Come sospendere le rate del mutuo



L’accordo raggiunto il 31 maggio 2015 tra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Economia, l’ABI e le associazioni di categoria, ha reso operativo il Fondo di Solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa. Ecco dunque che presentando la domanda alla banca entro il 31 dicembre 2017 sarà possibile richiedere la sospensione delle rate per dodici mesi.


L’Associazione Consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418), visto l’andamento attuale dei tassi di interesse, caldeggia le iniziative di rinegoziazione delle condizioni contrattuali del mutuo, in quanto possono avere effetti su tutta la durata del finanziamento e non solo su 12 rate, tuttavia comprendiamo che, per chi davvero si trova in serie difficoltà economiche, la sospensione può rappresentare una boccata di ossigeno.

Importante sapere che il periodo rateale che può essere interessato dalla manovra è quello del triennio 2015-2016-2017 e sempre a patto che non vi siano stati periodi di insolvenza superiori a 90 giorni (3 rate mensili o 2 trimestrali). In tal caso infatti le somme insolute che abbiano ecceduto tale limite, saranno cumulate nel monte delle 12 sospendibili.

Oltre agli acquirenti di prima casa titolari di finanziamenti di medio-lungo termine, con durata superiore a 24 mesi, il beneficio può spettare anche a micro, piccole e medie imprese.


Tale agevolazione esclude categoricamente le seconde e terze case.


La sospensione può essere richiesta al verificarsi di almeno uno dei seguenti eventi, riferiti all’intestatario o ad uno dei cointestatari, successivamente alla data di stipula del contratto di finanziamento e nei 24 mesi antecedenti alla richiesta di ammissione al beneficio:

•cessazione del rapporto di lavoro subordinato anche per licenziamento avente alla base il superamento del periodo di malattia, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa;

•cessazione dei rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretizzino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di licenziamento per giusta causa o dimissioni volontarie del richiedente non per giusta causa;

•sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (CIG; CIGS; c.d. ammortizzatori sociali in deroga, contratti di solidarietà; altre misure di sostegno del reddito); •morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza.

In aggiunta a coloro che hanno registrato un periodo di morosità superiore ai 90 giorni, gli esclusi annoverano anche questi ulteriori profili:

- coloro per i quali sia intervenuta la risoluzione del contratto, anche tramite notifica dell’atto di precetto, o per i quali sia stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull’immobile ipotecato;

•i fruitori di agevolazioni pubbliche (contributi in conto interessi/capitale e provvista agevolata); •a tasso variabile, rata fissa, durata variabile;

•chi abbia stipulato un’assicurazione a copertura degli eventi che possono generare una morosità, purché tale assicurazione copra almeno gli importi delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo di sospensione stesso;

•chi abbia già usufruito – per lo stesso finanziamento – di meccanismi di sospensione per 12 mesi offerti dalla propria Banca o per una delle misure pubbliche esistenti (nazionali/locali);

•assistiti dalla cessione del quinto dello stipendio o della pensione (in quanto finanziamenti assistiti da copertura assicurativa obbligatoria) e i finanziamenti nella forma di carte di credito revolving o di aperture di credito (in quanto non presentano un piano di ammortamento predefinito).

La domanda non deve essere soggetta a commissioni, perizie, interessi di mora.

Essa viene presentata direttamente alla banca con apposito modulo di adesione e la banca dovrà rispondere in senso negativo o positivo entro 20 giorni, quindi in caso affermativo la decisione sarà eseguita entro il 30simo giorno dalla presentazione dell’istanza.


Importante sottolineare che tale beneficio può essere richiesto solo alle banche che hanno aderito alla normativa.


L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco vi incoraggia, in caso di rate a vostro avviso troppo alte a tentare anche una rinegoziazione a seguito di un’attenta analisi del contratto e delle condizioni a voi applicate. Per ottenere la giusta consulenza e assistenza nel compimento di tali operazioni, non esitate a contattarci:

Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81 www.avvocatialtuofianco.org https://www.facebook.com/associazioneconsumatoriavvocatialtuofianco/ https://www.facebook.com/Avvocatialtuofiancoemiliaromagna/ https://www.facebook.com/Associazione-Consumatori-Avvocati-al-Tuo-Fianco-Modena-1413804971983274/


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