Ignorare il decreto ingiuntivo può essere fatale...


Tantissimi cittadini contattano le varie sedi dell’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco (sede di Imola responsabile per l’area Emilia Romagna: tel. 0542 190 32 54 / cell. 338 65 67 086, sede di Modena: tel. 0535 25 331 / cell. 339 620 21 73, sede nazionale e Lombardia: tel. 0332 15 63 491 / cell. 392 72 13 418) perchè hanno ricevuto o irresponsabilmente ignorato, un decreto ingiuntivo.


Ci teniamo a sottolineare la irresponsabilità di tale scelta in quanto al decreto ingiuntivo ci si può opporre, e l’opposizione può avere una funzione molto importante in una successiva fase di decisione del merito o per ottenere una sospensiva del procedimento esecutivo.


Ora, seppure il termine decreto ingiuntivo spaventi un pò tutti in quanto portatore in genere di cattive notizie quando siamo noi a riceverlo, in realtà è uno strumento giuridico di fondamentale importanza.

Il ricorso per decreto ingiuntivo è lo strumento che consente al creditore di ottenere, senza che il debitore venga neppure sentito, un ordine di pagamento di somme di denaro o di consegna di cose. Per esperire il procedimento ingiuntivo è necessario che ne sia fatta domanda da chi è creditore di una somma liquida di danaro o di una determinata quantità di cose fungibili, o da chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata.

La domanda va posta al giudice competente per valore e giurisdizione e chi agisce deve essere in possesso della capacità processuale.

Naturalmente vista la sua peculiarità, il decreto ingiuntivo può essere concesso dal giudice solo se il creditore è in grado di fornire prova scritta del suo credito.


Il credito vantato deve essere certo, liquido ed esigibile.


La somma di denaro deve essere liquida, vale a dire determinata o determinabile nel suo ammontare in base ad un semplice calcolo aritmetico, sulla base di elementi desumibili con certezza dalla documentazione allegata al ricorso introduttivo; allo stesso modo, deve essere determinata la quantità di cose fungibili o la cosa mobile di cui si chiede la consegna.


L’esigibilità va desunta invece dalla prova documentale scritta che viene richiesta al creditore; non si ammette infatti la prova testimoniale.


La nozione di prova scritta, ad ogni modo, ricomprende qualsiasi documento meritevole di fede quanto ad autenticità e idoneo a dimostrare l’esistenza del diritto di credito fatto valere, benché privo dell’efficacia probatoria assoluta.


A titolo esemplificativo, dunque, costituisce prova scritta una scrittura privata sottoscritta dal debitore, anche quando non sia autenticata né riconosciuta o giudizialmente verificata. A tale categoria viene ricondotta l’e–mail contenente una promessa di pagamento, poiché, essendo un documento informatico, il codice identificativo in esso contenuto consente di individuarne la provenienza.


Non è quindi possibile ottenere decreto ingiuntivo per un risarcimento danni, in quanto l’ammontare dei danni deve essere valutato nel corso di un normale giudizio, mentre il pagamento di una fattura insoluta può essere ottenuto proprio grazie al decreto ingiuntivo, visto che in questo caso il credito, risultando dalla fattura (o meglio, dalle scritture contabili dell’imprenditore), è già determinato nel suo ammontare.


Quindi il creditore deve presentare ricorso al giudice di pace o al tribunale e attenderne l’eventuale decreto ove venisse riconosciuta la fondatezza della pretesa.

Al termine dell’attesa (non più di 30 giorni dal deposito del ricorso) il giudice può pronunciarsi a contro o a favore del richiedente.


Il giudice rigetta la domanda se la ritiene insufficientemente giustificata e dispone che il cancelliere ne dia notizia al ricorrente, invitandolo a provvedere alla prova. Se il ricorrente non risponde all’invito o non ritira il ricorso oppure se la domanda non è accoglibile, il giudice la rigetta con decreto motivato. Il rigetto non impedisce comunque la riproposizione della domanda, anche in via ordinaria.


Schematicamente, i motivi di rigetto possono essere:

- prova scritta insufficiente; - fatto impeditivo o estintivo del diritto di credito, rilevabile d’ufficio in base alla documentazione prodotta; - fatti posti a fondamento della pretesa inidonei a produrre gli effetti giuridici auspicati dal ricorrente.

Quando la richiesta viene invece accolta il giudice, con decreto motivato, ingiunge all’altra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa pretesa dal creditore nel termine di quaranta giorni, con l’espresso avvertimento che nello stesso termine può essere fatta opposizione e che, in mancanza di opposizione, si procederà a esecuzione forzata.


In alcuni casi però, ad esempio per il pagamento di somme immediatamente solvibili come spese condominiali già deliberate dall’assemblea o per crediti che risultano da atto notarile, oppure laddove un ritardo possa comportare grave pregiudizio di diritti altrui, il giudice ordina al debitore di pagare subito, senza attendere i 40 giorni.

In questi casi il decreto viene usualmente notificato con il precetto, ossia con il preavviso che, se il pagamento non avviene entro dieci giorni dalla notifica, i beni del debitore potranno essere aggrediti con un’azione esecutiva forzosa.


In ogni caso il giudice assegna però al debitore un termine di 40 giorni per opporsi al decreto.


