Chi vende animali domestici deve rispettare certe regole


L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) può darvi il giusto sopporto anche nel caso di problematiche che riguardino i vostri migliori amici ovvero i vostri animali da compagnia. Anche noi li apprezziamo e abbiamo a cuore il loro destino.

In particolare oggi ci occupiamo di acquisto e vendita degli amici pelosetti.


L’acquisto e la vendita di un animale comporta il rispetto di numerosi obblighi, per i compratori e per i soggetti che cedono l’animale.


All’atto di vendere un animale, il venditore deve prima di tutto consegnare una certificazione idonea ad attestare il buono stato di salute dello stesso animale, che non deve pertanto possedere malattie infettive, presentare sintomi che siano riferibili a malattie congenite, o avere contratto malanni che possono essere trasmessi ad altri soggetti.


Prima di procedere ad acquistare un animale, è comunque bene informarsi presso un veterinario o un esperto del settore, nel comune dove si intende effettuare tale operazione. La legge (art. 1496 c.c.) infatti prevede che in generale la materia sia regolata dalle leggi speciali, dalle leggi regionali, dagli usi locali che potrebbero prevalere sulla legge dello stato.

Ove tale normativa sia lacunosa, invece sopperisce la legge dello stato e specificatamente gli articoli del c.c. che disciplinano la vendita dei beni mobili.


La legge italiana infatti considera ancora l'animale da compagnia come una cosa, un bene mobile che può essere oggetto di compravendita.


Per compravendita si intende la manifestazione di volontà di due o più persone, in ragione della quale il venditore promette al compratore di cedere la proprietà di un oggetto, ossia ogni più ampio diritto su di esso, dietro un determinato corrispettivo.

Con la vendita si verifica il trasferimento dal venditore al compratore della proprietà della cosa.

Obbligazione fondamentale del compratore è il pagamento del prezzo, che se non determinato dal contratto è da intendersi come il prezzo normalmente praticato per quell’oggetto dal venditore o dal mercato.


La vendita di animali può essere reale cioè con una stretta di mano e con la consegna del cane, oppure con un contratto vero e proprio. E’ possibile anche vendere l’animale non ancora nato e di cui è prevista la nascita ove il contratto precederà il trasferimento della proprietà, ma questo avviene poi automaticamente al venire in esistenza del cucciolo.


Punto di partenza è il disposto degli articoli 1490 e ss. c. c., secondo i quali: “il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.


Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa”.


“Non è dovuta la garanzia se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa; parimenti non è dovuta, se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo, in questo caso, che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi”.


La garanzia consiste quindi in una tutela a favore del compratore, nel caso in cui il bene acquistato risulti viziato, e sussiste in ogni caso, anche se non viene espressamente dichiarata all’interno di un contratto.


Il venditore è obbligato a garantire l’assenza di vizi al momento della vendita e, nel caso in cui i vizi si manifestino nei giorni successivi, è posto a suo carico l’onere di provare che il difetto non era pregresso e che è intervenuto in un momento successivo all’acquisto.


Chiaramente il risarcimento dei danni è escluso se non sussiste una responsabilità in capo al venditore.


Quali sono precisamente i vizi che possono essere oggetto di azione risarcitoria? I vizi del bene venduto nel caso di vendita del “bene animale domestico” sono certamente le patologie che però, per dare diritto a un risarcimento, devono rientrare nella categoria dei VIZI REDIBITORI.

Che significa “vizio redibitorio”?

Significa che ne viene attribuita la responsabilità al venditore, il quale sarà obbligato ad accettare la risoluzione del contratto di vendita. Le condizioni perché un difetto possa rientrare tra i vizi redibitori sono le seguenti: a) dev’essere PREGRESSO: ovvero, il vizio deve essere preesistente al momento del contratto; b) dev’essere OCCULTO: ovvero, non apparente né facilmente riconoscibile al momento dal contratto. L’esempio tipico di difetto apparente è quello del cane senza coda, o del gatto a 3 zampe.... c) dev’essere GRAVE, ovvero tale da influire negativamente sulla vita (per esempio nel caso di una patologia cardiaca), sulla qualità della vita (per esempio nel caso di un cane displasico) o sulla funzione.

