Visita fiscale sempre in agguato? Ebbene sì con il nuovo Polo Unico dell'Inps!


E’ confermato l’avvio del Polo Unico visite fiscali dipendenti pubblici e privati da oggi, 1 settembre 2017 e appositi premi e incentivi sono già previsti per i medici fiscali che effettueranno più visite.

Le varie sedi dell’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) dispongono di legali specializzati in materia di diritto del lavoro che possono seguire contenziosi in materia lavorativa nel settore privato e pubblico.


Il Polo Unico della medicina fiscale è il nuovo polo istituito presso l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale che ben presto si occuperà di gestire le visite fiscali dei dipendenti pubblici e privati.

Fino adesso, infatti, il controllo della reperibilità malattia per i dipendenti e la conseguente verifica del loro stato di salute, è stato di competenza dell’ASL che su richiesta dell’Amministrazione Pubblica per i dipendenti pubblici o del datore di lavoro per i dipendenti privati provvedeva ad inviare a casa del lavoratore in malattia, il medico della mutua.

Da oggi invece oltre ai precedenti soggetti, anche l’Inps potrà attivarsi d’ufficio ovvero di sua pura iniziativa (circostanza già in vigore in passato per i dipendenti privati) e le visite potranno essere 2 al giorno negli orari prestabiliti. Anche le ore di disponibilità alla visita aumenteranno rispetto alle attuali 4 per i dipendenti privati e 7 per i pubblici.


Questa è dunque la maggiore novità intervenuta con il decreto. Finora il lavoratore poteva ricevere una sola visita al giorno. Il legislatore però, al fine di contrastare quegli episodi in cui il dipendente, ricevuta la visita fiscale, usciva subito dopo di casa per svolgere a volte un secondo lavoro, ha voluto riservare la possibilità all’Inps di eseguire anche due visite fiscali nell’arco della stessa giornata.


A sua volta il datore può far eseguire anche due verifiche in tre giorni sempre che, come ha affermato la Cassazione, le visite reiterate non siano disposte per molestare o danneggiare il lavoratore (con stato di malattia chiaramente accertato).


Le visite fiscali si accentueranno inoltre nei weekend e a ridosso dei giorni di ponte dal lavoro in cui solitamente si moltiplicano le malattie.


Perciò il dipendente potrà ricevere più visite fiscali nel corso della medesima malattia a patto che la pratica non abbia a fondamento un intento persecutorio nei confronti del lavoratore e non interferisca negativamente con il processo di guarigione dello stesso ad esempio impedendogli i dovuti spostamenti per sottoporsi a cure o terapie necessaria.


A riguardo la Cassazione ha riconosciuto al dipendente il diritto al risarcimento del danno nei confronti dell’azienda che abbia richiesto continue visite domiciliari, ignorando sistematicamente i risultati dei precedenti controlli che confermavano la persistenza della malattia. In tale ipotesi si è ravvisato un intento persecutorio nel comportamento del datore di lavoro tale da causare addirittura un aggravamento della malattia del dipendente.


In sostanza la metodica permane identica. Quando un dipendente cade malato e non può recarsi al lavoro, lo comunica immediatamente al datore o al capo del personale (anche telefonicamente) affinché l’attività aziendale non subisca rallentamenti o interruzioni.


Successivamente deve recarsi fisicamente dal proprio medico di famiglia negli orari di apertura al pubblico e sottoporsi a visita ambulatoriale per il rilascio del certificato medico (vietata la diagnosi telefonica!) e se impossibilitato dovrà ricevere la visita a domicilio.


La visita domiciliare deve essere eseguita: •nel corso della stessa giornata, quando la richiesta perviene entro le ore 10,00; •entro le ore 12,00 del giorno successivo, in caso di richiesta recepita dopo le ore 10,00.


Fatto ciò il medico trasmette in via telematica il certificato all’Inps, il quale – a sua volta in via telematica – lo mette a disposizione del datore di lavoro per i successivi controlli.


Dunque non spetta più al dipendente trasmettere il certificato medico all’azienda presso cui è assunto.


Solo quando, per qualsiasi motivo, non è possibile inviare telematicamente all’INPS la certificazione, il medico o la struttura sanitaria la rilasciano in modalità cartacea al lavoratore, il quale deve inviare all’INPS il certificato di diagnosi e al datore di lavoro l’attestato di malattia, entro 2 giorni dal rilascio, secondo i canali tradizionali.


Sono escluse dall’obbligo di certificazione del medico curante le assenze per malattia per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o diagnostiche, per le quali la certificazione può essere rilasciata anche da un medico o da una struttura privata.


Riassumendo, chi chiede la visita medica da oggi non è più solo il datore di lavoro o l’amministrazione pubblica, ma l’Inps stesso che, grazie al nuovo cervellone ovvero la piattaforma gestionale denominata “Savio”, basata su un sofisticato software di “data mining”, sarà in grado di individuare le “situazioni di rischio”.

Savio è in grado di incrociare una enorme quantità di dati relativi ad eventi di malattia e quindi di isolare le posizioni ove è maggiormente possibile la frode ad esempio per ripetute malattie o per malattie in periodi sospetti.

Gli interventi attivati dall’Inps sono dunque quanto mai mirati e dunque difficilmente contrastabili.


