui ad agire sia il fisco.


Ecco perchè come associazione consumatori, Avvocati al Tuo Fianco ti consiglia, prima di pensare a come saldare il debito con equitalia di sottoporre alla dovuta verifica e valutazione il tuo estratto di ruolo per provvedere ove possibile a sgravare il debito, rottamarlo o dilazionarlo.


Dunque, non temere, se hai collezionato debiti con il fisco con conseguente emissione di cartella esattoriale a tuo carico e ti domandi come pagare visto che non hai un lavoro...tranquillo, l’agente riscossore ha trovato un metodo per semplificarti l’operazione.


Infatti, le soluzioni per pagare la cartella di pagamento anche se disoccupato ci sono.

Innanzitutto potresti cominciare versando di tanto in tanto una somma a parziale copertura del debito. l’Agente della Riscossione infatti non può rinunciare a questo tip di versamenti.

Questo ti permette di saldare un pezzetto di debito alla volta, pagando di tanto in tanto, secondo le tue possibilità, con la cadenza che tu stabilisci e in base a quello che hai messo da parte.


I soldi versati non ti verranno restituiti e verranno utilizzati a decurtazione del debito complessivamente dovuto. Questo comportamento, sebbene non estingue il debito, può però offrirti un vantaggio: evitare che l’Agente della riscossione iscriva ipoteca sulla tua casa o la pignori del tutto.


A questo proposito, l’Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco ti ricorda che per poter iscrivere ipoteca sulla casa, il debito deve essere almeno di 20mila euro e e di 120mila euro perchè possa essere pignorata.

Dunque, se hai un debito di 21mila euro, ti basta pagare la differenza (1.001 euro) per poter far scendere il debito al di sotto della soglia limite e mettere al riparo l’immobile da ipoteca (meglio qualcosa in più per evitare che i successivi interessi possano ripristinare la soglia dell’ipoteca in breve tempo), mentre se il tuo debito ammonta a 121mila euro ti basta pagare la differenza (1.001 euro) per poter evitare l’esecuzione forzata.


In sintesi: •per i debiti fino a 19.999 euro, il fisco non può toccare la casa; •per i debiti da 20.000 a 119.999 euro, il fisco può solo iscrivere ipoteca sulla casa, ma non può mai pignorarla e metterla all’asta (a meno che non lo faccia un altro creditore); •per i debiti da 120.000 euro in su, il fisco può procedere a pignorare la casa.


Poi se la casa per la quale temi procedure esecutive è la prima casa, quella in cui vivi in quanto tua fissa dimora, adibita a civile abitazione e non accatastata nelle categorie A/8 e A/9, questa non può mai essere pignorata a prescindere dall’entità del debito.

Un altro metodo per pagare il debito con equitalia per il disoccupato è quello di chiedere la rateazione. La rateazione a 72 rate per debiti fino a 60mila euro, non richiede infatti alcuna valutazione sulla possibilità di pagamento. Quindi, l’Agente della riscossione non verificherà se hai o meno la capacità economica per versare le rate. Questo significa che anche se sei disoccupato il piano di dilazione ti verrà accolto. Non ci sono peraltro impedimenti a che le rate ti vengano versate da parenti o familiari, che potrebbero accollarsi in parte il tuo debito (anche se è sempre meglio che il bonifico avvenga tramite il tuo conto corrente, ove prima devono essere accreditati i soldi frutto di donazione).


Se poi ti troverai in difficoltà e non riuscirai a versare una o due mensilità non devi preoccuparti perché la decadenza dalla dilazione scatta solo dopo il mancato versamento di cinque rate (anche non consecutive).

Se hai subito un fermo amministrativo dell’auto, con la rateazione potrai tornare a circolare subito dopo il pagamento della prima rata di cui dovrai fornire la ricevuta all’Agente della riscossione che ti rilascerà una quietanza da esibire al Pra. A estinzione totale del debito potrai far cancellare definitivamente il fermo.


E se non paghi cosa rischi, in quanto disoccupato?

Di certo il disoccupato non può rischiare il pignoramento dello stipendio. Naturalmente rimangono aggredibili tutti gli altri beni che eventualmente possiede: •l’auto di proprietà se può essere soggetta a fermo (ricordiamo che per professionisti e imprenditori che riescono a dimostrare che l’auto è essenziale per lavorare, il fermo non può essere disposto); •eventuali pensioni di invalidità o altri assegni di natura previdenziale o assistenziale (si pensi alla pensione di reversibilità), sempre nei limiti consentiti dalla legge; •eventuali canoni di locazione; •il conto in banca, anche se cointestato; •eventuali beni pervenuti per eredità, anche se ancora non c’è stata la divisione della comunione; •se coniugato e in regime di comunione dei beni, il 50% dei beni del coniuge come conto corrente e casa; •il contributo di disoccupazione (Naspi) se viene versato in banca.


Se non hai un'occupazione, nè uno stipendio, ma sei assediato dai debiti con equitalia, prima di fare qualunque cosa e commettere magari qualche errore, rivolgiti a noi, ti sapremo consigliare sulle giuste mosse da compiere: n. verde 800 91 31 81 - tel. 0332 15 63 491.

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