IVA su tassa rifiuti? Diritto al rimborso!

Thursday, March 16, 2017

In qualità di associazione consumatori, sono molti i quesiti che vengono sottoposti ad Avvocati al Tuo Fianco.  Uno dei più recenti riguarda il diritto al rimborso dell’IVA applicata alla tassa sui rifiuti.

 

Più di una sentenza è stata emessa al fine di dirimere questa problematica e tutte vanno nella medesima direzione: poichè, contrariamente a quanto dichiarato dal Fisco per anni, la tassa sui rifiuti non è una tariffa corrisposta per un servizio reso dal comune, ma una vera e propria imposta, l’IVA non può per legge essere applicata.

 

In questo senso si indirizza anche la sentenza della Corte Costituzionale del 2009 che ha configurato una nuova entrata di natura inequivocabimente tributaria denominata TIA  ovvero Tariffa di Igiene Ambientale invitando le municipalità ad adottarla in luogo delle varie Tares, Tarsi etc. così da abbandonare regimi misti nei quali, giocando sulla confusione generale della materia, i cittadini si sono visti applicare l’aliquota del 10% di IVA in fattura per la raccolta rifiuti effettuata dal comune o dalla municipalizzata incaricata.

 

A onor del vero possiamo confermare che, dopo il 2009, molti comuni, pur non avendo adottato la TIA, hanno smesso di applicare l’IVA alle imposte sui rifiuti.  
Ad oggi quasi il 98% dei comuni italiani non applica più l’IVA alla tassa.

 

La sentenza più recente in questo ambito è la 5079/2016 della Cassazione che ha confermato quanto illustrato fino a qui.

 

Che fare dunque per avere rimborsati gli immotivati pagamenti dell’IVA fatti nel corso degli anni?

Innanzitutto la richiesta di rimborso può essere fatta per gli ultimi 10 anni, poi è necessario analizzare le fatture di cui si è in possesso e verificare:
- che siano state pagate
- che si tratti di TIA (attenzione nel caso di TASI, TARES, TARI, TARSU e omologhe perchè come anticipato, questi regimi non prevederebbero l’applicazione di IVA e sono comunque  soggetti a normative differenti)
- che sia stata applicata l’aliquota IVA al 10%.

 

In caso affermativo, raccogliete tutta la documentazione (fatture, comunicazioni, ricevute etc.) da cui emergono i pagamenti e l’effettuazione degli stessi e sottoponetela ad Avvocati al Tuo Fianco o ad altra associazione consumatori analoga che la analizzerà e saprà consigliarvi e guidarvi nella procedura di rimborso.

 

In genere la strada percorribile prevede la compilazione di una istanza di rimborso con i dati del contribuente, sia esso privato o società, i dati del comune oppure dell’azienda municipalizzata incaricati per la raccolta, i dati catastali dell’immobile (catasto di, sezione, foglio, particella, sub, zona, categoria, classe, rendita, indirizzo), i dati bancari del beneficiario del rimborso, il riepilogo delle fatture.  

 

Gli interlocutori dell’istanza possono essere il comune o la municipalizzata.
Ad essi si danno 30 giorni per effettuare il rimborso in mancanza del quale si renderà necessario passare ad un ricorso vero e proprio personalizzato in base alla situazione del contribuente.

Fino a 2500 euro circa il ricorso può essere condotto anche senza presenza di avvocato.  


In qualità d associazione consumatori, Avvocati al Tuo Fianco può assistervi sia nel fornirvi le istruzioni necessarie a completare tutte le fasi della procedura, sia nel fornirvi l’assistenza legale degli avvocati disponibili presso le nostre sedi.

 

Sempre sulla materia in oggetto, abbiamo condotto una veloce ricerca riscontrando che a partire dal 2014 sono già state messe in atto talune class action aventi l’obiettivo di vedere riconosciuta una volta per tutte dal nostro ordinamento l’abolizione dell’ IVA ingiusta e ottenere il dovuto rimborso automaticamente dagli enti preposti.

 

Le iniziative, promosse da varie associazioni consumatori di grossa taglia, hanno coinvolto migliaia di persone e le adesioni sono state consegnate al Governo.  Inutile dire che la risposta è stata negativa.  Lo Stato non rimborserà nulla.  Stesso esito hanno avuto numerose class action   promosse verso le singole municipalità e municipalizzate; ben 67 diffide sono state consegnate    con risultato nullo o negativo.

 

Contatta Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco per sottoporre le tue fatture e valutare una richiesta di rimborso: tel. 0332 15 63 491 - n. verde 800 91 31 81.
 

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