Il sovraindebitamento e le altre procedure di esdebitazione 2018

Thursday, January 25, 2018

 

Numerose le pratiche di sovraindebitamento in carico all’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: cell. 334 26 82 453,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) è in grado di assistervi anche nella richiesta e acquisizione di bonus a sostegno del reddito. 

 

Il sovraindebitamento è stato introdotto dalla legge del 27 gennaio 2012, n.3  come nuova procedura che consente al debitore persona fisica o altro soggetto escluso dalla legge fallimentare, di trovare un accordo con il creditore davanti al Giudice.

 

Recente una sentenza di sovraindebitamento emessa dal Tribunale di Varese, a favore del cittadino nei confronti del quale gravava una cartella di pagamento di Equitalia da 86.000 euro. Il giudice ha valutato che tale cartella fosse troppo elevata e al di sopra delle possibilità economiche del debitore e ne ha dunque disposto una riduzione dell’87% , anche in base ai redditi del debitore e a quanto serve alla famiglia per vivere.

 

Come associazione consumatori, Avvocati al Tuo Fianco si sta adoperando per affinchè tale tendenza giurisprudenziale si consolidi.

 

Il Sovraidenbitamento ovvero la legge n. 3 del 27/1/2012 “Procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio”, in vigore dal 29/2/2012 e successivamente modificata dal D.L. 179/2012 (convertito nella Legge n. 221 del 17 dicembre 2012) ha introdotto per la prima volta in Italia la nuova procedura concorsuale per i soggetti non fallibili, legge fallimentare, tra cui anche il consumatore, l’imprenditore agricolo e la start up innovativa. 

 

Tale procedura vuole favorire il risanamento dei debiti con il coinvolgimento di un organismo di composizione della crisi o di un professionista abilitato che può essere un commercialista, un avvocato o un notaio e prevede la presentazione di un piano di rientro per i debiti contratti. 

 

Se l’accordo viene approvato dal giudice, il debitore usufruisce della esdebitazione e il debito viene ridimensionato in misura proporzionata a quanto effettivamente il debitore è in grado di pagare in base alle sue disponibilità.

 

In tal caso, la porzione residua del debito viene cancellata.

 

Se il piano di rientro invece non viene accolto, il consumatore può comunque accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio.

 

Con la legge del sovraindebitamento, è quindi il Giudice a decidere, sulla base di un’attenta analisi dei redditi del debitore quanto è in grado di pagare, valutando anche il merito creditizio, è il caso in cui il debitore per far fronte alle sue spese utilizza strumenti finanziari come carte di credito revolving, prestiti o pagamenti a rate accordati da banche o intermediari che non hanno valutano in primis la sua effettiva capacità di restituzione del debito, ovvero, hanno accordato cifre esagerate rispetto alla sue reali possibilità.

 

Il sovraindebitamento in altre parole, permette alla persona sommersa dai debiti di poter riprendere una vita, una attività, senza vedersi più ostacolata dalle obbligazioni contratte in precedenza e di potersi reinserire nella società.

 

I soggetti con i requisti per accedere al sovraindebitamento sono i coloro ai quali non si può applicare la legge fallimentare, per cui sono persone fisiche e giuridiche che: 

- sono consumatori, esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta;
- non svolgono attività di impresa ovvero professionisti, artisti e lavoratori autonomi e società professionali. Anche se i professionisti intellettuali la cui attività è subordinata al conseguimento e superamento dell’esame di stato con conseguente iscrizione all’Albo professionale come gli avvocati, architetti, notai ecc non sono qualificabili come imprenditori in quanto manca un’attività economica diretta alla produzione di servizi nell’accezione di cui all’art. 2082 c.c.. Stessa accezione anche per gli artisti inquadrabili come lavoratori autonomi delle spettacolo come attori, registi. Rientrano nella categoria residuale degli altri lavoratori autonomi quei soggetti che esercitano attività c.d. libere, che non necessitano di un esame di Stato;
- sono imprenditori commerciali “sotto soglia” o che hanno cessato l’attività da più di 1 anno: anche se può rientrare l’imprenditore commerciale sopra-soglia ma con debiti inferiori ad euro 30.000;
- sono enti privati non commerciali: associazioni e fondazioni riconosciute, organizzazioni di volontariato, associazioni sportive, enti lirici, Onlus, etc;
- imprenditori agricoli (art. 7 L. 3/2012); 
- start up innovative. 