Le visite sono tempestive: ogni giorno, entro le prime ore del mattino, l’applicativo informatico Savio assegna le visite domiciliari ad ognuno dei medici fiscali, combinando le visite mediche di controllo d’ufficio e quelle su richiesta dei datori di lavoro; il medico fiscale riceve in tempo reale le sue Vmc sul proprio NetBook (in via di sostituzione con tablet). Savio è in grado di distribuire le visite mediche di controllo tra i medici disponibili e a ciascun medico in modo da minimizzarne i percorsi.


Ecco le fasce orarie in cui potrà essere effettuata la visita e nelle quali dunque il lavoratore dovrà rendersi reperibile: - per il settore privato, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19; - per il settore pubblico, dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18.


La visita fiscale può arrivare anche nel week end e - come già indicato - può essere disposta dall’Inps anche per più di una volta nell’arco della stessa giornata.


Al termine della visita di controllo il medico redige presso il domicilio del lavoratore un apposito verbale informatico e ne fornisce copia al lavoratore. Il verbale viene trasmesso in tempo reale ai sistemi informatici dell’Inps e reso contestualmente accessibile al datore di lavoro che ha richiesto la visita.


Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i lavoratori assenti per: - patologie gravi che richiedono terapie salvavita, comprovate da idonea documentazione, rilasciata dalle competenti strutture sanitarie, attestante la natura della patologia e la specifica terapia salvavita; - stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta che ha determinato una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 67%.


E se il dipendente non viene trovato in casa al momento della visita?

In tal caso il medico rilascia, possibilmente a persona presente nell’abitazione del lavoratore, un avviso con l’invito per il lavoratore a presentarsi il giorno successivo (non festivo) alla visita di controllo ambulatoriale, salvo che l’interessato non riprenda l’attività lavorativa e comunica l’assenza del lavoratore all’Inps che, a sua volta, avvisa il datore di lavoro.


Se il lavoratore non si reca alla visita ambulatoriale, l’Inps ne dà comunicazione al datore di lavoro ed invita il lavoratore a fornire le proprie giustificazioni entro 10 giorni.


Cosa rischia il dipendente che non è a casa all’arrivo del medico fiscale?

Se il lavoratore non viene trovato al domicilio che aveva comunicato, o in quello diverso indicato nel certificato medico di malattia, perde il 100% del trattamento economico relativo ai primi 10 giorni di malattia; nel caso di una seconda assenza perde il 50% del trattamento economico riferito alle giornate di malattia successive alla decima; se l’assenza si verifica una terza volta, tutta la malattia viene inficiata. I lavoratori possono presentare una giustificazione entro e non oltre 15 giorni.


Nei casi di reiterata assenza, il dipendente può anche essere licenziato. Secondo la Cassazione, la permanenza presso il domicilio durante le fasce orarie previste per le visite mediche domiciliari di controllo costituisce «non già un onere bensì un obbligo per il lavoratore ammalato», in quanto l’assenza, rendendo impossibile il controllo sulla sussistenza della malattia, «integra un inadempimento, sia nei confronti dell’istituto previdenziale, sia nei confronti del datore di lavoro, che ha interesse a ricevere regolarmente la prestazione lavorativa».

Nessuno dunque sfugge alle maglie della nuova disciplina normativa fatto salvo per alcune specifiche categorie di lavoratori pubblici.

Quali sono quindi i dipendenti inclusi ed esclusi dalle verifiche del Polo unico per visite fiscali Inps?

In base a quanto chiarito dall’inps con il messaggio del 9 agosto, i dipendenti pubblici inclusi nel controllo del Polo Unico visite fiscali sono: Tutti i dipendenti delle amministrazioni dello Stato, ivi compresi quelli di: Scuole; Aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo; Regioni, Province, Comuni, Comunità montane e loro consorzi e associazioni, ivi comprese le Regioni e Province a statuto speciale, senza esclusioni per la Sicilia; Università; IACP; Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni; Enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali; Amministrazioni; Aziende e gli enti del SSN; ARAN e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.


Dipendenti pubblici esclusi dal Polo Unico visite fiscali Inps sono invece i seguenti: Personale della carriera prefettizia; Personale della carriera diplomatica; Magistrati; Avvocati e Procuratori; Docenti e ricercatori universitari; Personale della carriera dirigenziale penitenziaria; Personale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato; Dipendenti delle Autorità indipendenti, ivi comprese la CONSOB e la Banca d’Italia; Il personale delle Università non statali legalmente riconosciute; Enti pubblici economici, gli enti morali, le aziende speciali.


Forze armate escluse dal Polo Unico: Esercito, Marina militare, Aeronautica militare; Guardia di Finanza e Carabinieri; Polizia dello Stato e Polizia Penitenziaria; Vigili del fuoco, fatta eccezione dei volontari.


In qualità di Associazione Consumatori, Avvocati al Tuo Fianco si duole nel notare che anche in questo caso, come si evince chiaramente dall’elenco qui sopra riportato, vengono messe al riparo dalle maglie della nuova disciplina molte delle leve con funzioni piuttosto importanti nel determinare le condizioni di vita dei comuni cittadini.

Noblesse oblige.

In conclusione ricordate che l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco è a vostra disposizione e vi può assistere anche su contenziosi che interessino il vostro rapporto lavorativo o la vostra professione: Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81 www.avvocatialtuofianco.org https://www.facebook.com/associazioneconsumatoriavvocatialtuofianco/ https://www.facebook.com/Avvocatialtuofiancoemiliaromagna/ https://www.facebook.com/Associazione-Consumatori-Avvocati-al-Tuo-Fianco-Modena-1413804971983274/


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