Sospeso il fermo amministrativo a chi paga la prima rata della dilazione

Monday, September 4, 2017

 

Il fermo amministrativo è un atto con il quale il creditore - amministrazioni o enti competenti quali Comuni, INPS, Regioni, Stato, ecc.- tramite i concessionari della riscossione, “bloccano” un bene mobile del debitore iscritto in pubblici registri (ad esempio autoveicoli)  o dei coobbligati, al fine di riscuotere i crediti non pagati che possono riferirsi a tributi o tasse (può trattarsi di un credito di varia natura, ad esempio, un mancato pagamento IVA, IRPEF, Bollo auto, ICI, ecc.) oppure a multe relative ad infrazioni al Codice della Strada.

 

Se la multa non viene pagata, viene iscritta a ruolo e il debitore riceve la cartella esattoriale; a questo punto l’AER (nuova equitalia) ove la cartella non venga soddisfatta, può iscrivere il fermo amministrativo sul mezzo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

 

L’iscrizione del mezzo comporta l’impossibilità per il veicolo di circolare con rischio di sanzione e  l’impossibilità di essere demolito; lo stesso vale anche per il veicolo che sia stato venduto con data certa successiva al fermo.

 

In pratica il debitore può disporre del veicolo solo limitatamente almeno fino a quando non saldi il proprio debito.

 

Inoltre, se il debitore non paga, il concessionario della riscossione potrà agire forzatamente per la vendita del veicolo e il recupero delle somme dovute.

 

Molti i casi di persone che si sono rivolte alle varie sedi dell’Associazione Consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73,  sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) alla ricerca di una soluzione a cui ricorrere per poter tornare a circolare.

 

E’ possibile tornare ad utilizzare l’auto su cui verte un fermo amministrativo cancellando o sospendendo il fermo.

Il fermo amministrativo dunque può essere cancellato o sospeso.  


Per la cancellazione del fermo occorre presentare a un qualsiasi ufficio provinciale del Pubblico Registro Automobilistico (PRA):
il provvedimento di revoca in originale (rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito per il quale il fermo è stato iscritto) contenente i dati del veicolo, del debitore e l’importo del credito di cui si chiede la cancellazione;
il certificato di proprietà (CdP) o il Certificato di Proprietà Digitale (CDPD), sul cui retro compilare la nota di richiesta, o il foglio complementare;
il modello NP-3 (se non si utilizza il CdP o il CDPD come nota di richiesta).


Gli importi da versare al PRA per la cancellazione sono i seguenti:
imposta di bollo di euro 32,00 (se si utilizza il retro del CdP o il CDPD come nota di richiesta) oppure euro 48,00 (se si utilizza il modello NP-3 come nota di richiesta)
A seguito dell’esito positivo della richiesta, viene cancellato il fermo amministrativo e viene rilasciato il nuovo Certificato di Proprietà Digitale (CDPD).

 

In alternativa si può ricorrere alla sospensione.  Il D.L. n. 159/2015, relativamente all’impegno legislativo di semplificare la materia della rateizzazione delle cartelle esattoriali, ha specificato che, una volta concessa e pagata la prima rata, tutti i debitori potranno neutralizzare gli effetti del fermo amministrativo, chiedendo all’Agenzia di prestare il proprio assenso all’annotazione della sospensione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), che consentirà di circolare con il mezzo fermato.

 

In sintesi, oggi, come ieri, un debitore che riceve un preavviso di fermo ha la possibilità di rateizzare e quindi scongiurare l’iscrizione del fermo vera e proprio pagando la prima rata e restando in regola con il piano di dilazione. 

 

Ma se il fermo risulta iscritto prima della concessione della dilazione, attualmente grazie al decreto citato, questo può essere egualmente sospeso.

 

Infatti per incontrare le esigenze dei contribuenti che, con il pagamento della prima rata, dimostrano la volontà di ottemperare ai pagamenti, l’Agenzia ha definito con il PRA un accordo che prevede, in questi casi, la sospensione del fermo ripristinando la possibilità di utilizzare il veicolo

 

A tal fine, dopo avere ottenuto la dilazione e avere pagato la prima rata, presentando la ricevuta dell’avvenuto pagamento presso gli sportelli dell’Agenzia ed esprimendo l'esigenza di sospendere il fermo,  viene rilasciata un’apposita comunicazione con la quale il debitore può recarsi negli uffici del PRA. per effettuare l’annotazione. 
 
Casi particolari: errore del concessionario e vendita anteriore all’iscrizione del fermo
Se il fermo amministrativo si basa su una somma non dovuta dal contribuente, il concessionario della riscossione provvede a richiedere al PRA la cancellazione gratuita dell’iscrizione del fermo.
Se il veicolo è stato venduto con atto di data certa anteriore all’iscrizione del fermo, dopo aver trascritto il passaggio di proprietà al PRA, il concessionario della riscossione, a seguito di comunicazione da parte dell’ACI, provvederà a cancellare gratuitamente il fermo amministrativo dagli archivi del PRA. Il veicolo non è quindi soggetto ad alcuna limitazione della disponibilità.
 
Per sapere se c’è un fermo sulla nostra auto è possibile richiedere una visura della targa del veicolo all’ufficio provinciale ACI (PRA), al costo di Euro 6,00 o tramite il servizio online , o ad una delegazione ACI o ad uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto).


Se ci si rivolge ad una delegazione ACI o ad uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto), oltre ai costi previsti per legge vanno naturalmente aggiunti i costi per il servizio di intermediazione offerto in regime di libero mercato.


La visura riporta tutte le informazioni giuridico-patrimoniali relative al veicolo, risultanti in quel momento.

In conclusione ricordate che l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco è a vostra disposizione e vi può assistere anche su contenziosi che interessino la nuova AER:
Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81
Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81
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