Un classico esempio di difetto non facilmente riconoscibile, invece, è quello del cucciolo maschio mono o criptorchide: perché le palline di un cucciolo di due mesi non ti sballonzolano allegramente davanti al naso, come accade nell’adulto. Devi metterci le mani e verificare, cosa che difficilmente il neofita fa.


Un tipico vizio pregresso e anche occulto, è la malattia virale in incubazione: il cucciolo ce l’ha già, ma non manifesta ancora alcun sintomo e quindi l’acquirente non può accorgersene.

In materia di influenza del vizio sulla funzione riprendiamo l’esempio del cane monorchide, perché il cane monorchide può campare benissimo, ed equivalere a un qualsiasi altro cane normodotato qualora venga acquistato come cane da compagnia.


Se invece lo scopo dell’acquirente era quello di usarlo come cane da esposizione o come riproduttore, ecco che la funzionalità è annullata.


La legge è abbastanza chiara, comunque, perché specifica che la gravità del vizio va intesa nel senso che se l’acquirente ne fosse stato a conoscenza, non avrebbe concluso il contratto.


La garanzia per i vizi redibitori è sempre dovuta dal venditore, anche in assenza di un contratto di cessione, ma sappiate che senza un contratto scritto sarà sempre la parola dell’acquirente contro quella del venditore e può diventare difficile far valere i diritti di ciascuno.


Quindi non vendete mai, nè comprate un cucciolo sulla parola ed effettuate sempre il trasferimento della proprietà dettagliandolo in un contratto completo rispetto agli oneri di chi vende e di chi compra.


A tal proposito tenete presente che le più comuni malattie virali, per la maggior parte gravi e quasi sempre letali, hanno dai 10 ai 15 giorni di incubazione. Se si manifestano entro questo lasso di tempo dall’acquisto, è assolutamente certo che fossero pregresse, in quanto l’animale normalmente non presenta sintomi prima che la malattia si mostri in forma aggressiva.


In genere i cuccioli provenienti da buoni allevamenti sono vaccinati, purtroppo non si può dire lo stesso per i cuccioli che provengono da “cagnari o gattari” nostrani ed esteri, rivenduti dalle solite fonti ad altissimo rischio: negozi di animali, fiere del cucciolo, mercatini, annunci su internet, delle quali invitiamo a diffidare coloro che hanno magari intenzione di acquistare un animale.


Frequentemente poi capita che venga proposto un contratto capestro che prevede una garanzia di 24-48 ore per le malattie virali.

Questi contratti sono una trappola che nasconde la serissima possibilità che i cuccioli non siano stati vaccinati. Visto che l’incubazione può durare 15 giorni, la garanzia deve coprire i 15 giorni.


Qualora aveste firmato un contratto-truffa, però, la legge stabilisce che non è valido, in quanto “È illegittimo e, pertanto, non applicabile l’uso locale che fa decorrere il termine per la denuncia dei vizi occulti dalla consegna dell’ animale (Sent. Corte Cass. N. 1834 del 27.06.1942 e ribadita nella Sent. Corte Cass. N. 599 del 27.02.1954)”.

Perciò in tali circostanze la legge dello stato prevale su quella speciale o locale.


Anche il vizio genetico può essere occulto perchè esistono problematiche che si possono manifestare in cuccioli i cui genitori siano sanissimi. Però talvolta non si può ravvedere una responsabilità o una malafede del venditore poichè ad oggi la genetica è ancora bizzarra e pur effettuando i test genetici del caso può capitare che la malattia salti fuori dopo molte generazioni.


Quindi se il venditore testa regolarmente i suoi cuccioli può anche includere nel contratto una clausola che esclude la sua responsabilità per malattie genetiche tipiche ad es. della razza dell’animale venduto.


Diciamo in sintesi che un buon contratto dà come risultato una vendita corretta e buoni rapporti futuri tra venditore e acquirente, anche qualora l’animale avesse qualche problema in futuro.


