Come ridurre il pignoramento

Friday, October 6, 2017

 

Facendo seguito all’articolo pubblicato sulla cumulabilità dei pignoramenti. l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) vi fornisce un approfondimento circa la possibilità di ridurre il pignoramento.

 

In materia di esecuzione forzata, il creditore ha facoltà di pignorare al debitore beni aventi un valore eccedente rispetto a quello del credito vantato. Tuttavia, al fine di evitare abusi nell’uso della procedura espropriativa, con conseguenze eccessivamente pregiudizievoli a danno del debitore, la legge appresta, in suo favore, lo strumento della “riduzione del pignoramento”. 

 

Ex art. 496 Codice di Procedura civile, infatti, il debitore, nelle ipotesi in cui il valore dei beni pignorati sia superiore rispetto a quanto necessario per assicurare la garanzia del credito e all’importo delle spese e dei crediti per cui si procede, può richiedere al giudice la riduzione del pignoramento. 

 

Il rimedio può essere attivato dietro espressa richiesta  - istanza di parte - oppure d’ufficio, ovvero direttamente dal giudice dell’esecuzione,  quando lo stesso ravvisa una evidente sproporzione tra i beni pignorati e l’importo dei crediti e delle spese, sulla base del valore dei beni oggetto di pignoramento.

 

Il valore dei beni pignorati, nell’espropriazione mobiliare si desume o dalla stima effettuata dall’ufficiale giudiziario nell’atto di pignoramento o mediante la stima di un esperto a spese del debitore; nell’espropriazione immobiliare è necessario ricorrere all’intervento di un esperto.

 

Qualora l’azione esecutiva includa la messa all’asta, tale domanda di riduzione può essere disposta anche prima dell’udienza di autorizzazione alla vendita, la quale viene sospesa sino alla definizione del procedimento.

 

Quanto alle spese, data la possibilità del creditore di cumulare più pignoramenti, la Suprema Corte ha stabilito che se il creditore instaura due processi esecutivi (ad espropriazione immobiliare e presso terzi), in mancanza di limitazione da parte del giudice sempre ex art. 483 c.p.c., non è precluso il diritto di conseguire il rimborso delle spese di entrambi i diversi procedimenti.

 

Tuttavia, il creditore che sia rimasto soddisfatto, per effetto di assegnazione, in uno dei procedimenti, del credito portato nel titolo esecutivo, non può ottenere dal giudice di questo anche le spese relative all’altra e diversa procedura esecutiva

 

Il provvedimento con il quale il giudice dell’esecuzione dispone la riduzione è un’ordinanza, impugnabile ex art. 617, revocabile o modificabile fino a quando non sia stata eseguita e che viene emessa entro 20 giorni dalla presentazione dell’istanza.


L’ordinanza di riduzione del pignoramento, sebbene per legge modificabile e revocabile finché non abbia avuto esecuzione, ha effetto immediato ed il rimedio esperibile avverso la medesima è quello dell’opposizione agli atti esecutivi.

 

Il giudice dunque dispone o rigetta la riduzione tramite ordinanza dopo avere ascoltato il creditore pignorante e i creditori intervenuti.

 

In caso di abuso nell’utilizzo del mezzo esecutivo, ovvero il pignoramento, il giudice dell’esecuzione, con il provvedimento che decide la riduzione del pignoramento può escludere dall’esecuzione i beni aventi valore eccedente il credito e può anche pronunciarsi sulla condanna del creditore procedente al risarcimento per responsabilità processuale aggravata (cfr. n. Cass. n. 18533/2007). 

 

Nel caso di specie, la Corte ha ribadito il divieto di frazionamento del credito basato sul medesimo titolo in più parti, tale da generare differenti procedure esecutive e un’indebita maggiorazione dell’aggravio per il debitore, non giustificata da esigenze di tutela effettiva del credito. 

 

La stessa disposizione di cui all’art. 483 c.p.c., proprio al fine di limitare sproporzionati disagi al debitore, prevede che, in caso di opposizione dello stesso esecutato, il giudice dell’esecuzione possa, con ordinanza, limitare l’espropriazione ai mezzi più idonei o più fruttuosi, scelti dal creditore, ovvero, in mancanza, da egli stesso fissati. 

 

Una volta disposta la riduzione del pignoramento, alcuni beni vengono “liberati” da esso e il debitore esecutato può tornare a disporne liberamente.

 

Si segnala che il codice di rito prevede uno strumento analogo a quello della riduzione del pignoramento.

 

Si tratta, in particolare, di quello disciplinato dal secondo comma dell’articolo 546 c.p.c., il quale, nel caso di pignoramento di una pluralità di crediti nei confronti di più terzi debitori, dà al debitore la possibilità di chiedere che i pignoramenti siano ridotti o che taluno di essi venga dichiarato inefficace.

 

In particolare lo strumento della riduzione viene applicato nei casi di pignoramento relativo agli accrediti in conto corrente.


L’Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) ha trattato più volte questo argomento.  Ricapitoliamo la materia brevemente.

 

In generale, dal giorno in cui gli e’ notificato l’atto previsto nell’articolo 543, il terzo e’ soggetto, relativamente alle cose e alle somme da lui dovute e nei limiti dell’importo del credito precettato aumentato della meta’, agli obblighi che la legge impone al custode. 

 

Nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore di somme a titolo di stipendio, salario, altre indennità’ relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché’ a titolo di pensione, di indennità’ che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, gli obblighi del terzo pignorato non operano, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento, per un importo pari al triplo dell’assegno sociale; quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, gli obblighi del terzo pignorato operano nei limiti previsti dall’articolo 545 e dalle speciali disposizioni di legge (pignoramento del quinto).

 

Ecco allora che se il pignoramento è eseguito presso più’ terzi, il debitore può’ chiedere la riduzione proporzionale dei singoli pignoramenti a norma dell’articolo 496 ovvero la dichiarazione di inefficacia di taluno di essi; il giudice dell’esecuzione, convocate le parti, provvede con ordinanza non oltre venti giorni dall’istanza.


Se volete ulteriori chiarimenti sulla materia fitta e complessa del pignoramento o pensate di avere diritto ad una riduzione, vi suggeriamo di contattare una associazione come l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco che vi possa consigliare sulle mosse da intraprendere:
Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81
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