Cartelle pazze in arrivo per contributi a colf e badanti: ecco come difendersi


Ancora oggi una telefonata all’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede di Reggio Emilia: cell. 3472300522, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) relativa ad una cartella esattoriale impazzita per contributi Inps non dovuti.

Non c’è da stupirsi. Sono infatti 214mila gli accertamenti in arrivo dall’Inps per i contributi non pagati di colf e badanti relativi ai periodi a partire dall’ultimo trimestre 2012. Molte cartelle però sono illegittime.

Datori di lavoro domestici in massimo allarme e moltissime famiglie preoccupate di dover affrontare una spesa imprevista anche salata, considerando che in alcune ipotesi le cartelle oltrepassano anche i 10mila euro.


Nella maggior parte dei casi si tratta, però, di cartelle pazze, perché i contributi dei lavoratori domestici richiesti dall’Inps si riferiscono a rapporti di lavoro già cessati, all’epoca in cui sarebbe dovuto avvenire il versamento.


Il grave disguido è dovuto al fatto che, sino al 2009, i licenziamenti e, in generale, le cessazioni del rapporto di lavoro domestico non dovevano essere comunicati all’Inps, ma ai servizi per l’impiego. Non disponendo di archivi aggiornati, l’istituto ha ritenuto ancora attivi dei rapporti di lavoro terminati da anni, facendo figurare gravemente inadempienti i datori di lavoro domestici.


Chi riceve una cartella in cui l’Inps chiede contributi non dovuti per un collaboratore domestico deve esibire all’istituto la ricevuta di cessazione del rapporto di lavoro, per ottenere l’annullamento degli avvisi. Se la ricevuta non si trova, si può provare a contattare l’ex collaboratore domestico, perché confermi che il rapporto è cessato in una data anteriore a quella per cui si richiedono i contributi.


Se il lavoratore non è rintracciabile, si può produrre una dichiarazione di responsabilità.


Se invece la cartella dell’Inps fa riferimento ad un rapporto di lavoro domestico mai esistito è necessario sporgere denuncia per furto di identità e comunicare la denuncia all’Inps. Si tratta infatti di truffe finalizzate ad ottenere il permesso di soggiorno, sfruttando l’identità di un terzo ignaro di tutto.


Se, invece, il rapporto di lavoro domestico, nel periodo contestato dall’Inps, effettivamente era esistente, e non è stata pagata la relativa contribuzione, non resta altro da fare che mettere mano al portafogli e pagare la cartella.


Ricordiamo, a questo proposito, quali sono i termini per il pagamento dei contributi di colf e badanti, la cui periodicità è trimestrale:

primo trimestre: 1-10 aprile; secondo trimestre: 1-10 luglio; terzo trimestre: 1-10 ottobre; quarto trimestre: 1-10 gennaio.


I contributi possono essere versati utilizzando i bollettini Mav, inviati dall’Inps e precompilati con gli importi dovuti. Nel caso siano intervenute variazioni orarie, attraverso il sito web dell’Inps è possibile indicare le variazioni e stampare un altro bollettino Mav con gli importi conformi.


I Mav possono essere pagati presso:

sportelli postali; tabaccherie convenzionate (Circuito Reti Amiche); sportelli bancari e sito internet Unicredit; online, direttamente sul sito web dell’Inps, alla pagina Portale dei Pagamenti, utilizzando una carta di credito;

tramite Contact Center Inps-Inail, utilizzando una carta di credito. Le variazioni degli importi possono essere richieste anche agli operatori del Circuito, del Contact Center, o effettuate tramite procedura online.


Ricordiamo che l’associazione Avvocati al Tuo Fianco ha stipulato una convenzione con uno studio di consulenza del lavoro che fornisce supporto e gestione del rapporto di lavoro per colf e badanti a prezzi molto contenuti includendo oltre che la stesura e registrazione del contratto anche l’amministrazione delle buste paga.

Se siete in procinto di servirvi di una collaboratrice domestica, non esitate a contattarci per sapere come meglio comportarvi e gestire il rapporto lavorativo a tutela della sicurezza di entrambe le parti e per non avere brutte sorprese in futuro.

Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81 www.avvocatialtuofianco.org https://www.facebook.com/associazioneconsumatoriavvocatialtuofianco/ https://www.facebook.com/Avvocatialtuofiancoemiliaromagna/ https://www.facebook.com/Associazione-Consumatori-Avvocati-al-Tuo-Fianco-Modena-1413804971983274/

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