Blocco delle pensioni in caso di cartelle esattoriali: ecco come funziona

Wednesday, May 23, 2018

 

Come sapete l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Milano: via Massena 2/a, Milano cell 333 470 2006; sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: cell. 334 26 82 453,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) è anche Caf e Patronato e in quanto tale è spesso chiamata in causa per il controllo pensionistico da parte di associati che vogliano effettivamente conoscere la propria posizione contributiva oppure sapere se possono accedere ad agevolazioni pensionistiche di vario genere quale ad esempio la pensione anticipata.

 

Oggi quindi siamo ad aggiornarvi circa alcune novità introdotte dalla legge di bilancio 2018 proprio in tema pensionistico.


L’Inps infatti in un suo messaggio, il n. 1085/2018 del 12 marzo 2018, avrebbe comunicato quanto segue:

 

“A partire dal 1° marzo 2018 è attivata la procedura di verifica in argomento su tutti i destinatari dei pagamenti a titolo di indennità di fine servizio o di fine rapporto il cui importo netto superi i 5.000 euro; qualora risulti l’inadempimento, la prestazione previdenziale andrà accantonata secondo la misura prevista dall’art. 545, III comma, c.p.c., ed il relativo pagamento sospeso per un massimo di 60 giorni “.

Perciò “...Prima di effettuare il pagamento di importi pari o superiori a 5.000 euro è fatto obbligo di verificare presso l’amministrazione finanziaria se al beneficiario sono state notificate cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno allo stesso importo”.

 

Dunque dal 1° marzo 2018 è previsto il blocco dei pagamenti delle pensioni ai cittadini, se hanno debiti con l’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia). Basta una sola cartella esattoriale per bloccare la pensione. Questo naturalmente a patto che il credito vantato verso l’Inps sia superiore ai 5.000 euro.

Il blocco interessa i i pagamenti e le indennità pagate a vario titolo dall’Istituto ai cittadini e  vale anche per le pensioni, indennità di fine servizio o di fine rapporto (TFS e TFR).

 

I 60 giorni serviranno all’Agenzia delle Riscossione per dare il via alle procedure di recupero crediti.

Attenzione però una volta accertata la presenza del debito, deve esse accantonata solo una parte della pensione pari a un quinto, detratto il minimo vitale (che è pari a una volta e mezzo l’assegno sociale); difatti questo è il limite di pignoramento consentito su pensioni ed altre somme ad esse assimilate. Quindi, l’Esattore potrà rivalersi con il pignoramento solo entro tale misura, che del resto è il limite generale previsto per il pignoramento delle pensioni. 

 

Noi però sappiamo, come associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco che non sempre il limite di legge viene rispettato.

 

 E’ già capitato svariate volte che gli uffici abbiano commesso gravi errori in fase di accantonamento e riscossione e che, conseguentemente, l’Istituto Previdenziale abbia accreditato all’Agente della riscossione le somme dovute al pensionato ben oltre i limiti di pignorabilità. Il contribuente dovrà allora fare molta attenzione a che gli vengano sottratte, dopo il blocco del pagamento, solo le somme pignorabili.

 

In caso contrario, potrà fare opposizione all’esecuzione attivandosi tramite un avvocato e depositare urgentemente un ricorso in tribunale (prima cioè che le somme siano accreditate); l’eventuale ricorso in autotutela non sospende i termini per il ricorso al giudice.

 

Ricordiamo a questo proposito che la squadra di avvocati che collabora con l’associazione è competente e specializzata anche in questo tipo di opposizioni.

Insomma: stop a pensioni e buonuscite a chi ha cartelle di pagamento insolute superiori a 5 mila euro, infatti, l’Inps è tenuto a sospendere per 60 giorni il pagamento di pensioni, indennità fine servizio e indennità fine rapporto dello stesso importo e a segnalare il nominativo all’agente di riscossione.

In sintesi una grossa mannaia per numerosi pensionati che avanzano crediti dall’Inps. 


Infine, l’Inps ricorda che sono escluse dalla verifica le prestazioni assistenziali, le rendite Inail e le prestazioni erogate per conto di altri soggetti.

 

Per informazioni relative a pensioni, debiti con l’erario o in caso di cartelle esattoriali non esitate a contattarci.  Potrebbero essere prescritte o comunque ammettere degli sgravi.

Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Modena e Veneto cell. 334 26 82 453 - n. verde 800 91 31 81
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