I debiti del defunto passano agli eredi?

Friday, November 10, 2017

 

Come già sapete l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) si occupa anche di successioni e non sono infrequenti le problematiche relative ai debiti lasciati dal defunto.

 

E’ importante distinguere: alla morte del contribuente i debiti fiscali passano agli eredi che accettano l’eredità; non però le sanzioni e le multe. La responsabilità in solido vale solo per le imposte dirette.

Innanzitutto quando muore una persona gli eredi subentrano nei debiti e nei crediti pendenti. 

Questo naturalmente vale solo per gli eredi che accettano l’eredità.  Altro discorso poi va fatto sugli eredi che accettano l’eredità con beneficio di inventario. 

 

In generale chi rifiuta l’eredità può evitare di preoccuparsi se arrivano cartelle di pagamento o se il parente defunto aveva dei debiti ancora in corso. Invece se gli eredi non hanno rifiutato l’eredità, le cartelle di pagamento non ancora pagate ricadono su di loro.

 

Ci sono poi gli eredi che accettano l’eredità con beneficio di inventario.  In tal caso rispondono dei debiti nei limiti dei beni ereditati.

 

Perciò se il fisco intende effettuare un pignoramento, potrà aggredire solo quei beni che sono passati in successione all’erede e non i suoi personali (di cui era proprietario già prima).

 

Per i debiti dovuti a titolo di Irpef e Irap vale la responsabilità solidale degli eredi: il fisco può cioè chiedere, a ciascuno di essi, l’intero pagamento (salvo poi il diritto di questi a rivalersi sugli altri per quanto anticipato in loro conto). 

 

Secondo la Cassazione invece, per le imposte indirette come Iva, imposta di registro, tassa sui rifiuti (Tari), imposta sulla casa (Imu, Tasi), bollo auto, canone Rai, imposta sulle successioni, ecc., vale la regola generale prevista per i debiti con i privati, quella cioè della responsabilità pro quota. Difatti la responsabilità solidale vale solo per le imposte sui redditi e non per le altre tasse. 

 

Gli eredi inoltre non sono tenuti a pagare le sanzioni e le multe stradali del defunto. 


Se una cartella contiene più debiti consistenti alcuni in sanzioni e multe e altri in tasse, dovrebbe essere il fisco a ricalcolare il reale debito dovuto sottraendo la porzione non imputabile.

 

Se il fisco non provvede, il contribuente deve rivolgersi all’agente della riscossione e richiedere lo sgravio dalle sanzioni, onde provvedere al definitivo versamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella stessa. Il che significa:
•presentare una istanza in autotutela ad Agenzia Entrate Riscossione, meglio se con PEC (posta elettronica certificata), al fine di accelerare i tempi;
•attendere l’autorizzazione allo scorporo delle somme che l’esattoreinvierà al contribuente richiedente;
•una volta ottenuta la decurtazione delle sanzioni dal totale della cartella, procedere al versamento del residuo, anche a mezzo di contanti, presso lo sportello dell’Agente della Riscossione.

 

A questo proposito vi ricordiamo che l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco può guidarvi nella gestione delle procedure in autotutela, può esaminare le vostre cartelle di pagamento e valutare le possibilità di sgravio e le strategie da adottare.

In caso di debiti che superano l’attivo ereditario gli eredi possono valutare se rifiutare l’eredità e liberarsi così del debito. Per farlo si può andare all’Agenzia Entrate Riscossione e chiedere copia della situazione del defunto. Come detto è possibile anche la soluzione intermedia dell’accettazione con beneficio di inventario. Ci sono 10 anni per decidere se accettare o meno l’eredità o accettarla con l’inventario. 
 
E se gli eredi decidono di accettare l’eredità?
Sulle cartelle di pagamento già notificate bisogna innanzitutto chiedere lo sgravio delle sanzioni e delle multe. Poi bisogna verificare quali di queste, nel frattempo, sono cadute in prescrizione.

 

Anche in questo ricordate che l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco può venirvi validamente in aiuto con una consulenza professionale e specializzata.


