Difficile sfuggire alla raccomandate dell’Agenzia delle Entrate


L’associazione Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) vi conferma una volta per tutte che non farsi trovare in casa all’arrivo del postino con la temuta raccomandata dell’Agenzia Delle Entrate non vi salva dalle conseguenze.


Pretendere che la raccomandata non vi sia stata notificata presuppone che siate in grado di dimostrare che non potevate essere a conoscenza della sua esistenza.


L’onere della prova in queste circostanze grava dunque sul destinatario.

La Cassazione infatti applica alle notifiche fiscali l’articolo 1335 del Codice civile, specialmente quella parte in cui recita che «ogni dichiarazione diretta a una determinata persona si reputa conosciuta nel momento in cui giunge all’indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia».


Infatti se quest’ultimo non riceve la comunicazione perché al lavoro, perché in vacanza o perché trasferito dall’ azienda in un’altra città per un periodo di tempo, il plico può essere consegnato ad un’altra persona e la raccomandata si ritiene notificata a tutti gli effetti e con le conseguenze del caso: ad esempio, scattano i termini per poterla contestare e, se non lo si fa, l’Ente della riscossione può passare alle vie di fatto ed avviare un fermo o un pignoramento.


Vediamo quali sono queste altre persone che possono ritirare la raccomandata facendo le veci del destinatario.


Quando il destinatario della raccomandata dell’Agenzia delle Entrate Riscossione non è in casa, il plico può essere consegnato (in quest’ordine) a: •persona di famiglia che conviva, anche temporaneamente, con il destinatario purché abbia più di 14 anni e non sia incapace; •persona addetta alla casa, ossia la colf, la badante, ecc.; •persona al servizio del destinatario; •se mancanti i precedenti, al portiere dello stabile o a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo, è comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.

E’ importante che quest’ordine sia rispettato, pena la nullità della notifica.

Tipico il caso in cui, pur essendoci in casa un familiare, il postino ha consegnato la busta al portiere. Tale nullità, però, viene sanata con il ricorso. Quindi, è necessario attendere il successivo atto dell’Agente della riscossione e ricorrere contro quest’ultimo per la nullità della notifica della cartella.


Si può contestare la raccomandata dell’Agenzia delle Entrate Riscossione anche quando la cartella viene consegnata al portiere ma il notificatore non dà atto, nella relazione di notifica, di aver prima tentato la notifica agli altri soggetti.


Ci sono invece persone alle quali la cartella non può essere notificata per legge.

La cartella non può essere consegnata a un vicino di casa, anche se dichiari di essere in ottimi rapporti con il destinatario e che quest’ultimo l’ha esplicitamente delegato al ritiro degli atti. Allo stesso modo la cartella non può essere consegnata a un convivente che non sia il coniuge o altro familiare (ad esempio il fidanzato). Quindi, la notifica nelle mani del partner è nulla (anche in questo caso, però, la nullità viene sanata con il ricorso).


In ultimo la notifica non è valida se consegnata al portiere «di fatto», ossia al soggetto che un tempo svolgeva tali funzioni ma che poi è stato licenziato o è andato in pensione e, ciò nonostante, continua – a titolo di pura cortesia – a svolgere le mansioni che svolgeva prima.


L’agente postale deve fare sottoscrivere al consegnatario l’avviso di ricevimento della raccomandata (che costituisce prova dell’avvenuta notifica) con indicazione della sua qualità con l’aggiunta, se si tratta di un familiare, dell’indicazione di convivente, anche se temporaneo. Inoltre, deve dare comunicazione dell’avvenuta consegna al destinatario tramite lettera raccomandata (cosiddetta Cad, comunicazione di avvenuta notifica).


Tutto ciò vuol dire che, per contestare una raccomandata dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, il contribuente difficilmente potrà allegare di non aver avuto notifica della consegna del plico, a meno che riesca a provare che chi l’ha ritirato non gli ha fatto sapere alcunché.


In alternativa, può tentare di contestare la raccomandata provando un vizio di forma, cioè dimostrando che la notifica non è avvenuta regolarmente, per uno dei motivi sopra elencati (perché consegnata alla persona sbagliata, ad esempio).

Raccomandata: differenza tra diritto tributario e diritto civile Se, dunque, come affermato dalla Cassazione, nel diritto tributario il contribuente ha l’onere di provare di non aver ricevuto la notifica di una raccomandata inviata dall’Agenzia delle Entrate, nel diritto civile il creditore non è collocato in una posizione istituzionale di vantaggio rispetto al debitore, nel senso che quest’ultimo non ha il dovere di replicare alla richiesta ricevuta. In questo caso, pertanto, se il creditore vorrà difendere i suoi diritti dovrà rivolgersi al giudice, davanti al quale il debitore potrà difendersi.


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