L'impresa sociale: un'opportunità di crescita personale e collettiva


Anche l’impresa sociale è stata oggetto della riforma normativa connessa alla riforma del terzo settore. Come sapete l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco è un’impresa sociale a tutti gli effetti. Abbiamo perciò validi motivi per interessarci della riforma e per condividere con coloro che fossero interessati ad aprire una sede di Avvocati al Tuo Fianco tutte le novità.


La disciplina colma le attuali lacune, relative soprattutto al regime fiscale, e a rimuove le principali barriere ai possibili ulteriori sviluppi della figura dell’impresa sociale, rafforzandone il ruolo nel Terzo settore, anche in chiave di sistema.


Possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutti gli enti privati, inclusi quelli costituiti in forma societaria, che esercitano in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività.


Rimane confermata di diritto la qualifica di impresa sociale per le cooperative sociali e per i loro consorzi, mentre possono assumerla gli enti costituiti in una qualsiasi forma giuridica (associazione, fondazione, società, cooperativa) se rispettano le diverse norme di qualificazione dettate nel decreto.


Viene poi ampliato l’ambito delle attività di interesse generale che devono essere esercitate affinché un ente possa assumere la qualifica di impresa sociale, armonizzando al contempo le tipologie di attività che possono essere svolte dalle cooperative sociali.


Si conferma che l’attività di impresa di interesse generale deve essere svolta “in via principale”, ossia deve generare almeno il 70 per cento dei ricavi complessivi e che non può avere come scopo principale quello di distribuire ai propri soci, amministratori, dipendenti, ecc., gli utili ed avanzi di gestione, i quali devono essere destinati allo svolgimento dell’attività statutaria o ad incremento del patrimonio.


Tuttavia, al fine di favorire il finanziamento dell’impresa sociale mediante capitale di rischio, il decreto ha introdotto la possibilità per le imprese sociali (costituite in forma di società) di remunerare in misura limitata il capitale conferito dai soci.


In particolare, l’impresa sociale, costituita in forma societaria, può destinare una quota inferiore al 50 per cento degli utili e degli avanzi di gestione annuali, dedotte eventuali perdite maturate negli esercizi precedenti, ad aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato dai soci, oppure alla distribuzione, anche mediante l’emissione di strumenti finanziari, di dividendi ai soci, all’interno comunque di determinati limiti rispetto al capitale effettivamente versato.


Per le imprese sociali è inoltre possibile, sempre entro determinati limiti, disporre erogazioni gratuite in favore di enti del Terzo settore diversi dalle imprese sociali, che non siano tuttavia fondatori, associati, soci dell’impresa sociale o società da questa controllate; tali erogazioni devono essere finalizzate alla promozione di specifici progetti di utilità sociale.


Anche per le imprese sociali si prevede un criterio di proporzionalità del trattamento retributivo tra lavoratori dipendenti.


Ai fini di promozione e sviluppo dell’impresa sociale, si introducono inoltre importanti misure di sostegno, anche fiscale, quali la detassazione degli utili o avanzi di gestione che incrementino le riserve indivisibili dell’impresa sociale in sospensione d’imposta e che vengano effettivamente destinati allo svolgimento dell’attività statutaria o ad incremento del patrimonio (analogamente a quanto già previsto per le cooperative sociali e per i consorzi tra piccole e medie imprese).


Si prevedono inoltre incentivi fiscali volti a favorire gli investimenti di capitale nelle imprese sociali, altrimenti penalizzate rispetto alle società lucrative che non soggiacciono ai suddetti limiti di remunerazione del capitale.


Infine, relativamente agli obblighi di trasparenza, l’impresa sociale è tenuta a pubblicizzare, anche attraverso il proprio sito internet, il bilancio sociale, da redigersi in ossequio a specifiche linee guida da adottarsi con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.


Si intensificano poi i vincoli a beneficio degli stakeholder, aumentandone il livello minimo di coinvolgimento, in linea con quanto previsto a livello europeo come caratteristica distintiva dell’entità dell’economia sociale, prevedendo tra l’altro, per le imprese sociali di grandi dimensioni, il diritto dei lavoratori ed eventualmente anche degli utenti di nominare almeno un componente degli organi di amministrazione e di controllo.


Siete intenzionati dunque ad avviare un’attività come impresa sociale con il supporto di Avvocati al Tuo Fianco, usufruendo della nostra esperienza e competenza in questo ambito? Non esitate a contattarci ai numeri 0332 15 63 491 - cell. dell’ufficio 392 72 13 418 - n. verde 800 91 31 81 - avvocatialtuofianco@gmail.com, oppure contattate il nostro Presidente , la Dr. ssa Valentina Varese al numero 346 161 56 65 - presidenza@avvocatialtuofianco.it.

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