La DSA: il primo passo per ottenere la certificazione è conoscere la normativa


L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco si occupa, in qualità di patronato, anche di pratiche di accesso alle varie indennità Inps e ultimamente siamo abbastanza subissati di richieste relative alla certificazione DSA e relativi riconoscimenti (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede di Reggio Emilia: cell. 3472300522, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418).


La dislessia, Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), non indica un deficit mentale, una problematica neurologica o sensoriale, ma consiste in una particolare difficoltà nelle abilità scolastiche, ossia nel leggere, scrivere e nei calcoli.

Un bambino dislessico è in genere molto intelligente, sensibile e anche creativo. Tuttavia soffre di una serie di impedimenti nello svolgere operazioni quotidiane che per i suoi compagni di scuola sono incomprensibili.


Per esempio leggere o scrivere o fare di conto.


La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e solitamente si accompagna anche a problemi nella scrittura: disortografia (una difficoltà di tipo ortografico) e disgrafia (difficoltà nel movimento di scrittura, o meglio una cattiva resa formale), nel calcolo.

Tale disturbo è dovuto ad un’alterazione neurobiologica che porta ad una disfunzione di alcuni gruppi di cellule deputate al riconoscimento delle lettere-parole e il loro significato.


Leggere e scrivere dovrebbe essere un’operazione automatica, per questo spesso è difficile identificare il bambino dislessico e comprendere la fatica che affronta ogni giorno.


In Italia la dislessia è ancora poco conosciuta, sebbene essa riguarda circa il 3-4% della popolazione scolastica in età scolare (Scuola Primaria e secondaria di primo grado).


Nel 2010 è stata finalmente varata la legge n° 170 che mira a tutelare il percorso di studio dei bambini che soffrono di DSA. La normativa è stata molto utile non solo per i bimbi dislessici, ma anche per quelli aventi altre forme di handicap fisico, psichico e sensoriale, in quanto ha creato un netto spartiacque delle due categorie mettendole entrambe al riparo da strategie di accaparramento di risorse già scarse.


La Legge 170/10 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” è nata come una evoluzione alla Legge 104/92 dalla quale però se ne differenzia.


La legge 170/10 definisce il disturbo, riconosce il diritto all’inclusione scolastica e sociale e incoraggia l’individuazione precoce dei DSA, anche da parte della scuola previo avviso alle famiglie. Viene poi evidenziato come le ASL siano deputate al rilascio delle certificazioni necessarie, mentre spetta al Ministero dare il via agli screening nelle scuole per individuare i bambini a rischio, il cui esito non è la diagnosi.


La legge fissa poi le attività formative per il personale dirigente e docente delle scuole, quindi stabilisce che gli alunni con diagnosi di DSA possano avvalersi di mezzi compensativi e dispensativi di flessibilità didattica, come il computer, tempi più lunghi per l’esecuzione delle prove, flessibilità di orario di lavoro per i genitori di alunni con DSA per consentire loro di assistere i figli nei compiti a casa.

Mentre in precedenza anche i bambini dislessici avevano diritto al sostegno, come quelli portatori di handicap fisici ai sensi della legge 104/92, da qualche anno a causa dei tagli alla scuola non è più prevista la figura del docente di sostegno per i DSA. Però la legge 170 sostiene che il consiglio di classe individua l’alunno con DSA, ne dà comunicazione alla famiglia e si attiva per la stesura del Piano Didattico Personalizzato il “PDP” individuando anche gli strumenti compensativi, le misure dispensative e le forme ed i tempi di verifica e valutazione.


Possono allora i ragazzi dislessici usufruire della legge 104/92 se la 170/10 non dà garanzie di avere un insegnante di sostegno?


Premettiamo che la legge 170 riguarda esclusivamente i DSA, mentre la legge 104/92 è destinata ai ragazzi con disagio fisico, psichico e sensoriale tale da costituire un handicap e che ai ragazzi dislessici non viene attribuita una invalidità civile ma una indennità di frequenza.


Gli alunni che ricevono la certificazione ai sensi della legge 104 ricevono il sostegno scolastico. Occorre specificare che in ogni caso la normativa è applicata diversamente nelle varie Regioni e Province, in base agli Accordi di Programma locali ed attualmente tende ad essere sempre più limitativa. In genere si certificano con la 104/92 solo i casi in cui il disturbo è molto severo.


In ogni caso, la famiglia a seguito della diagnosi di dislessia deve effettuare la segnalazione a scuola; indipendentemente dalla possibilità di ricevere o meno l’insegnante di sostegno, è importante che il bambino riceva un adeguato supporto nel percorso scolastico che tenga conto delle sue difficoltà.


Importante sottolineare che, nella nostra esperienza, i tempi per ottenere la certificazione presso la struttura pubblica sono lunghissimi per non dire ciclopici perciò il più delle volte le famiglie si rivolgono al servizio privato per accorciare l’attesa e porre il bambino in una condizione protetta il prima possibile.


Purtroppo le intenzioni della 170 sono ottime, ma l’esito è ad oggi incerto.

Molte anche le richieste rigettate dalla commissione medica. Non dimentichiamo i furbetti del quartierino che continuano comunque ad imperversare cercando di ottenere un passaggio agevolato per i figli attraverso la scuola dell’obbligo senza doversi sorbire compiti, punizioni e integrazioni con lezioni private per i figlioli magari un pò pigri e indolenti.


Diciamo che la strada verso il perfezionamento della legislazione in materia è ancora lunga e tortuosa , ma ci sembra che l’obiettivo di differenziare chi ha disabilità generalizzate rispetto a chi ne ha di specifiche è un buon passo avanti.


L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco è anche patronato è può assistervi nella procedura di richiesta dell’indennità di frequenza o, eventualmente nell’impugnazione del verbale della Commissione Medica, operazione sempre consigliabile rispetto ad un ricorso avverso un verbale Inps che implica anni di causa, costi e blocca qualunque ulteriore iniziativa di aggravamento presso l’ASL.

Da ultimo vi allertiamo su un aspetto non proprio sottovalutabile dell’intera questione: il bambino viene assoggettato alla visita in Commissione medica esattamente secondo le modalità previste per altri invalidi anche molto gravi. il che significa trovarsi circondato durante l’attesa del turno da situazioni molto pesanti e doversi poi sottoporre al fuoco di fila delle domande anche invasive e invadenti dei componenti della commissione di verifica.

In ogni caso, come sempre si comincia dalla richiesta di accertamento fatta con invio telematico della domanda dal medico curante, quindi con la ricevuta di invio vi recate presso un patronato come il nostro a chiedere di procedere per l’inoltro della pratica all’Inps.

Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81 www.avvocatialtuofianco.org https://www.facebook.com/associazioneconsumatoriavvocatialtuofianco/ https://www.facebook.com/Avvocatialtuofiancoemiliaromagna/ https://www.facebook.com/Associazione-Consumatori-Avvocati-al-Tuo-Fianco-Modena-1413804971983274/


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