Segnalazione errata in centrale rischi: ecco cosa fare

Tuesday, October 31, 2017

 

Molte le richieste che l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) riceve in materia di segnalazione presso la CRIF.


Chiariamo innanzitutto che la cancellazione di una segnalazione in quanto cattivo pagatore non è possibile se non superando il periodo di quarantena dall’estinzione del debito, periodo che è tendenzialmente di 36 mesi.

 

In caso di abusiva/errata segnalazione in Centrale Rischi si può ricorrere presso il Tribunale per la rettificazione della segnalazione ed il risarcimento dei danni.

 

La Centrale Rischi costituita presso la Banca d’Italia è un vero e proprio archivio nel quale vengono inserite tutte le informazioni riguardanti i clienti. Precisamente, presso la Centrale Rischi vengono censiti tutti i dati riguardanti i rapporti tra le banche (ovvero gli intermediari finanziari) e la clientela. 

 

Importante sapere che le informazioni consultabili presso la Centrale Rischi riguardano non solo le situazioni dei cattivi pagatori ma anche il profilo di  “merito creditizio” dei singoli utenti. 

 

Ciò posto, è evidente che i dati contenuti nella Centrale Rischi assumano una fondamentale importanza per chi intenda ottenere dei finanziamenti o per chi, come le imprese, necessiti di un costante ricorso al credito. 

 

Ma nel caso in cui la segnalazione sia abusiva o erronea come si può procedere? 

Una errata o abusiva segnalazione in Centrale dei Rischi può comportare, specie per le imprese, un serio pregiudizio alla reputazione, nonché all’immagine del segnalato. E’ fondamentale dunque difendersi.


L’errata o abusiva segnalazione in Centrale Rischi configura indiscutibilmente la responsabilità della banca segnalante nei confronti del cliente danneggiato. 

Il danno subito da colui che viene segnalato illegittimamente viene chiamato danno “in re ipsa” ovvero immediato e contestuale alla stessa segnalazione, il che autorizza il danneggiato a pretendere il risarcimento senza dover dimostrare alcunché.

 

Le banche e gli intermediari finanziari sono obbligati ad informare preventivamente e per iscritto il cliente la prima volta che lo segnalano a sofferenza. L’informativa deve specificare in maniera non equivoca l’imminente appostazione “a sofferenza” del credito e deve pervenire al cliente in tempo utile per consentirgli di assumere ogni determinazione necessaria ad evitare la segnalazione.

 

È importante, inoltre, sapere che il titolare di un conto corrente o di un finanziamento può essere segnalato alla Banca d’Italia come debitore “in sofferenza” solo in presenza di una situazione di impotenza finanziaria che non lasci presagire alcun margine di superamento e tale da porsi come lo stadio immediatamente anteriore alla situazione di fallimento. 

 

In pratica, si deve trattare di una condizione di difficoltà economica tale da rendere difficile la reversibilità della stessa. 

 

La temporanea crisi di liquidità del cliente, dunque, non legittima la banca ad effettuare la segnalazione di sofferenza: è necessaria una situazione di crisi economica grave assimilabile ad uno stato di insolvenza. 

 

Ciò in quanto, la segnalazione a sofferenza è particolarmente incisiva: ha come conseguenza diretta la revoca delle linee di credito da parte di altri istituti bancari e l’impossibilità di accedere al sistema del credito in generale. Inoltre, un’erronea segnalazione di sofferenza può danneggiare fortemente la reputazione e la dignità personale del soggetto interessato, incidendo negativamente sulle relazioni sociali e professionali.

 

È pertanto illegittimo il comportamento delle banche che, di fronte al mancato pagamento di qualche rata da parte del cliente, si allertino e facciano scattare la segnalazione “in sofferenza” alla Centrale Rischi della Banca d’Italia e in qualsiasi altra centrale privata.

 

Se la banca effettua la segnalazione “in sofferenza” del cliente anche in una situazione non grave e senza preventivamente preavvisarlo, si possono percorrere due strade.

 

Un efficace rimedio può essere quello di proporre la rettifica della segnalazione presso la Centrale Rischi e la richiesta di risarcimento  dei danni legati ad essa e questo è fattibile tramite l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco.

Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81
www.avvocatialtuofianco.org 
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