L'estratto conto dell'Agenzia delle Entrate Riscossione

Wednesday, October 25, 2017

 

Frequentemente si rivolgono all’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) utenti che desiderosi di sapere esattamente quale sia la loro situazione debitoria con equitalia e che vorrebbero avere una analisi dettagliata delle loro cartelle ove valutare la possibilità di uno sgravio.

 

Pochi sanno che per poter procedere con una operazione di questo tipo è necessario procurarsi l’estratto di ruolo ovvero l’estratto conto rilasciato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.

 

Si tratta di un tabulato stampato dall’Ente di riscossione su richiesta del contribuente, contenente l’indicazione di tutti i debiti pendenti, ossia le cartelle di pagamento che non sono state saldate. Lo si può richiedere gratuitamente allo sportello dell’Agenzia oppure sul suo sito istituzionale.

 

Con l’estratto di ruolo il contribuente può verificare la propria posizione debitoria, sapere se ci sono cartelle da pagare e conoscere il dettaglio dei singoli tributi, degli interessi e delle altre spese.

Soprattutto può verificare che non ci siano in circolazione negli archivi dell’Agenzia delle cartelle notificate in modo scorretto o non notificate del tutto.

 

Come l’associazione Avvocati al Tuo Fianco ha spesso segnalato, c’è un preciso elenco di persone a cui le cartelle possono essere notificate pena altrimenti la validità della notifica.

Se dall’estratto di ruolo dovessero risultare debiti iscritti a ruolo mai comunicati al contribuente, c’è la possibilità di fare ricorso per ottenerne la cancellazione.

 

L’estratto di ruolo, inoltre, consente, con un rapido sguardo, di verificare quali debiti si sono prescritti (e che pertanto non vanno pagati) e quali, invece, no.

 

Come detto, l’estratto di ruolo può essere richiesto direttamente recandosi allo sportello dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, senza dover pagare un solo euro. Il dipendente rilascia a vista il tabulato. Lo si può richiedere, però, anche telematicamente accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, successivamente, al menu “cittadino” o “imprese” a seconda della qualità del contribuente.

 

Bisogna poi cliccare su “controlla la tua situazione – estratto conto”. Per accedere al servizio si deve essere in possesso delle credenziali (nome utente e password) fornite dall’Agenzia delle entrate o dall’Inps.

 

Per ottenere quelle dell’Agenzia delle entrate basta collegarsi al sito www.agenziaentrate.gov.it e, alla voce «Servizi online».

Per l’utenza Inps si deve accedere invece sul sito www.inps.it ed entrare nell’area «Servizi online» alla voce «Il Pin online».

 

E’ possibile accedere all’Estratto conto anche con la Carta Nazionale dei Servizi.


Come leggere l’estratto di ruolo online?

Comprendere l’estratto di ruolo è estremamente semplice.

In particolare, una volta ottenuta la videata con l’estratto è possibile leggere i dati su 10 colonne:
•n° documento: indica gli estremi della cartella di pagamento o di qualsiasi altro documento notificato al contribuente;
•descrizione: specifica se si tratta di cartella di pagamento o di altro documento come per esempio un preavviso di fermo, di ipoteca, una intimazione di pagamento, ecc.;
•ente creditore/impositore: indica l’amministrazione titolare del credito, a cui bisogna eventualmente rivolgersi per ottenere sgravi o rettifiche;
•data notifica: si tratta di un campo molto importante perché indica la data in cui all’Agenzia delle Entrate Riscossione risulta notificata la cartella; in tal modo il contribuente potrà verificare se, effettivamente, ha ricevuto il plico. Se, al posto della data dovesse essere riportato 00/00/0000 significa molto probabilmente che la notifica non è mai avvenuta o non è andata a buon fine e, pertanto, il contribuente può agire per chiedere la cancellazione del debito;
•iniziale: è il capitale iniziale da pagare, per come indicato nell’atto notificato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione;
•da pagare: è il residuo da pagare (il dato risulta importante quando sono in corso dilazioni di pagamento);
•presenza sospensione: indica se un’autorità giudiziaria o amministrativa, o lo stesso ente titolare del credito o proprio l’Agenzia delle Entrate Riscossione hanno sospeso l’efficacia esecutiva dell’atto. La sospensione comporta che non è più possibile il pignoramento, il fermo o l’ipoteca;
•presenza sgravio: indica se è stato disposto lo sgravio del relativo importo;
•presenza rateazioni: indica se per quell’importo il contribuente ha ottenuto, dietro apposita richiesta, una rateazione;
•dettagli: altri dati che potrebbero essere utili.