In caso di fondato motivo per richiedere la risoluzione del contratto, l’acquirente può richiedere la sostituzione dell’animale “non conforme” con uno uguale o di pari valore, può restituire l’animale e richiedere il rimborso di quanto pagato (azione redibitoria) o come accade più frequentemente, richiedere una riduzione del prezzo pari alla diminuzione della funzionalità dell’animale (azione estimatoria).


L’animale deve essere restituito nelle stesse condizioni in cui si trovava all’ atto della compravendita da parte del compratore.


E’ evidente che nessun amante degli animali e in particolare del proprio si sognerebbe di rendere il suo cucciolo malato e sofferente e di prenderne un altro,

Ecco perchè la soluzione della riduzione di prezzo è la più adottata. Il prezzo viene ridotto in base alla gravità del vizio e alla percentuale di diminuzione delle funzionalità dell'animale.

La riduzione del prezzo può corrispondere all’intera cifra in caso di morte dell’animale, perché la “diminuzione della funzionalità” sarà ovviamente del 100%.


Qualora si volesse davvero “cambiare il cucciolo”, ricordate comunque che il C.C. tutelerà più il venditore di voi: basta infatti che sia stato effettuato un “atto di proprietà” sul soggetto (per esempio il taglio delle orecchie) perché diventi impossibile “restituire l’animale nelle stesse condizioni in cui si trovava al momento della vendita”.

Se il venditore ha effettuato atti di proprietà, può chiedere soltanto l’azione estimatoria.


Nell’azione redibitoria il compratore ha diritto al rimborso spese ed al risarcimento danni anche se il venditore era in buona fede. perchè la garanzia per i vizi è dovuta per il fatto oggettivo della loro esistenza, indipendentemente dalla colpa del venditore. (Sent. Sez. II della Cassazione Civile n. 914 del 15.02.1986).


In tema di responsabilità risarcitoria del venditore per i vizi l’acquirente può anche chiedere che gli venga risarcito il danno costituito dalle spese necessarie per eliminare i vizi dell’animale (insomma, le spese veterinarie sostenute per curarlo), nonchè i possibili danni arrecati a causa dei vizi della cosa (ad esempio malattia contagiosa trasmessa ad altri animali), senza rivendicare la risoluzione del contratto.


I costi dell’azione risarcitoria spesso scoraggiano i truffati che rinunciano a denunciare poichè il risarcimento da ottenere è inferiore non solo al costo dell’animale, ma anche alle spese veterinarie magari sostenute per curarlo.


L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco ama e rispetta gli animali e per questo vi incoraggia a fare lo sforzo di denunciare sempre o comunque dare visibilità alle truffe subite affinchè altri non ci caschino.


Ci sono tempi precisi per far valere i propri diritti di fronte a un vizio redibitorio: e cioè 8 giorni dalla scoperta del vizio, entro un anno al massimo dall’acquisto del cane.


Questi termini escludono diverse malattie ereditarie che si manifestano in età adulta, mentre comprendono ampiamente le malattie virali e diverse patologie oculari che si manifestano entro l’anno di vita.


Se decidete di denunciare dunque fatelo sempre per iscritto. La denuncia di vizio può essere effettuata con qualsiasi mezzo idoneo di trasmissione, però è molto meglio utilizzare un mezzo che lasci prova dell’avvenuta comunicazione (raccomandata, telegramma, fax, posta elettronica SOLO se certificata).


Se vi hanno venduto un animale che i cattivi definirebbero fallato e che noi definiamo fortunato perchè ha trovato, ci auguriamo, una casa malgrado il suo difetto, non rinunciate in ogni caso a far valere il vostro diritto alla garanzia e specialmente alla denuncia, contattate L’associazione Avvocati al Tuo Fianco: Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81 www.avvocatialtuofianco.org https://www.facebook.com/associazioneconsumatoriavvocatialtuofianco/ https://www.facebook.com/Avvocatialtuofiancoemiliaromagna/ https://www.facebook.com/Associazione-Consumatori-Avvocati-al-Tuo-Fianco-Modena-1413804971983274/

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