Una cosa che va senz’altro fatta da subito è comunque spulciare tra le carte del defunto per vedere se questi abbia ricevuto solleciti (che, come noto, interrompono il termine di prescrizione e lo fanno decorrere nuovamente da capo). Qualora non sia possibile ricostruire la storia del contribuente ci si può rivolgere allo sportello dell’Agenzia Entrate Riscossione e chiedere un estratto di ruolo da quale risultano le notifiche. Notifiche che però devono essere andate tutte in porto; per verificare questa circostanza si può chiedere l’accesso agli atti e la copia degli avvisi ricevimento delle raccomandate o la relazione di notifica dell’ufficiale giudiziario.

 

Le cartelle prescritte non andranno pagate.

 

Se il defunto aveva avviato un piano di rateazione, gli eredi sono egualmente obbligati insieme (“in solido”). 
Il Fisco dovrà decurtare dagli importi dovuti dagli eredi le sanzioni e le contravvenzioni, mentre restano dovute solo le imposte non pagate e i relativi interessi. Le sanzioni hanno infatti carattere personale e non possono essere trasmesse agli eredi.

 

Quindi, una volta che l’amministrazione fiscale è venuta a conoscenza del decesso del debitore, predispone e comunica agli interessati l’ammontare dei nuovi importi e delle rate dovute, al netto delle sanzioni che gravavano sul defunto. Gli eredi possono anche decidere di saldare il debito residuo tutto in una volta, senza rispettare i tempi della rateazione.
 
Non ricadono sugli eredi, inoltre, le conseguenze dei ritardati pagamenti delle quote effettuati dal contribuente prima della morte o della decadenza dal beneficio della rateazione a causa di sue violazioni. Gli uffici, quindi, non devono rivolgersi ai parenti per riscuotere le somme irrogate al defunto in relazione agli inadempimenti da lui commessi.

 

Viceversa, gli eredi dovranno pagare le sanzioni dovute per le rate non versate nei termini dopo la morte del congiunto.


La notifica della cartella deve essere fatta correttamente anche se avviene dopo la morte del contribuente ed è necessario che tale correttezza venga analizzata e valutata.
Esistono infatti a riguardo delle notifiche, regole ben precise.

 

Dal giorno della morte del contribuente, la cartella deve essere notificata, presso l’ultimo domicilio del defunto, agli eredi impersonalmente. In pratica, sulla busta di Agenzia Entrate Riscossione, nella sezione relativa al destinatario, non vi deve essere il nome e cognome del de cuius (per es. Mario Rossi), bensì la dizione “Eredi del sig. Mario Rossi”. Se la cartella è indirizzata ancora al contribuente deceduto, la notifica è nulla.

 

Gli eredi possono, però, comunicare all’Agenzia delle Entrate e ad Agenzia Entrate Riscossione il decesso del contribuente. In tal caso, a partire da 30 giorni dopo tale comunicazione, la notifica della cartella dovrà essere eseguita sempre nei loro confronti, e quindi personalmente, e non invece nell’ultimo domicilio del de cuius ed impersonalmente a tutti gli eredi.
 
In ogni caso la regola della notifica impersonale vale fino a massimo un anno dalla morte del contribuente. Dopo tale termine la notifica va invece fatta personalmente ai singoli eredi, e quindi presso i rispettivi indirizzi e con il relativo nome indicato sulla busta di Agenzia Entrate Riscossione.

 

Attenzione però alle insidie nascoste nella normativa. È vero che la notifica deve essere effettuata nei termini sopra descritti, ma se il contribuente impugna la cartella per tale ragione, ammette implicitamente di averne avuto conoscenza e, quindi, il vizio si sana.

 

L’unica alternativa è non muovere un dito e attendere la successiva mossa dell’esattore. Se quest’ultima dovesse notificare l’avvio di un pignoramento o di una misura cautelare (fermo o ipoteca), il contribuente potrebbe allora sollevare l’eccezione di mancata notifica dell’atto prodromico, ossia della cartella di pagamento e, in tal caso, vincere la partita.

 

Per tutte le vostre posizioni debitorie con ex equitalia - attuale AER - vi invitiamo a contattarci per sottoporci la vostra problematica; i nostri professionisti sapranno validamente affiancarvi:
Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81
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