 

Nell’estratto di ruolo cartaceo, dopo una prima intestazione che indica gli estremi del contribuente e dell’ente titolare del credito, l’anno del ruolo e il relativo numero, la data del visto sul ruolo, il numero della cartella e la data di notifica, ci sono le seguenti colonne:
•prg: è la progressione numerica dei dati riportati sulla cartella;
•cod. trib: è il codice tributo con cui è possibile comprendere per quale ragione/imposta è dovuto l’importo. La «legenda» dei tributi, con i relativi dettagli, è riportata nella parte finale del foglio (per es. al codice 714S corrisponde l’imposta di registro addizionale 5%);
•anno rif.: è l’anno di riferimento in cui è dovuto il tributo;
•carico iscritto a ruolo: è l’importo dovuto;
•debito residuo: è quanto rimane da pagare.

 

Trattandosi di un documento interno e formato unilateralmente dall’Agenzia delle Entrate Riscossione senza alcun controllo, la giurisprudenza è abbastanza allineata nel ritenere che non abbia valore di prova.


Le date di notifica, per essere certe, devono essere supportate dall’esibizione degli originali delle «relazioni di notifica» compilate dall’ufficiale giudiziario o dagli «avvisi di ricevimento» delle relative raccomandate.

 

L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha l’obbligo di conservare tali documenti per almeno cinque anni e il contribuente, entro lo stesso termine, può sempre fare richiesta di visione.


L’estratto di ruolo non acquista valore di prova neanche se contiene l’autentica di uno dei funzionari dell’Ente di riscossione, atteso che la legge non attribuisce loro la qualifica di pubblici ufficiali.

 

Perciò l’esattore non può dimostrare il proprio credito semplicemente esibendo l’estratto di ruolo, ma dovrebbe produrre le copie delle cartelle notificate e gli originali dei documenti che attestano l’effettiva consegna al destinatario.

 

Se nell’estratto di ruolo viene indicata la notifica di una cartella in realtà mai consegnata al contribuente, secondo una sentenza del 2016 della Cassazione a Sezioni Unite. si può fare ricorso al giudice e chiedere la cancellazione del debito. Non c’è un termine di scadenza per poter presentare il ricorso, per cui il contribuente può attivarsi anche dopo numerosi anni.

 

Egualmente si può agire quando ad essere indicata è una cartella relativa ad un debito prescritto, circostanza che si può rilevare leggendo la data di notifica della cartella e calcolando i termini previsti dalla legge per la prescrizione dei debiti, che sono:
•10 anni per Iva, Irpef, imposta di registro, canone Rai, camera di commercio e imposta catastale. A riguardo, tuttavia, si segnala un recente orientamento, sostenuto anche dalla Cassazione, secondo cui l’Irpef si prescriverebbe in 5 anni;
•5 anni per sanzioni, multe stradali, contributi di previdenza dovuti a Inps e Inail, imposte locali come Tari, Imu, Tarsu, Tosap;
•3 anni per bollo auto (il termine decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento).

 

Come già segnalato più volte dell’associazione Avvocati al Tuo Fianco una via piuttosto indolore per ottenere la cancellazione di un debito prescritto è quella di un’istanza in autotutela presentata sia all’ente titolare del credito che alla stessa Agenzia delle Entrate Riscossione, con cui si chiede lo sgravio dell’importo. L’esperienza, tuttavia, dimostra che quasi mai l’amministrazione riscontra tali istanze, preferendo scendere in causa.


 
Pertanto, in tali casi, a differenza dell’ipotesi in cui dall’estratto di ruolo dovesse risultare una cartella non notificata, non si può agire immediatamente davanti al giudice, ma bisogna attendere il successivo atto dell’Agente della riscossione, come ad esempio un pignoramento, un fermo o un’ipoteca e impugnare quest’ultimo.

 

Torniamo a rinnovarvi comunque l’invito a non lanciarvi nell’impresa senza avere prima ricevuto la consulenza e il consiglio di un legale o di un professionista della materia: 
Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81
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