Da cui l’importanza di valutare l’opposizione con estrema cura e con l’aiuto di un avvocato o di una associazione come Avvocati al Tuo Fianco che dispone di tutte le professionalità utili a districarsi nella difficile materia giurisprudenziale relativa agli atti esecutivi e alle procedure ad essi connesse.


Chi riceve un decreto ingiuntivo non è insomma condannato senza appello a pagare.


Il presunto debitore ha infatti la possibilità di opporsi al decreto, provando ad esempio che le somme le ha già pagate, in tutto o in parte, oppure che non devono essere pagate, magari perché il creditore a sua volta non ha adempiuto correttamente ai suoi obblighi contrattuali.

Non bisogna disperare se si ritiene di avere le giuste armi per contrastare le pretese del presunto creditore.

Come non ci stancheremo mai di ripetere soprattutto è necessario ove si sia ricevuto un decreto ingiuntivo rivolgersi immediatamente ad un avvocato che ne esamini i contenuti con la dovuta competenza.


Attenzione però, perché non tutte le opposizioni riescono a bloccare l’esecutività del decreto. Alla prima udienza del giudizio di opposizione il creditore potrà infatti chiedere che il giudice, se l’opposizione non è fondata su prova scritta o comunque su elementi che dimostrano facilmente l’inesistenza del credito, renda comunque da subito esecutivo il decreto.


Al contrario, nei casi in cui sia stato ordinato di pagare immediatamente (cd. decreto immediatamente esecutivo) il debitore, facendo l’opposizione, potrà provare a bloccare l’esecutività del decreto, sempre che riesca a dimostrare subito le proprie ragioni.


Come si fa l’opposizione al decreto ingiuntivo? Lo strumento tipico è l’atto di citazione in opposizione, oppure, nelle cause soggette al rito del lavoro e locatizie, il ricorso.


Come già indicato, l’atto va notificato dal debitore al creditore entro i 40 giorni dalla ricezione della notifica del decreto. Se avete motivi per opporvi al decreto muovetevi quindi in fretta perché, passati i 40 giorni, il decreto diventerà una sentenza definitiva di condanna, anche se avreste potuto dimostrare di non essere debitori.


I motivi di opposizione possono essere i più vari ma vanno sostanzialmente ricondotti a due grandi categorie: motivi di merito e motivi procedurali.

I primi attengono ai fatti e quindi ad esempio al fatto che il debito sia già stato pagato, oppure che il pagamento non sia dovuto per altre ragioni, come la compensazione con altri debiti del creditore o anche la prescrizione, che il debitore può eccepire proprio facendo opposizione al decreto.


I secondi attengono alla corretta procedura di presentazione del ricorso, sua emissione, sua notifica, ecc. Si tratta di motivi di opposizione “tecnici”, che solo un avvocato può valutare con cognizione di causa. Tanto per fare un esempio, il decreto notificato dopo 60 giorni dalla sua concessione da parte del giudice (o meglio, dalla data di deposito in cancelleria) diventa inefficace e può quindi essere opposto.


L’opposizione deve essere fondata su prova scritta o di agevole soluzione.


Prova scritta è ogni documento idoneo a provare l’inesistenza del fatto costitutivo del diritto di credito del ricorrente, ovvero l’esistenza di fatti impeditivi, modificativi o estintivi.


Prova di pronta soluzione è la prova la cui acquisizione non richieda un’istruzione vera e propria o di particolare lungaggine, come quella che si fonda su fatto notorio, su fatti pacifici tra le parti, su ammissioni del ricorrente opposto, ovvero l’eccezione che non richiede che venga espletata alcuna attività istruttoria.


Ricordiamo che il giudice istruttore, su istanza dell’opponente, quando ricorrono gravi motivi, può, con ordinanza non impugnabile, sospendere l’esecuzione provvisoria del decreto.


In conclusione un consiglio sempre valido: se ricevete un decreto ingiuntivo fatelo subito vedere ad un avvocato o rivolgetevi alle varie sedi dell’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco e chiedete consigli sul da farsi, ricordando che se non fate opposizione entro 40 giorni non potrete più contestare la condanna al pagamento contenuta nel decreto ingiuntivo.

Se invece le somme effettivamente le dovete, se disponete del denaro necessario pagate subito o accordatevi per un pagamento a rate, perché ogni successivo passaggio renderà il vostro debito sempre più alto.


In sintesi se avete ricevuto un decreto ingiuntivo il consiglio dell’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco è di non ignorarlo e di contattarci per ottenere il giusto consiglio:

Avvocati al Tuo Fianco Nazionale e Lombardia - tel . 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Emilia Romagna - tel . 0542 190 32 54 - cell. 338 65 67 086- n. 800 91 31 81 Avvocati al Tuo Fianco Veneto - tel. 0535 25 331 - cell. 339 620 21 73 - n. verde 800 91 31 81 www.avvocatialtuofianco.org https://www.facebook.com/associazioneconsumatoriavvocatialtuofianco/ https://www.facebook.com/Avvocatialtuofiancoemiliaromagna/ https://www.facebook.com/Associazione-Consumatori-Avvocati-al-Tuo-Fianco-Modena-1413804971983274/

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