Il fondo patrimoniale difende ancora i beni necessari alla famiglia? Scoprilo con noi!

Friday, July 27, 2018

 

Il fondo patrimoniale è un vincolo posto su un complesso beni mobili, immobili registrati e titoli di credito, solo nell’interesse della famiglia.  E’ un istituto a cui possono ricorrere esclusivamente le coppie di coniugi o coppie omosessuali sancite da unione civile.  Sono esclusi single e conviventi.

 

Alcuni utenti si rivolgono all’associazione Avvocati al Tuo Fianco per chiedere chiarimenti in merito all’aggredibilità del fondo patrimoniale (sede di Milano: via Massena 2/a, 1045 Milano cell 333 470 2006; sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: Viale Saffi 26 40026 Imola (BO) tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086;sede di Roma: Via Sandro Botticelli 1, 00196 Roma, tel. 06 211 29940 cell. 320 697 48 32; sede di Modena: cell. 334 26 82 453,  sede nazionale e Lombardia: Viale Valganna 29, Varese tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418).

 

I beni conferiti sono destinati al soddisfacimento dei diritti di mantenimento, assistenza e contribuzione esistenti nell’ambito della famiglia.

 

Il fondo patrimoniale, nella sua ispirazione originaria, sfugge sia ai bisogni personali, voluttuari, professionali, lavorativi dei coniugi sia ai creditori che abbiano titoli particolari verso i coniugi (per obblighi sorti per scopi estranei ai bisogni della famiglia).

 

Il fondo patrimoniale può essere costituito da: un solo coniuge da entrambi i coniugi, oppure da un terzo: sia con atto pubblico (è necessaria l’accettazione di entrambi i coniugi per la costituzione del fondo) sia con testamento.

 

La costituzione di un fondo è chiaramente vincolata dal congiungimento in matrimonio.  Il fondo può essere costituito in vista di un futuro matrimonio, ma in tal caso l’atto costitutivo sarà condizionato alla celebrazione del matrimonio stesso.  L’accettazione può essere fatta anche con atto pubblico posteriore.

 

Si deve precisare che oggetto del vincolo non è il bene ma un diritto sul bene che può essere un diritto diverso della proprietà come l’usufrutto, la superficie, l’enfiteusi, la nuda proprietà.

I beni conferiti ad un fondo patrimoniale possono formare oggetto di un solo fondo destinato alla soddisfazione di una sola famiglia.  Anche i frutti prodotti dai beni destinati al fondo patrimoniale entrano a far parte dello stesso.

 

La costituzione del fondo patrimoniale e le sue eventuali modifiche devono essere annotati a margine dell’atto di matrimonio conservato nei registri del Comune in cui il matrimonio è stato celebrato.  In particolare devono essere indicati la data del contratto, il notaio rogante e la generalità dei contraenti.

 

All’annotazione deve procedere il notaio nel più breve tempo possibile: se non lo fa è tenuto a risarcire i danni patiti dalle parti.  Tale forma di pubblicità ha natura dichiarativa e rende, cioè, l’atto costitutivo di fondo patrimoniale opponibile ai terzi che vogliano acquistare diritti sullo stesso.

 

È necessario poi trascrivere il vincolo di destinazione imposto ai beni immobili e mobili  rispettivamente nei registri immobiliari e mobiliari.  Per i titoli di credito bisogna effettuare l’annotazione del vincolo sul documento.

 

Nulla vieta alla famiglia di aggiungere beni al medesimo fondo in fasi successive sostenendo gli stessi costi sostenuti per la prima costituzione.  Tale cifra peraltro non dipende dall’entità del fondo e si aggira normalmente attorno ai 1200 euro.

 

Il fondo patrimoniale, invece, si estingue in tutti quei casi in cui viene meno il vincolo matrimoniale quali annullamento;scioglimento;cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Il fondo, tuttavia, se si è in presenza di figli minori, dura fino al raggiungimento da parte loro della maggiore età.

 

E’ evidente dunque che il fondo patrimoniale viene usato come strumento per mettere al riparo i beni di famiglia, e in particolare gli immobili (appartamenti, terreni, ville, ecc.), dagli imprevisti del futuro ossia dai debiti con il fisco, quelli che possono derivare dall’attività lavorativa o da eventuali azioni giudiziarie civili o penali che abbiano un esito sfavorevole e terminino con una condanna al pagamento di denaro.

 

Nota dolente: in verità il fondo patrimoniale è oggi svuotato del suo ruolo perché, con una recente riforma del codice civile e una serie di sentenze della giurisprudenza, tale istituto è stato relegato a ipotesi marginali.

 

Ripetiamo che il fondo preserva i beni dall’esecuzione forzata per debiti contratti dopo la costituzione del fondo stesso, per quelli anteriori, invece il creditore ha sempre la possibilità di esercitare una azione revocatoria.

 

I proventi derivanti dai beni possono essere impiegati solo per i bisogni della famiglia, cioè quelli indispensabili alla vita familiare; vi rientrano ad esempio i costi per l’abitazione, il vestiario, le cure mediche, l’istruzione e il mantenimento dei figli, ecc.

