Il bollo si prescrive in 3 anni anche se non è sta impugnata la cartella esattoriale



Molte le persone che si rivolgono all’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) lamentando una generale incertezza sull’argomento della prescrizione del bollo auto; sembra che diversi uffici o impiegati anche presso le sedi equitalia / AER diano informazioni contrastanti indicando alternativamente 3 o 5 anni quando non 10.


Per chiarezza confermiamo che la giurisprudenza è coerente nello stabilire il tempo di prescrizione della tassa automobilistica in 3 anni.


Anni che decorrono dal primo gennaio dell’anno successivo a quello previsto per il pagamento.


Da quel momento bisogna attendere trentasei mesi, trascorsi i quali la cartella di pagamento notificata dall’agente di riscossione è da considerarsi illegittima, e che tuttavia, al fine di far valere la prescrizione, il contribuente ha l’onere di impugnare innanzi la giustizia tributaria.


E’ quanto ribadito dalla VI Sezione civile, sottosezione tributaria, della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20425 depositata il 25 agosto scorso.


La vicenda vede coinvolta la CTR del Lazio, che con una sentenza depositata nel luglio 2015, accolse l’appello proposto nei confronti di Equitalia da una donna.


La signora aveva originariamente contestato una intimazione di pagamento di un bollo auto relativo all’annualità 2001 e il suo ricorso era stato rigettato in quanto, secondo l’agente riscossore, non avendo la contribuente provveduto ad impugnare la cartella di pagamento relativa alla successiva intimazione, il termine di prescrizione si sarebbe convertito in decennale.

La CTR confermò invece la tesi della signora.

La sentenza della CTR fu oggetto dunque del ricorso di equitalia dinanzi alla Suprema Corte che definitivamente respinse le ragioni del riscossore.


Il collegio di legittimità confermò le ragioni della donna concordemente con un principio di diritto già espresso dalle Sezioni Unite della stessa Corte di Cassazione (Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza 17 novembre 2016, n. 23397) secondo il quale l’omessa impugnazione della cartella, non determina la conversione del termine ordinario di prescrizione rispetto alla successiva notifica dell’intimazione di pagamento.


La Suprema Corte in sostanza ribadisce che la scadenza del termine perentorio fissato per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva come una cartella esattoriale, produce solamente l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, e non anche la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale.


Tale conversione ai sensi dell’art. 2953 c.c. si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la cartella esattoriale, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato.

In particolare sono esenti dall’applicabilità dell’art. 2953 c.c. tutti gli atti, in ogni modo denominati di riscossione mediante ruolo, di modo che, ove per i relativi crediti sia prevista una prescrizione più breve di quella decennale ordinaria, la scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, determina l’adozione di una prescrizione ordinaria solo in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

La scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all’art. 24, comma 5, del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, determina la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione senza determinare anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale secondo l’art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 cod. civ.

In ogni caso se avete dubbi circa i termini di prescrizione del bollo auto o di altri contributi che vi abbiano determinato l’emissione di una cartella esattoriale, non esitate a contattare l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco: Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81 www.avvocatialtuofianco.org https://www.facebook.com/associazioneconsumatoriavvocatialtuofianco/ https://www.facebook.com/Avvocatialtuofiancoemiliaromagna/ https://www.facebook.com/Associazione-Consumatori-Avvocati-al-Tuo-Fianco-Modena-1413804971983274/

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