 

Quanto alle condizioni in cui deve trovarsi il debitore per accedere alle procedure previste dalla L. n. 3/2012, ai sensi dell’art. 6, co. 2, sono:

1) situazione prolungata nel tempo di uno squilibrio tra gli obblighi assunti e il suo patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni;

2) definitiva incapacità ad adempiere alle obbligazioni in modo regolare.

Se il Giudice approva il piano del consumatore o la procedura di liquidazione, per effetto della legge sul sovraindebitamento il consumatore è esdebitato, ossia, beneficia della liberazione da tutti debiti residui a cui non riesce ad ottemperare. 

Per ottenere l’esdebitazione il consumatore deve rivolgersi ad un intermediario abilitato e presentare un piano del consumatore o una liquidazione di patrimonio.


Quindi, il Giudice del Tribunale fatte le dovute valutazioni, emette il decreto di esdebitazione a patto che il consumatore si sia dimostrato collaborativo e ben disposto alla risoluzione del piano o della liquidazione, non abbia beneficiato negli ultimi 8 anni un’altra esdebitazione, non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dalla legge e che abbia svolto negli ultimi 4 anni o abbia cercato attivamente una nuova occupazione senza rifiutare buone proposte di lavoro e infine che siano stati soddisfatti in parte i creditori. 

 

Alcuni debiti sono esclusi dalla procedura di esdebitazione:
- debiti che derivano da obblighi di mantenimento e alimentari; 
- debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, Sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti; 
- debiti fiscali anche se contratti prima del decreto di apertura delle procedure del sovraindebitamento, ma successivamente accertati.

 

Oltre all’esdebitazione, il consumatore sovraindebitato può ricorrere alternativamente all’accordo con i creditori, che risulta però essere meno vantaggioso rispetto alla prima.


L’accordo con i creditori è previsto dall’articolo 7 della legge sul sovraidebitamento delle famiglie, secondo il quale il debitore può proporre al creditore o ai creditori un accordo di ristrutturazione del debito in base ad un piano. La prima fase del procedimento consiste quindi nel depositare presso il Tribunale competente in base alla residenza o sede principale del debitore, una proposta di accordo nella quale indicare l’elenco di tutti i creditori e relative somme dovute, elenco dei beni e eventuali atti di disposizioni effettuati negli ultimi 5 anni, e le ultime 3 dichiarazione dei redditi, Attestazione sulla fattibilità del piano e elenco delle spese per il sostentamento del debitore e della sua famiglia e indicazione del numero dei componenti del nucleo. Se il debitore svolge attività di impresa,  si devono indicare anche le scritture contabili degli ultimi 3 anni allegando una dichiarazione che ne certifichi la conformità all’originale.

 

La proposta depositata presso il tribunale va poi presentata entro 3 giorni dall’organismo di composizione della crisi, a Equitalia o altro Agente della riscossione e all’Agenzia delle Entrate  e agli enti locali competenti in base al domicilio fiscale del debitore. Nel caso si rendano necessarie integrazioni o l’aggiunta di documenti alla proposta, il Giudice può concedere fino ad un massimo di 15 giorni per procedere.  

 

Una volta deposita la proposta, per il tempo del ricorso vengono sospesi gli interessi di mora fatta eccezione per i casi in cui il debito è gravato da ipoteca, pegno o privilegio. 

La proposta viene sottoposta alla valutazione dei creditori che votano al di fuori del Tribunale.

L’accordo è approvato con la maggioranza del 60% dei voti.

Inoltre per effetto del d.l. n. 179/2012 si ammette anche il meccanismo del silenzio-assenso che si concretizza se il creditore non invia la sua dichiarazione entro 10 giorni. 

 

Occorre quindi sottolineare che il consenso del 60% dei creditori sull’accordo proposto è comunque molto difficile da raggiungere.

 

Infine vi è anche la possibilità di ricorrere alla liquidazione del patrimonio di tutti i beni quando il consumatore possiede garanzie forti ovvero il debito è alto ed egli possiede beni di valore importante.  In questa circostanza infatti i creditori preferiscono normalmente aggredire i beni in quanto presentano certezze migliori in termini di recupero delle somme di loro spettanza.

 

L’associazione Avvocati al Tuo Fianco ha molte esperienze in materia di esdebitazione, accordo con i creditori e liquidazione dei beni, vi invitiamo perciò a contattarci qualora riteneste di avere i requisiti e la necessità di accedere ad una delle tre procedure:
Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Modena e Veneto cell. 334 26 82 453 - n. verde 800 91 31 81
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