La retta del malato di Alzheimer ricoverato è a carico dello stato e non dei famigliari


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In tale materia alcune novità giurisprudenziali possono alleviare il disagio dei famigliari di cui è a carico. Tutti siamo consapevoli dei costi che l’assistenza e in particolare il ricovero di un malato di Alzheimer comportano sulla famiglia.


Ecco allora la buona notizia: una recente sentenza del Tribunale di Monza (la n. 617/2017) ha stabilito che la retta per il paziente malato di Alzheimer, ricoverato in una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) è a carico dello Stato e non dei familiari.


La sentenza citata rappresenta una pietra miliare in quanto revoca il decreto ingiuntivo della Rsa monzese finalizzato ad ottenere dalla figlia di una paziente affetta da Alzheimer il pagamento di oltre trentanove mila euro a saldo della retta per il ricovero con l’aggiuntiva condanna della struttura a restituire alla donna quanto già in precedenza versato per le spese di ricovero della madre.


Quindi, per il giudice di Monza, ove i malati di Alzheimer siano ricoverate necessitino oltre che di prestazioni assistenziali (come vitto, alloggio) anche di prestazioni sanitarie, la retta è senza ombra di dubbio a carico del Servizio Sanitario Nazionale e non dei familiari.


La decisione si uniforma del resto all’orientamento consolidato della Cassazione (cfr. tra le altre, n. 22776/2016; n. 19642/2014; SS.UU. n. 1003/1993), tale “da costituire diritto vivente”, secondo il quale “quando oltre alle prestazioni socioassistenziali siano erogate prestazioni sanitarie, l’attività va considerata comunque di rilievo sanitario e, pertanto, di competenza del SSN”, non potendo, dunque, essere fatta gravare sui pazienti né sui loro parenti.


Ricordate che l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco oltre a fornire consulenza e assistenza legale su tutti i casi di malasanità o di soprusi delle strutture sanitarie a danno degli assistiti, è anche Caf e Patronato e dunque abilitata a seguire e gestire direttamente pratiche di richiesta invalidità, aggravamenti, accompagnamenti etc.

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