Quando il fisco non può pignorare la seconda casa


Come Avvocati al Tuo Fianco ha già sottolineato più volte l’Agenzia delle Entrate non può pignorare la seconda casa se il debito maturato è inferiore a 120mila euro o se la somma del valore degli immobili è inferiore a 120mila euro.


Che la prima casa non sia pignorabile da parte del fisco ovvero dall’ARE è cosa ormai nota, a patto che si tratti dell’abitazione principale, che sia l’unica di proprietà e non sia di lusso.


Tale divieto chiaramente opera nei confronti del fisco e non nei confronti di soggetti privati quali banche o la controparte che ha vinto una causa, i quali possono procedere verso la casa del debitore sia essa la prima, la seconda o qualunque altra e tutti gli immobili del debitore a prescindere anche dall’entità del debito.

Quel che però spesso si ignora è che in taluni casi il pignoramento è precluso al fisco anche sulla seconda casa.


Detto ciò, veniamo alle condizioni che rendono impossibile, per il fisco, pignorare la casa del debitore, sia essa la prima, la seconda o qualsiasi altra.


Qualora il contribuente sia proprietario di più immobili (sia che si tratti di abitazioni, uffici, terreni, ecc.) il pignoramento è possibile solo se: il debito iscritto a ruolo (ossia risultante dalle cartelle notificate da oltre 60 giorni e, quindi, scadute) sia superiore a 120mila euro E la somma di tutti gli immobili di titolarità del debitore sia inferiore a 120mila euro.

Perchè il pignoramento sia legittimo devono verificarsi entrambe queste condizioni.


Se il contribuente è proprietario di 3 immobili e ha un debito con l’erario di 100mila euro non può temere il pignoramento di nessuno di tali beni.


Su di essi, però, l’Agente della riscossione può iscrivere ipoteca (la quale è subordinata a un debito di almeno 20mila euro). La presenza dell’ipoteca garantisce al fisco solo una soddisfazione prioritaria qualora un altro creditore (ad esempio la banca) metta in vendita l’immobile; l’esecuzione forzata, però, non può mai essere messa in moto dall’Esattore.


Se il contribuente possiede 3 immobili e un debito con l’erario di 200mila euro può decidere di versare subito 81mila euro per portare sotto la soglia “limite” la sua morosità e, quindi, non rendere pignorabile nessuno di essi. Se il contribuente possiede 3 immobili e un debito con l’erario di 200mila euro non può subire il pignoramento se il valore di tali tre beni, sommati tra loro, non supera 120mila euro.


Tale situazione si verifica spesso quando, ad esempio, il contribuente è titolare solo di quote sugli immobili insieme ad altri contitolari e non dell’intera proprietà (perché, ad esempio, li ha ricevuti per eredità).


Riepilogando, il pignoramento sulla seconda casa – ma in realtà ciò vale anche per tutti gli altri immobili – è vietato se il contribuente ha maturato un debito inferiore a 120mila euro o se, sommati tra loro, tali immobili hanno un valore inferiore a 120mila euro.


Sono molte le richieste di supporto per situazioni di pignoramenti temuti o in corso. Avvocati al Tuo Fianco può fornirvi la consulenza che vi serve per comprendere esattamente quale è la vostra situazione. Ricordate che nella quasi totalità dei casi, quando l’atto esecutivo è già in essere, pochi sono i rimedi adottabili. Utile e saggio quindi chiedere un aiuto prima che ciò si verifichi: contattateci ai numeri tel. 0332 15 63 491 oppure al cell. dell’ufficio 392 72 13 418.

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