Multe via pec: ecco come funzioneranno

Thursday, October 25, 2018

 

MULTE VIA PEC: COME FUNZIONERANNO?

Gli automobilisti che ci contattano sono sempre più ossessionati dalla possibilità di vedersi recapitare una multa inattesa (sede di Milano: via Ripamonti 15, Milano cell 333 470 2006; sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: cell. 334 26 82 453,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418).

 

Ecco, purtroppo, un ulteriore motivo di preoccupazione: la multa via pec.


E’ entrato in vigore un provvedimento ministeriale datato 18 dicembre 2017 che prevede il recapito via pec delle multe.

 

Le contravvenzioni quindi non sono più recapitate dal postino, bensì tramite Posta Elettronica Certificata.

 

La novità interessa solo le violazioni al Codice della Strada accertate da un organo di  polizia stradale (escluse quindi quelle degli autovelox o delle Ztl) e al momento la notifica avverrà via Pec solo nel caso in cui l’automobilista sia stato fermato ed identificato al  momento  dell’accertamento  dell’illecito  ed  abbia fornito un valido indirizzo pec.

 

Naturalmente il postino non è stato del tutto esautorato dalle sue funzioni tipiche di questi casi,  In questo modo la multa stradale diviene un atto “notificato e conoscibile” al destinatario, il quale non può più sollevare eccezione alcuna in merito alla mancata ricezione.

 

Con la PEC il mittente produce il messaggio e aggiunge gli eventuali allegati; in caso di problemi, il gestore della pec invia la ricevuta di mancata consegna.

 

In caso di esito positivo, il destinatario trova nella sua casella PEC il messaggio completo di tutti gli allegati, in completa sicurezza ed efficienza, mentre il mittente riceve la notifica che attesta che il suo messaggio è stato ricevuto o preso in carico dal gestore di PEC del destinatario. 

 

Quanto alle multe, in fase di verbalizzazione da parte dei vigili al trasgressore viene chiesto di comunicare direttamente l’eventuale indirizzo PEC o il domicilio digitale a cui notificare la multa. Le autorità si riservano il diritto di richiedere anche l’indirizzo pec del proprietario dell’auto qualora non fosse alla guida, in quanto responsabile in solido con il conducente.

 

A quel punto la notificazione del verbale arriverà via PEC e conterrà la dicitura “atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada”. In allegato, saranno disponibili dei documenti contenenti i dati richiesti.

 

I file e gli allegati dovranno essere sottoscritti con firma digitale e trasmessi utilizzando formati aperti, standard e documentati. La notifica si riterrà spedita nel momento in cui verrà generata la ricevuta di accettazione, mentre si riterrà notificata quando sarà generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio PEC. 

 

L’autorità conserverà i documenti che provano la notificazione, cioè quello elettronico che certifica l’invio della mail e quello dell’avvenuta consegna. Questi documenti vengono generati in automatico, indipendentemente dal fatto che la mail sia stata vista o letta dall’interessato. 

 

A quel punto l’atto si riterrà notificato e conoscibile dal trasgressore, il quale non potrà giustificarsi affermando di non aver letto la mail o di non averla ricevuta. Nel caso l’invio non vada a buon fine per colpa del destinatario, il verbale e l’avviso di mancata notifica verranno stampati e la multa sarà notificata su carta, con l’addebito dei costi di notificazione a carico del trasgressore.

 

Se il multato si rifiuta di fornire la propria PEC, oppure dice di non averla, gli organi accertatori hanno l’obbligo ricercare l’indirizzo nei pubblici elenchi o in ogni altro registro che contenga i domicili digitali, con consultazione che potrà essere addebitata al trasgressore tramite l’aumento delle spese di accertamento.

 

La multa può essere notificata non solo al trasgressore, ma anche al proprietario del veicolo, pur se quest’ultimo non era presente al momento dell’infrazione. Trattandosi di soggetto obbligato in solido con l’autore della violazione, la sanzione gli verrà notificata qualora abbia domicilio digitale o venga fornito il suo indirizzo PEC all’organo di polizia procedente.

 

Quando si arriverà a regime, nel caso più diffuso (trasgressore non fermato subito, con verbale che viene quindi notificato all’indirizzo del proprietario del veicolo) gli uffici di polizia dovranno per prima cosa verificare sugli elenchi pubblici delle Pec se il destinatario risulta titolare di una casella di posta elettronica certificata. 

 

In caso positivo, in prima battuta verrà sempre utilizzata quella e il cittadino non potrà scegliere il canale di ricezione dell’informativa.

 

Quindi chi ha una Pec valida dovrà prendere l’abitudine di consultarla ogni giorno, per evitare di pagare fuori termine o per poter fruire dello sconto del 30% previsto per chi chiude la partita entro cinque giorni dalla notifica.

 

Se non risulta alcuna Pec intestata all’interessato (come accade ancora nella maggior parte dei casi), oppure la notifica risulta impossibilitata per motivi imputabili al destinatario, si seguiranno le regole attuali (quindi con spese a carico del destinatario).

 

L’impossibilità sarà attestata da un avviso di mancata consegna, originato dal sistema elettronico. 

Questo nuovo sistema potrebbe presentare una falla sin dall’inizio ovvero  l’impossibilità dei vari organi di polizia a consultare i registri degli indirizzi Pec. 

 

Potrebbe quindi accadere che vengano attivate procedure cartacee a prescindere dalla verifica delle caselle Pec eventualmente intestate al destinatario. Ciò potrebbe essere un vizio di notifica che annulla il verbale, se fatto valere con un normale ricorso al Prefetto o al Giudice di pace.

 

Quindi chi è titolare di una casella pec ha il dovere e l’onere di controllarla regolarmente perchè non è ammessa la dimenticanza, ovvero se non controllo troppo spesso la mia Pec non sono scusato. Questo potrebbe pregiudicare ad esempio la possibilità di pagare con lo “sconto” del 30% entro i primi 5 giorni, piuttosto che vedersi raddoppiare la sanzione se controllo la casella “certificata”  solo mesi e mesi dopo della notifica.

 

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