Se ti hanno notificato oppure hai notificato un atto di precetto, attento alle scadenze!

Wednesday, March 15, 2017

 

 

Se hai ricevuto un atto di precetto e ti tormenti sugli eventuali termini di validità e scadenza, forse è il caso che raccogli un pò di informazioni a riguardo onde evitare di incorrere in gravi conseguenze non più riparabili.
L’Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco vi sollecita anche a consultare direttamente i nostri uffici e condividere la vostra situazione con i nostri legali per verificare quanto prima il reale stato delle cose.

 

In sintesi il precetto è una ultima chance offerta al debitore.
Il precetto avverte il debitore che dispone degli ultimi 10 giorni per pagare spontaneamente il debito.  Il precetto dunque ricopre un ruolo molto importante in quanto dopo questo ultimo avviso il creditore può agire nei confronti del debitore con l’esecuzione forzata senza dovere assolvere a nessun’altra formalità.  

 

Trattandosi di un atto giudiziario di rilevanza deve essere notificato con formula solenne ovvero dall’ufficiale giudiziario oppure dal postino, dietro opportuna delega, e quindi consegnato in busta verde.

La notifica può essere fatta anche a cura dell’avvocato mediante Pec, se l’indirizzo del destinatario risulta dai pubblici registri, oppure a mezzo del servizio postale.

 

Durante i 10 giorni di tolleranza che seguono la notifica dell’atto di precetto, il creditore non può fare nulla  salvo in casi straordinari in cui si sia fatto autorizzare dal presidente del tribunale ad avviare l’esecuzione forzata immediatamente.

 

Se il precetto non riporta il termine dei 10 giorni o ne riporta uno più breve, l’atto è egualmente valido e il debitore deve comunque adempiere entro 10 giorni. Se il creditore inizia il pignoramento prima del decorso dei 10 giorni dalla notificazione del precetto, il pignoramento è nullo.

 

Ma qual’è, indipendentemente dal termine dei 10 giorni durante i quali il debitore può soddisfare spontaneamente il debito, la durata effettiva dell’atto di precetto?  Per quanto tempo conserva la sua validità dalla data di notifica?

 

I giorni di validità dalla notifica sono 90 che poi diventano 80 se sottraiamo i primi 10 concessi per l’adempimento spontaneo.

 

Poniamo dunque che entro questi 90 giorni nessuna delle parti faccia alcuna mossa ovvero il debitore non adempia e il creditore non agisca con l’esecuzione forzata, che succede?

 

Innanzitutto è importante sottolineare che entrambi preservano la loro qualità: quindi il creditore conserva il proprio credito e, salvo nel caso in cui non sia intervenuta prescrizione, il creditore può sempre notificare un nuovo precetto che sostituisca quello scaduto o, come si dice in legalese, perento.
 
Attenti a calcolare bene il periodo di efficacia del precetto: si deve contare come giorno 1 quello successivo alla data della notifica e arrivare sino al 90esimo giorno.  Il novantunesimo giorno l’atto è...perento! 

Se avete dubbi sulla consultazione del calendario, considerate l’efficacia del precetto non va in ferie quindi si contano anche i giorni che vanno dal 1° agosto al 31 agosto perché a tale ambito non si applica la cosiddetta «sospensione feriale dei termini processuali».

 

In caso di opposizione all’esecuzione forzata o agli atti esecutivi il termine di efficacia del precetto rimane sospeso, ma non per sempre.  Infatti l’opposizione può essere rigettata con sentenza di appello.  In tal caso il creditore, tramite ricorso ed entro 6 mesi dalla sentenza di rigetto,  può tornare a far decorrere i termini del precetto con conseguente riassunzione del processo esecutivo.

 

Quante volte può essere notificato un atto di precetto?  Tutto dipende dalla prescrizione....

Non esiste un limite massimo di precetti che il creditore possa spedire al debitore. Quando scade l’uno, si può già provvedere a notificarne un altro. L’importante è che il credito per il quale si agisce non si sia prescritto. 

 

La prescrizione è di norma di 10 anni; così vale per le sentenze, i decreti ingiuntivi, gli assegni e le cambiali, i contratti come i mutui, ecc. La prescrizione può avere scadenze anche più brevi (leggi La prescrizione dei debiti), ma di norma, quando si notifica un precetto è perché si è prima ottenuto un provvedimento del giudice, il quale ha sempre una prescrizione di 10 anni.

 

Se vi state domandando, da creditore, perchè dovreste decidere magari dopo 5 anni dall’ultima volta in cui l’atto di precetto che avete inviato al vostro debitore è scaduto, di rinotificarlo...è presto detto: poniamo che ai tempi in cui l’avete notificato avete poi deciso di lasciarlo scadere senza procedere al pignoramento perchè il debitore era nullatenente.

Beh, se dopo 5 anni quest’ultimo trova un lavoro e comincia a percepire uno stipendio ecco che forse avrete l’opportunità di recuperare quanto vi deve procedendo con una nuova notifica del precetto.  Però non aspettate altri 5 anni altrimenti  questo vostro diritto  si prescrive e non potrete più agire in alcun modo.

 

Si tenga inoltre conto che la notifica di ogni atto di precetto interrompe la prescrizione del credito e la fa decorrere nuovamente da capo. 

 

L’atto di precetto rappresenta, per entrambe le parti, una procedura complessa e stratificata che può svilupparsi in tempi lunghissimi, ecco perchè richiede necessariamente la consulenza e l’assistenza di un legale.  Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco vi invita perciò, in caso di precetto, a non esitare a contattare i nostri numeri per ottenere sostegno dai nostri legali e dai nostri professionisti
Tel 033215 63 491 - n. verde 800 91 31 81.


A proposito di avvocati, chi paga le spese dei vari precetti?
Ogni volta che viene notificato un atto di precetto, l’avvocato addebita le spese al creditore che vengono addebitate anche nell’ipotesi in cui il precetto rimanga inefficace.
 

 
 

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