E’ vero che la procedura di sovraindebitamento può sospendere il pignoramento immobiliare?


Ogni giorno riceviamo telefonate e contatti da persone afflitte dal problema del pignoramento che ci chiedono come affrontare la situazione (sede di Milano: via Massena 2/a, Milano cell 333 470 2006; sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: cell. 334 26 82 453, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418).


Innanzitutto è importante sottolineare che il pignoramento non è un capriccio nè un dispetto, ma ha la funzione di garantire un diritto ovvero il diritto del creditore alla tutela cautelativa delle somme che a qualche titolo gli spettano.


I beni pignorati potranno continuare a rimanere nella disponibilità del debitore, purché preservi i predetti beni senza commettere atti di danneggiamento e/o sottrazione degli stessi.


Tra le forme di pignoramento che maggiormente preoccupano vi è certamente quello immobiliare.


Premesso che la Legge 3/12 ha introdotto tre differenti procedure (Piano del consumatore, Accordo con i creditori e Liquidazione del Patrimonio) per fronteggiare il sovraindebitamento del debitore, vediamo ora quale è la connessione di tale procedura con il pignoramento.


Per quanto concerne il pignoramento l’art. 10, comma 2°, lettera c) stabilisce, in merito alla procedura di accordo con i creditori, che “sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore; la sospensione non opera nei confronti dei titolari di crediti impignorabili”


Ed ancora, l’art 12 bis, comma 2 della Legge 3/2012, nel disciplinare il Piano del consumatore, prevede che “Quando, nelle more della convocazione dei creditori, la prosecuzione di specifici procedimenti di esecuzione forzata potrebbe pregiudicare la fattibilità del piano, il giudice, con lo stesso decreto, può disporre la sospensione degli stessi sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo”.


Quindi, uno dei vantaggi connessi alla legge sul sovraindebitamento è la possibilità di poter sospendere le procedure esecutive pendenti in loro danno e destinate all’espropriazione dei loro beni mobili e immobili.


Per ottenere la sospensione, tuttavia, non è sufficiente presentare in Tribunale il ricorso per l’ammissione alla procedura di composizione e contestualmente fare istanza di sospensione al Giudice dell’esecuzione. Infatti, sul punto la giurisprudenza ha avuto modo di precisare che il Giudice dell’esecuzione non ha il potere di sospendere la procedura espropriativa in quanto non esiste alcuna norma che lo autorizzi a sospenderla semplicemente a seguito della presentazione del ricorso al Tribunale fallimentare per il sovraindebitamento.


Questo potere, invece, spetta al Tribunale fallimentare, il quale, a seguito della valutazione del piano di rientro da parte del professionista delegato, sentiti i creditori, può disporre la sospensione delle procedure esecutive in corso. Una volta ottenuto il provvedimento di sospensione da parte del giudice fallimentare, quindi, il debitore potrà depositarlo nella procedura d’espropriazione, al fine di far disporre la sospensione: il giudice dell’esecuzione, infatti, ricevuto il provvedimento di sospensione disposto dal giudice fallimentare deve ordinare la sospensione del pignoramento, in attesa della definizione della procedura di sovraindebitamento.


La sola presentazione dell’istanza al Tribunale per l’ammissione ad una delle procedure di composizione della crisi perciò non fa sospendere - diversamente da quanto avviene in caso di domanda per concordato preventivo - in via automatica eventuali atti di pignoramento attivati dai creditori del soggetto ricorrente.


La giurisprudenza ha confermato più volte questo punto .


Proprio perchè l’operazione non è collegata da alcun automatismo, l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco scoraggia le iniziative selvagge e allo sbaraglio mentre caldeggia il contatto con associazioni come la nostra che possono effettuare una preanalisi della situazione debitoria e rendere una fotografia attendibile di ciò che si può realmente fare e di quello che ci si può ragionevolmente aspettare.


La praticabilità di una procedura di esdebitazione non è scontata e non dipende esclusivamente dalla presenza di tanti debiti, ma necessita che taluni requisiti siano soddisfatti.


Per avere maggiori informazioni sulle nostre procedure e soluzioni per accedere alla Legge 3/2012 e sospendere una procedura di pignoramento, non esitate a contattare una delle nostre sedi:

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