Il diritto di abitazione del coniuge superstite

Monday, November 20, 2017

 

L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) torna a parlare di successione.

 

Il diritto di abitazione è un diritto reale di godimento su cosa altrui che spetta al coniuge superstite ai sensi dell’articolo 540, comma 2, del codice civile, il quale dispone che al coniuge superstite, anche quando ci siano altri eredi, sono riservati i diritti d’abitazione sulla residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni.

 

Oggetto del diritto è dunque la casa coniugale, ossia l’abitazione in cui i coniugi svolgevano la loro vita di coppia.  I diritti di uso e di abitazione non si possono cedere o dare in locazione.

 

Sotto il profilo fiscale, il diritto di abitazione è sicuramente rilevante, infatti, la titolarità del diritto di abitazione costituisce presupposto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e, in particolare, il reddito derivante dal diritto di abitazione è qualificato reddito fondiario ai sensi dell’art. 6 del Tuir.
Ugualmente gravano sul titolare del diritto di abitazione i tributi locali, in particolare l’IMU e la tassa rifiuti.

 

In particolare il titolare del diritto di abitazione deve corrispondere i tributi in relazione all’intero immobile sul quale grava il diritto, indipendentemente dalle sue quote di possesso. Gli altri eredi, in quanto nudi proprietari, non sono invece soggetti passivi d’imposta e quindi in relazione all’immobile non devono versare alcun tributo.

 

Il diritto di abitazione si acquisisce al momento dell’apertura della successione ereditaria.
Il diritto di abitazione del coniuge rappresenta un diritto “ex-lege” con lo scopo di garantire al superstite un alloggio e quindi proteggere un interesse economico, ma anche di conservare i rapporti affettivi con la casa famigliare e preservare la continuità delle relazioni sociali godute durante il matrimonio.

 

Trattandosi di un diritto che si incontra frequentemente è importante conoscere la normativa che lo disciplina e l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco vuole venirvi in aiuto in questo senso.

Importante sapere che il diritto della moglie superstite ad abitare nella casa del marito ormai defunto non scatta se quest’ultimo aveva solo l’usufrutto dell’immobile.


Quindi perchè si perfezioni il diritto di abitazione dopo la morte dell’altro coniuge è necessario che quest’ultimo avesse la proprietà dell’immobile, e non l’usufrutto. A dirlo è il tribunale di Roma con una recente sentenza (19728/2016).

 

Il codice civile stabilisce che, in caso di decesso di una persona, il coniuge sopravvissuto può continuare ad abitare nella casa che un tempo era adibita a residenza familiare e questo anche se l’immobile finisce in eredità ad altri soggetti chiamati alla successione (ad esempio, ai figli). La stessa regola si estende anche all’uso dei mobili che arredano la casa.

 

Come già indicato, condizioni essenziali affinchè si verifichi tale trasmissione del diritto di abitazione è che l’immobile fosse effettivamente di proprietà del deceduto o in comune con il sopravvissuto e che la famiglia avesse la residenza proprio in quell’immobile.


In caso di usufrutto e regime di comunione dei beni, il coniuge superstite può eventualmente rivendicare la propria parte di contitolarità dell’usufrutto, sempre che detto usufrutto sia stato acquistato dalla coppia dopo il matrimonio e non prima.

 

Non serve al coniuge superstite rivendicare il proprio diritto di erede a succedere nell’usufrutto: infatti, sia l’usufrutto che l’abitazione sono diritti la cui durata non può essere superiore alla vita dell’originario titolare, e pertanto, alla morte di questi, non è configurabile rispetto a tali situazioni giuridiche soggettive alcun fenomeno successorio.

 

L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco ha la competenza necessaria a supportarvi in caso di successione, eredità e faccende collegate a tali difficili e dolorose situazioni.


Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81
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