Attenzione alla prepotenza dei gestori delle utenze. Difendetevi.

Monday, August 27, 2018

 

Vorremmo evidenziare la strafottenza, arroganza e prepotenza dei grandi gestori di utenze sui semplici cittadini, consumatori e loro clienti.

 

L’obiettivo è di attivare le persone comuni ad azioni di difesa, con o senza associazioni consumatori di mezzo.

 

Oggi vi portiamo un caso reale occorso alla nostra associazione (sede di Milano: via Massena 2/a, Milano cell 333 470 2006; sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: cell. 334 26 82 453, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418).


Non faremo nomi per tutelare con l’anonimato di tutte le parti coinvolte.

 

Ecco il caso

.

Quanto all’identità del gestore, basti dire che è uno dei più antichi e popolari.  

Il nostro assistitio lo chiameremo Sig. Rossi.

 

Il  Sig. Rossi riceve, nel 2008, una fattura in acconto di circa 500 euro.

Tramite accordo con il servizio clienti del gestore stabilisce di pagarli in due rate.

Diciamo: una da 300 e una da 200 euro.

 

Effettua il pagamento e invia copia delle ricevute al numero di fax fornito dal gestore.

 

Nel luglio 2018, esattamente 10 anni dopo, ecco che il sig. Rossi si vede recapitare un sollecito di pagamento di 500 euro relativo alla medesima fattura.

 

Il sig. Rossi nel frattempo si è gravemente ammalato.  

 

Capirete anche voi che in 10 anni tanti fattori possono concorrere a modificare la vita di una persona; a maggior ragione non ci spieghiamo perchè questi grandi potentati dell’energia possano permettersi di prevaricare i limiti del tempo, dello spazio e delle condizioni di vita.

 

Ma torniamo alla vicenda.

 

Quindi il sig, Rossi cosa fa?

 

Tempesta di telefonate, coadiuvato dalla moglie, il servizio assistenza del gestore.

I due coniugi sono persone tra i 70 e gli 80 anni, uno è gravemente malato, sono impacciati nel gestire la faccenda quindi dopo avere ricevuto riscontri sempre meno chiari, si recano presso la nostra associazione e ci chiedono di intervenire.

 

La prima chiamata la facciamo alla presenza dell’associato e l’operatore ci garantisce che (a suo dire) il pagamento è stato recepito: tutto è a posto e i clienti possono dormire sonni più che pacifici.

 

Nell’agosto 2018, al rientro da una cura in ospedale, il sig. Rossi trova il contatore sigillato.  Niente acqua calda, niente minestra, niente doccia, niente suffamigi.
Perchè?


Torna da noi.

 

Provvediamo ad inviare una diffida per l’immediato riallaccio della fornitura, riportando tutti gli estremi della situazione e di quanto fatto.  Imponiamo che il riallaccio venga completato entro 24 ore.  

 

Lo completano entro 48 ore.

 

Naturalmente per dovere di informazione e per rigore inviamo una segnalazione anche all’acquirente unico, ARERA,  tenuto normalmente a vigilare su queste situazioni per nulla scontate e non sottovalutabili.

 

Dopo due giorni ci coglie di sorpresa il gestore rispondendoci in tempi che non abbiamo mai sperimentato prima; considerate che Avvocati al Tuo Fianco è operativa da almeno 3 anni...


Ci risponde via email (benchè noi avessimo scritto via pec) allegando una missiva.

 

Il contenuto della missiva è piuttosto destabilizzante.

 

Nel primo paragrafo ammettono di avere proceduto nel 2018 al sollecito di una fattura emessa nel 2008.  Le fatture si prescrivono in 5 anni.  Hanno perciò dichiarato, per iscritto, di essersi adoperati a sollecitare una fattura già palesemente prescritta dunque non sollecitabile.  

 

Quindi si profondono nella seguente spiegazione.

 

La fattura del 2008 fu effettivamente pagata dal Sig. rossi.  Ma nel 2009 fu anche, inavvertitamente e per errore (ancora non conosciamo le origini dell’errore), rimborsata al sig. Rossi, purtroppo senza che tale rimborso e medesimo errore di rimborso venissero mai comunicati al cliente. Così, per causa dell’erroneo rimborso, la fattura del 2008 è risultata nel luglio 2018 ancora inevasa.

 

Precisiamo che nel corso delle numerose comunicazioni avute dal SIg. Rossi e da noi con il gestore, non viene fatto cenno a tale rimborso e non viene data nessuna spiegazione di quanto sta accadendo; le risposte degli operatori sono incoerenti e insensate.  


Ci viene anche detto di rivolgerci al distributore, il quale ovviamente ci risponde che l’ordine di distacco è stato ricevuto dal gestore e nulla possono fare se non è il gestore a dare nuova direttiva in merito.

 

Importante notare che la missiva del gestore si chiude con la seguente sentenza tombale: la fattura (del 2008) risulta ad oggi insoluta.  E prescritta aggiungeremmo noi.

 

Chiaramente abbiamo risposto con i dovuti toni, ma soprattutto abbiamo arricchito l’esposto all’Acquirente Unico di nuovi elementi.

Non tacete e non subite.  Fatevi vivi.

I grandi potentati del gas e dell energia non se lo meritano.

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