La fideiussione: come gestirla e come uscirne indenni?

Tuesday, April 4, 2017

 

La fideiussione è il contratto mediante il quale una persona garantisce, con il proprio patrimonio (fideiussore) l’adempimento di un’obbligazione contratta da altra persona.
Questa è la differenza principale rispetto all’ipoteca, dal momento che la garanzia non è costituita su un bene specifico, ma dall’intero patrimonio di una persona, il fideiussore.

 

Lo scopo della fideiussione è quello di avere una garanzia per un prestito di denaro. Non sussistono requisiti formali per la stipula del contratto di fideiussione salvo che la volontà di obbligarsi deve essere esternata dal fideiussore in modo chiaro affinché risultino evidenti i limiti e il contenuto della garanzia.

 

Esistono diverse tipologie di fideiussione e tutte sono regolamentate dall’articolo 1936 del codice civile italiano, che recita:
“È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce (promessa unilaterale) l’adempimento di un’obbligazione altrui. La fideiussione è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza”.

 

Le tipologie di fideiussione differiscono, in base alle esigenze che il contraente ha e in base all’ istituto di credito con cui si è stipulato il contratto. 

La fideiussione bancaria è quel contrattato che il fideiussore stipula con la banca, che si prende l’onere di pagare quanto dovuto dal fideiussore nel caso in cui costui non potesse pagare.
In parole povere si fa garante della somma che una persona terza sta prestando a costui.
La fideiussione assicurativa è invece stipulata con un’assicurazione, che si prende lo stesso onere della banca.  

 

In entrambe i casi la fideiussione rende il debitore e il fideiussore responsabili in solido nei confronti del creditore.

 

Perciò, a meno che il contratto non preveda espressamente la preventiva escussione del debitore principale, il creditore può a suo piacimento, pretendere il pagamento del debito dall’uno o dall’altro,

Non necessariamente la fideiussione deve essere prestata a garanzia dell’intero debito potendo essere prestata anche soltanto per una parte del debito. 

 

L’obbligazione del fideiussore è valida solo qualora sia valida l’obbligazione garantita, a meno che sia stata prestata per garantire l’obbligazione di un soggetto incapace.  Quindi se il debito garantito dal fideiussore è nullo perchè, per esempio, il contratto  è dichiarato nullo, viene a mancare anche la fideiussione.


Inoltre la fideiussione non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore principale.

 

Il creditore decade dal suo diritto verso il fideiussore se, in caso di scadenza del debito principale, non agisce in giudizio contro il debitore o il fideiussore stesso, entro sei mesi dalla suddetta scadenza.
La compagnia si prende quindi la responsabilità del credito e in caso di insolvenza si farà garante della somma. 

 

Si parla di “fideiussione omnibus” quando il fideiussore garantisce tutte le obbligazioni che un soggetto assumerà nei confronti di un altro soggetto.

 

Se il creditore si rivolge al debitore principale e questi paga, si estingue l’obbligazione principale e conseguentemente la fideiussione.  Quindi chi è fideiussore sarà libero dai suoi obblighi di responsabilità del debito in solido solo quando il debito verrà estinto.

 

Anche la Suprema Corte offre una risposta abbastanza chiara: la fideiussione viene meno quando si estingue l’obbligazione principale e ciò a prescindere dalle cause che abbiano determinato detta estinzione. Ad esempio, se la banca ha dato al debitore la possibilità di estinguere il mutuo concedendogli un nuovo finanziamento a condizioni differenti (magari spalmando il debito in più annualità) viene meno anche la fideiussione collegata al primo mutuo. Allo stesso modo la fideiussione viene meno se la banca accetta il pagamento da parte di un terzo, accendendo un mutuo a carico di quest’ultimo.

 

In ogni caso la fideiussione è un contratto e, come tale, per essere risolto richiede il consenso di ambo le parti.

 

Ma allora come uscire da una fideiussione? 


Innanzitutto il fideiussore non risponde delle ulteriori obbligazioni assunte dal debitore successivamente alla stipula quando la banca gli abbia concesso ulteriori linee di credito senza informare il garante. 
Lo stesso vale qualora la banca o il creditore, pur sapendo che le condizioni patrimoniali del debitore principale sono peggiorate, ugualmente gli conceda ulteriore credito senza chiedere autorizzazione al fideiussore.


Anche in tal caso il garante è liberato e ha oltresì sempre il diritto di presentarsi in banca a chiedere tutta la documentazione dei rapporti intrattenuti con il debitore, tutte le concessioni di credito ulteriori e successive alla stipula della fideiussione.

 

Quest’ultima regola decade qualora il fideiussore sia anche amministratore della società debitrice principale, in quanto la richiesta di credito da parte del legale rappresentante/fideiussore comporta implicitamente la preventiva autorizzazione del fideiussore alla concessione del debito.

 

Ovviamente il miglior modo per uscire dalla fideiussione è sperare che il debitore paghi.

 

Ogni accordo tra debitore e creditore estingue la fideiussione. È ciò che la legge chiama transazione. Anch’essa quindi ha efficacia estintiva quando implica una «novazione» del debito, salvo che il fideiussore garantisca anche la nuova obbligazione come aveva fatto per quella precedente.

Ad esempio la banca potrebbe concludere con il debitore un contratto nuovo, che preveda nuove obbligazioni e l’estinzione di quella pregressa.  Anche in questo caso il garante viene definitivamente liberato se non partecipa a questo ulteriore accordo.

 

Si esce dalla fideiussione per scadenza del termine eventualmente apposto alla garanzia.

 

Il fideiussore è libero anche se il debito principale va in prescrizione.

 

Qualora il creditore si rivolga al fideiussore, questi ha azione di regresso verso il debitore per il rimborso di quanto pagato; l’azione di regresso viene meno nell’ipotesi in cui il fideiussore non dia notizia del pagamento al debitore che vi provvede successivamente. Il fideiussore ha infatti l’onere di informare il debitore di aver provveduto ad estinguere l’obbligazione.

 

Con l’azione di regresso il fideiussore può agire per ottenere la restituzione del capitale, degli interessi e delle spese da lui sostenute per effettuare il pagamento.

 

Come associazione consumatori, Avvocati la Tuo Fianco ritiene importante fare passare questo messaggio: la fideiussione può essere insidiosa se gestita in modo approssimativo e le obbligazioni che derivano vanno sempre passate al vaglio da professionisti esperti che sappiano evidenziare lacune e difetti: se siete fideiussori e temete per il futuro delle vostre sostanze o volete comprendere meglio nel dettaglio la natura dell’impegno assunto non esitate a contattarci al numero 0332 15 63 491 oppure al num. verde 800 91 31 81.
 
 

 

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