 

I beni inseriti sono perciò tutelati da atti esecutivi messi in opera da creditori divenuti tali per debiti successivi alla sua creazione e solo per debiti estranei a bisogni famigliari.

 

I debiti, invece, che ruotano intorno ai bisogni primari della famiglia consentono ai relativi creditori di pignorare uno o più beni inseriti nel fondo patrimoniale. 

I beni del fondo possono essere alienati, ipotecati, dati in pegno o comunque vincolati solo col consenso di entrambi i coniugi, salvo diverse pattuizioni.

Se i coniugi hanno figli minori, per queste operazioni è necessaria l’autorizzazione del giudice, salvo che nell’atto sia espressamente previsto la possibilità da parte dei genitori di agire senza tale autorizzazione.

 

Il fondo è efficace a partire dal giorno in cui viene annotato a margine dell’atto di matrimonio. Per questo consigliamo che pur essendo un adempimento curato dallo stesso notaio rogante nei giorni successivi alla firma dell’atto, è sempre meglio verificare l’adempimento ed, eventualmente, informarsi sulla data effettiva di annotazione.


Per i debiti anteriori i relativi creditori possono aggredire il fondo patrimoniale se riescono a dimostrare che il debitore ha costituito il fondo con l’intenzione di frodarli. 

Per farlo possono entro massimo 1 anno dalla costituzione del fondo, trascrivere il pignoramento immobiliare nei pubblici registri: in tal caso la legge gli consente di pignorare la casa inserita nel fondo. Se poi il creditore lascia decorrere il primo anno senza trascrivere il pignoramento, può comunque ricorrere alla cosiddetta azione revocatoria per altri 4 anni (in tutto 5 anni dalla annotazione del fondo nell’atto di matrimonio), dimostrando al giudice che il debitore ha immesso nel fondo patrimoniale tutti i suoi beni.

 

L’onere della prova in questi casi ricade chiaramente sul creditore.

Lo spartiacque per stabilire se un debito è sorto prima o dopo la costituzione del fondo patrimoniale è la data in cui è sorta l’obbligazione. 

 

Sappiamo già che chi ha debiti con l’Agenzia delle Entrate Riscossione per aver ricevuto delle cartelle di pagamento non ha bisogno di costituire un fondo patrimoniale per tutelare la casa se questa è l’unica di proprietà dello stesso, è destinata alla residenza, è adibita a civile abitazione e non è accatastata nelle categorie A/8 e A/9 perchè essa risulta impignorabile.

 

La prima casa però è ipotecabile per debiti superiori a 20mila euro ed è pignorabile se il contribuente ha più di un immobile (ad es. una seconda casa) quando il debito è superiore a 120mila euro e il valore di tali beni, sommati tra loro, superi 120mila euro.

 

Se il debitore ha costituito il fondo patrimoniale con lo scopo di frodare i debiti fiscali dovuti a Irpef e Iva superiori a 50mila euro può essere incriminato del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

 

Inoltre l’ipoteca iscritta dal creditore prima della costituzione del fondo patrimoniale sopravvive anche se il bene viene inserito nello stesso.

 

La buona notizia è che il fondo patrimoniale è efficace anche rispetto ai debiti con il fisco, sempre che non si tratti di debiti sorti per soddisfare i bisogni della famiglia. 

 

Diciamo ohe il fondo patrimoniale ha perso molta efficacia perchè i creditori estranei ai motivi famigliari hanno comunque 12 mesi per agire e in caso ritardino hanno comunque altri 5 anni per la revocatoria.

 

In aggiunta la giurisprudenza lo ha un pò demolito permettendone l’aggressione anche per debiti contratti a favore dell’azienda di famiglia o per debiti derivanti dall’attività professionale. 

I giudici, nel tentare di lasciare un minimo ambito di operatività al fondo patrimoniale, hanno detto che il fondo resta inattaccabile solo per quei debiti contratti per esigenze di natura voluttuaria come potrebbe essere un viaggio vacanza, o caratterizzati da intenti speculativi come un investimento mal riuscito: situazioni con le quali la gran parte degli italiani non si confronta più, avendo già difficoltà nell’arrivare a fine mese con le bollette e le altre spese necessarie alla sopravvivenza. 

 

Sintetizzando il fondo è aggredibile per quelle spese che necessariamente oggi ha qualunque famiglia, per esempio conservare l’attività imprenditoriale che consente a tutti di portarsi un piatto di minestra in tavola, mentre non lo è per gli investimenti speculativi che lasciano il tempo che trovano rispetto alle irrinunciabili certezze del quotidiano....con i tempi che corrono questa non è decisamente una buona notizia...perciò: in caso di dubbi in materia di fondo patrimoniale, sia che già lo abbiate costituito, sia che lo vogliate costituire, non esitate a contattare l’associazione consumatori Avvocati al tuo Fianco.


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