La dichiarazione di successione: ecco come affrontarla


L’Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede di Reggio Emilia: cell. 3472300522, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) gestisce anche le dichiarazioni di successione prendendosi cura dell’intero procedimento per voi e sollevandovi dalle difficoltà rese ancora più pesanti dal momento di per sè difficile.

Innanzitutto i chiamati all’eredità, gli eredi e i legatari, devono presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dall’apertura della stessa, cioè un documento fiscale con il quale forniscono all’Agenzia delle Entrate le informazioni sul patrimonio ereditario in modo da potervi calcolare le imposte.

Sì perchè anche sulla successione si pagano le imposte.


In particolare le imposte devono essere pagate su: trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, compresa la costituzione di diritti reali di godimento, la rinuncia a diritti reali o di credito e la costituzione di rendite o pensioni; l’ immissione nel possesso dei beni dell’assente e di dichiarazione di morte presunta; su tutti i beni e diritti trasferiti, anche se esistenti all’estero, nel caso in cui alla data di apertura della successione la persona deceduta era residente in Italia. In caso contrario, l’imposta è dovuta limitatamente ai beni e diritti esistenti in Italia.

Vediamo quindi cosa rientra nell’asse ereditario. Chiaramente rientrano nell’asse ereditario i beni immobili e diritti reali su beni immobili; i beni mobili e i titoli al portatore di qualsiasi specie posseduti dal defunto o depositati presso altri a suo nome; denaro, gioielli e mobilia per un importo pari al dieci per cento del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario, salvo che da inventario non ne risulti l’esistenza per un importo diverso; rendite, pensioni e crediti; aziende, quote sociali, azioni o obbligazioni; navi, imbarcazioni e aeromobili che non fanno parte di aziende.


Inoltre, non si considerano compresi nell’attivo ereditario ma devono essere indicati nella dichiarazione di successione: i beni culturali, sottoposti a vincolo precedentemente alla data di apertura della successione, sui quali sono stati assolti gli obblighi di conservazione e protezione; i crediti contestati giudizialmente alla data di apertura della successione, fino a quando la loro sussistenza non sia riconosciuta con provvedimento giurisdizionale o con transazione.


L’Agenzia delle Entrate consiglia di indicare anche: i titoli del debito pubblico (ivi compresi BOT e CCT), compresi i corrispondenti titoli del debito pubblico emessi dagli Stati appartenenti all’Unione Europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico europeo; gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati (compresi i corrispondenti titoli del debito pubblico emessi dagli Stati appartenenti all’Unione Europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico europeo), nonché ogni altro bene o diritto dichiarato esente dall’imposta da norme di legge.

Non vanno indicati in dichiarazione, in quanto non concorrono a formare l’attivo ereditario:

i beni e i diritti iscritti a nome del defunto nei pubblici registri, quando è provato con atto pubblico, scrittura privata autenticata, provvedimento giurisdizionale o altro atto scritto avente data certa, che egli ne aveva perduto la titolarità; azioni e titoli nominativi intestati al defunto, alienati anteriormente all’apertura della successione con atto autentico o girata autenticata; le indennità di fine rapporto in caso di morte del prestatore di lavoro e le indennità spettanti per diritto agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal defunto; i crediti verso lo Stato, gli enti pubblici territoriali e gli enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e di assistenza sociale, compresi quelli per il rimborso di imposte o di contributi, fino a quando non siano riconosciuti con provvedimenti dell’amministrazione debitrice; i crediti ceduti allo Stato entro la data di presentazione della dichiarazione di successione; i veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico.


Nel caso vi troviate in una situazione di difficoltà per una successione e non sappiate esattamente come comportarvi, non esitate a contattarci:

Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81 www.avvocatialtuofianco.org https://www.facebook.com/associazioneconsumatoriavvocatialtuofianco/ https://www.facebook.com/Avvocatialtuofiancoemiliaromagna/ https://www.facebook.com/Associazione-Consumatori-Avvocati-al-Tuo-Fianco-Modena-1413804971983274/

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