Insidia e trabocchetto: quando chiedere un risarcimento danni alla Pubblica Amministrazione

Friday, May 18, 2018

 

L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Milano: via Massena 2/a, Milano cell 333 470 2006; sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: cell. 334 26 82 453,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) si occupa anche di fornire consulenza e assistenza legale nei casi di sinistri stradali occorsi tra veicoli  e di sinistri stradali che si verificano per la presenza di insidie e trabocchetti sulle pubbliche strade.

 

In particolare l’insidia, dal latino insidēre, star sopra, apparire dissimulato, consiste in un pericolo nascosto da un stratagemma umano, naturale, ambientale o da un’alterazione della cosa utilizzata.
Il trabocchetto è una specie di insidia, che si concretizza nel nascondere un pericolo, un inganno, una difficoltà, quasi un tranello, per la persona o la cosa che deve essere utilizzata.

 

In entrambe le fattispecie si può ravvisare una responsabilità in capo all’ente proprietario della strada, tuttavia vanno sempre fatti i dovuti distinguo.

 

Infatti la giurisprudenza ha ormai più volte acclarato che la circolazione veicolare non è solamente quella all’interno delle strade pubbliche ma anche quella connessa alla circolazione stradale in aree ad uso pubblico o aperte al pubblico transito.

 

Per fare un esempio tipico: l’area di parcheggio di un supermercato è aperta al pubblico ed adibita al normale traffico veicolare anche se di proprietà privata e situata al piano interrato di un edificio ecco perchè essa è conseguentemente, soggetta all’articolo 2054 c.c. e alle norme sull’assicurazione obbligatoria dei veicoli.

 

Anche i luoghi di proprietà privata possono essere luoghi di continuo e intenso traffico veicolare, sicché non vi è ragione di escludere l’applicazione al loro interno delle norme in tema di circolazione stradale.

 

Naturalmente tale giurisprudenza non vanifica la normativa ben nota circa la responsabilità per quanto concerne la sede stradale; infatti, il dettato di cui all’art. 14 del Codice della Strada, prevede: “Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade” stabilisce che gli enti proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono:

a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi;

b) al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze;

c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta.

 

La responsabilità dell’ente pubblico proprietario è accertata quando l’insidia o il tranello che determinano un danno alla persona che utilizza o alla cosa utilizzata  dalla persona in contesto pubblico e soggetto alla vigilanza, manutenzione e custodia delle istituzioni non sia visibile né prevedibile.

 

Ciò significa che non si può dare per scontata la responsabilità dell’ente proprietario di luogo pubblico.

La responsabilità della P.A. in conseguenza di un sinistro cagionato da un bene ad essa appartenente può essere configurata tenendo in considerazione sia i suoi doveri nell’esercizio del potere discrezionale nella vigilanza, manutenzione e controllo dei beni demaniali, sia le regole di comune prudenza e diligenza da parte degli utenti.

 

Quando la situazione di pericolo si verifica all’insaputa del conducente che in quel momento percorre una pubblica via e appare oggettivamente imprevedibile, il custode ha l’onere di provare che non esiste un nesso causale tra lo stato dell’arte della cosa custodita e il danno subito in quanto determinato da cause non conoscibili né eliminabili con sufficiente immediatezza da parte sua, neppure con la più efficiente attività di vigilanza e manutenzione.

 

Per contro il danneggiato, deve dare prova che il proprio comportamento è stato prudente e responsabile.

 

Anzi, in tema di danno da insidia stradale, quanto più la situazione di pericolo connessa alla struttura o alle pertinenze della strada pubblica è suscettibile di essere prevista e superata dall’utente-danneggiato con l’adozione di normali cautele, tanto più rilevante deve considerarsi l’efficienza del comportamento imprudente del medesimo nella produzione del danno, fino a rendere possibile che il suo contegno interrompa il nesso causale tra la condotta omissiva dell’ente proprietario della strada e l’evento dannoso.

 

La giurisprudenza è andata anche oltre in alcune sentenze ove i beni demaniali o patrimoniali che abbiano recato danno a persone o cose siano soggetti ad un uso ordinario, generale e diretto da parte dei cittadini, uso la cui estensione non consente una vigilanza ed un controllo idonei ad evitare l’insorgenza di situazioni di pericolo, e, pertanto, limita in concreto la possibilità di custodia o vigilanza sulla cosa e conseguentemente la responsabilità del custode. 

 

Se avete subito danni od incidenti per problematiche legate ad un contesto soggetto al controllo della PA, non esitate a contattarci prima di accogliere facili soluzioni:
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