Lo smart working: ecco come funziona


L’Associazione Consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) si occupa anche di diritto del lavoro e di controllo buste paga. Numerose le situazioni che abbiamo controllato e di cui ci siamo occupati e ci stiamo occupando fino alla gestione della eventuale mediazione risolutiva.


In tema di lavoro, oggi parliamo di smart working o lavoro agile ovvero una nuova forma di lavoro dipendente subordinato che può essere a tempo determinato o indeterminato senza però vincoli di tempo e di luogo ove svolgere l’attività.


Si tratta di una nuova forma di dipendenza (molto simile al telelavoro) che, tuttavia, presenta alcuni punti in comune con il lavoro autonomo. Esso può svolgersi anche all’esterno dell’azienda e senza vincoli di orari, il che lo rende appetibile a chi ha difficoltà a muoversi da casa o può lavorare in orari non sempre prestabiliti.


Di solito, con lo smart working il dipendente esegue la propria prestazione “a distanza”, tramite l’impiego di un computer, secondo gli incarichi affidatigli dal proprio datore di lavoro.


Trattandosi di lavoro dipendente comporta tutte le conseguenze e le tutele del caso.


Detto ciò cerchiamo di comprendere meglio cos’è lo Smart working, come funziona il nuovo lavoro agile e quali sono le previsioni di legge per chi viene assunto con questo particolare contratto.


Lo smart working si differenzia dal normale lavoro subordinato, per due elementi essenziali:

•il luogo di lavoro non è più necessariamente identificato con uno spazio fisico prestabilito e circoscritto (il lavoratore potrebbe svolgere le proprie mansioni anche con un computer mentre si trova in viaggio, in mezzo a un parco o a casa propria); •non c’è un orario di lavoro prestabilito di inizio e fine delle attività giornaliere. L’orario rileva solo ai fini del rispetto dei limiti massimi di tempo previsti dalla legge.


Per il lavoratore lo smart working include il vantaggio di non perdere tutte le tradizionali garanzie del lavoratore subordinato, salvo – per come si vedrà – per il licenziamento, mentre per l’azienda include il vantaggio di una maggiore produttività dei lavoratori con riduzione dei costi di gestione degli spazi di lavoro e del tasso di assenteismo.


La formula del lavoro agile esiste dal 14 giugno 2017 ed è stata studiata per favorire la flessibilità del lavoro.

Anche lo smart working richiede la firma di un contratto necessariamente scritto, tra datore di lavoro e dipendente; in esso si stabilisce che la prestazione lavorativa venga resa, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi.


Il lavoratore resta soggetto al potere direttivo e disciplinare del datore. Ecco perché detto accordo deve fissare in modo preciso non solo gli obiettivi e le mansioni del lavoratore, ma anche e soprattutto: •le forme di esercizio del potere direttivo e di controllo del datore di lavoro; •i tempi di riposo del lavoratore; •gli strumenti utilizzati dal lavoratore e misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la sua disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro; •le condotte sanzionabili a livello disciplinare; •l’eventuale diritto all’apprendimento.


L’accordo che dà vita allo smart working o lavoro agile va comunicato ai Servizi per l’impiego con le stesse forme previste per la comunicazione preventiva di assunzione.


La rescissione del contratto è ammessa entro determinati limiti.

Propriamente non si parla quindi né di licenziamento, né di dimissioni. In particolare, se il contratto è: •a tempo determinato, è possibile il recesso anticipato solo se c’è una giusta causa. Ciò non vale solo per l’azienda ma anche per il dipendente. Una giusta causa per il lavoratore può essere il mancato pagamento della retribuzione, mentre per l’azienda si può trattare dell’infedeltà del dipendente o dell’attività in concorrenza; •a tempo indeterminato è sempre possibile il recesso ma con un preavviso di 30 giorni (90 giorni se il lavoratore è disabile). Il preavviso non è necessario se il recesso avviene per giusta causa (secondo quanto appena detto).


Con il recesso dal contratto di smart working, il dipendente non viene licenziato né si dimette. La legge infatti stabilisce che, a seguito del recesso dall’accordo, l’attività lavorativa si svolge secondo le modalità ordinarie del lavoro subordinato tradizionale.


Nello smart working, il lavoratore presta la propria attività in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno degli stessi, senza una postazione fissa.


L’accordo dello smart working deve indicare l’orario come limite massimo di ore lavorativo che non può essere sforato, senza tuttavia fissare in quali momenti della giornata la prestazione di lavoro deve essere resa. La durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale è la stessa prevista dai contratti collettivi nazionali.


I tempi di riposo nel lavoro agile sono indicati nell’accordo con la terminologia «diritto alla disconnessione» dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro. Il lavoratore ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione di contratti collettivi, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.


La legge prevede altresì incentivi di carattere fiscale e contributivo per incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato.


Come abbiamo detto il lavoro agile rientra nella categoria del lavoro subordinato e, come tale, comporta l’indiscutibile potere del datore di lavoro di controllo sulla prestazione resa dal lavoratore all’esterno dei locali aziendali. Le modalità concrete con cui viene esercitato tale potere devono essere indicate nell’accordo.

Il dipendente può altresì essere sottoposto alle normali sanzioni disciplinari stabilite per i colleghi che, invece, lavorano come dipendenti “ordinari”.


Il datore deve garantire la salute e la sicurezza sul lavoro anche in caso di smart working. Perciò deve consegnare al lavoratore e al RLS, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi, generali e specifici, connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.


La malattia professionale e la causa di servizio seguono le ordinarie regole del lavoro subordinato. Pertanto il dipendente assunto con contratto di lavoro agile ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa anche quando e` resa all’esterno dei locali aziendali.

L’assicurazione comprende anche gli infortuni occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali.


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