La segnalazione alla CAI in caso di protesto

Monday, November 13, 2017

 

L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) riceve regolarmente richieste di informazioni circa le modalità di cancellazione di segnalazioni in banca dati.  Dovete sapere però che esiste anche una Centrale d’Allarme Interbancaria.

 

La CAI è l’archivio informatico che raccoglie i dati di assegni non pagati o delle carte di credito irregolari cioè utilizzate in maniera non regolare oppure oggetto di furto o smarrimento.

La CAI viene implementata e consultata da Banche, Uffici Postali e finanziarie.


In tale archivio sono raccolte:

– Le generalità (dati anagrafici, codice fiscale, domicilio) dei soggetti che emettono assegni non coperti da fondi o privi di autorizzazione (perché, ad esempio, la firma è falsa);

– Gli estremi identificativi (coordinate, numero di assegno, importo) degli assegni emessi privi di provvista e/o senza autorizzazione;
 – La generalità dei soggetti a cui è stata revocata l’autorizzazione all’emissione e utilizzo di carte di credito o di debito (bancomat) perché, ad esempio, hanno speso in misura superiore al fido concesso;

– I dati delle carte di pagamento (emittente, numero, scadenza) revocate nell’utilizzo;

– Le eventuali sanzioni amministrative applicate in caso di emissione di assegni senza autorizzazione e/o fondi a copertura;

– I dati degli assegni e delle carte di credito potenzialmente a rischio poiché oggetto di un furto o di uno smarrimento.

 

Quando viene emesso un assegno privo di fondi, si attiva la procedura di protesto. 
Il protesto è l’atto pubblico con il quale si attesta l’avvenuta presentazione di una cambiale o di un assegno al debitore (protestato) e il rifiuto da parte dello stesso di pagare o accettare il titolo non è un atto obbligatorio.

 

Il debitore che ha emesso l’assegno viene avvisato dell’avvio di tale procedura con una raccomandata A.R. o con un telegramma entro 10 giorni dalla presentazione all’incasso dell’assegno. Dopo la ricezione di tale avviso, il soggetto ha 60 giorni  di tempo per poter pagare senza essere iscritto al CAI (questo solo nel caso in cui il soggetto non sia già stato protestato).

 

Se l’assegno protestato viene pagato regolarmente, occorre dimostrare il pagamento all’ufficiale giudiziale che ha elevato il protesto entro i 60 giorni successivi per evitare di incorrere in sanzioni amministrative.

 

Qualora il debitore invece non paghi entro i 60 giorni, viene iscritto nella CAI e tale iscrizione permane per 6 mesi, anche in caso di pagamento successivo dell’assegno.

 

Il soggetto che non paga entro i 60 giorni viene anche segnalato al Prefetto di competenza che notifica al debitore protestato il procedimento amministrativo in corso, entro  90 giorni dalla segnalazione, e gli concede 30 giorni per presentare delle osservazioni in sua difesa. 

 

Se le motivazioni del debitore non vengono accolte, al termine del procedimento, il Prefetto gli commina una sanzione economica che varia in proporzione all’importo dell’assegno. 

In aggiunta al debitore viene fatto divieto di emettere assegni per un periodo variabile da 2 a 5 anni.
 
Quindi entro i 5 anni successivi viene emessa l’ingiunzione di pagamento ovvero la richiesta di pagamento della sanzione.

 

Contro l’ingiunzione si può fare opposizione entro 30 giorni dalla sua notifica. In caso di mancato accoglimento dell’opposizione, entro i successivi 5 anni verrà notificata una cartella esattoriale, a meno che la sanzione non sia già stata pagata.

 

Se si desidera cancellare il protesto è possibile rivolgersi al tribunale e quindi alla camera di commercio a tale scopo.  In ogni caso la cancellazione è possibile solo dopo 1 anno dal protesto.

 

Quando un assegno non viene pagato, non sempre viene avviata la procedura di protesto.
Quando non viene attivata la procedura di protesto, il soggetto però viene comunque iscritto la CAI su segnalazione diretta della Banca o dell’ufficio postale.

 

Per sapere se si è iscritti alla CAI, è possibile chiederne la consultazione; lo può fare tramite le filiali della Banca (d’Italia ed in tal caso la consultazione è gratuita) oppure mediante apposite agenzie, dietro pagamento del relativo servizio e comunque con la compilazione di uno specifico modulo.

 

Normalmente, in caso di assegni irregolari o impagati e conseguente segnalazione alla CAI, essa viene automaticamente cancellata dopo i 6 mesi di ordinanza dalla sanzione di revoca dell’emissione di assegni.
 
In caso contrario occorre chiedere la cancellazione mediante un’apposita messa in mora, motivandone l’errata, illecita o illegittima segnalazione e rivolgendosi direttamente all’ente segnalante.

 

Se avete una segnalazione alla CAI illegittima o legittima e non sapete come comportarvi, non esitate a contattare l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco:
Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81
www.avvocatialtuofianco.org 
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