La riforma del "terzo settore"

Thursday, July 20, 2017

 

L'Associazione Consumatori Avvocati al Tuo Fianco sta promuovendo una campagna di sviluppo sul territorio italiano con l'obiettivo di rendere più capillare e dunque efficiente la sua presenza e il suo supporto ai cittadini.

 

Ecco perchè, oltre a presentare via email l'attività e le modalità per avviarla a professionisti, studi, agenzie e similari, Avvocati al Tuo Fianco vuole anche condividere con Voi lettori e potenziali operatori della rete associativa, la riforma riguardante proprio questo specifico settore.

 

La riforma vuole incoraggiare la proliferazione di tali realtà non commerciali e di utilità sociale introducendo vantaggi fiscali e contributivi, snellendo talune procedure costitutive, allargando il raggio delle strutture inseribili nella categoria in oggetto.


La riforma è indirizzata agli enti che operano e si collocano in determinate categorie, ma non riconducibili né al Mercato né allo Stato.
Ovvero a migliaia di organizzazioni e persone che ogni anno si occupano di attività di volontariato.


Ma cosa cambia realmente con questa riforma?
Sicuramente l’istituzione del registro unico del terzo settore e i 190 milioni di investimento per le organizzazioni stesse.


Ma anche i fondi di finanziamento, gli incentivi fiscali, i bonus sociali e la soppressione delle onlus.

 

La riforma si baserebbe su un nuovo Codice volto a riordinare tutta la normativa riguardante gli enti del Terzo settore al fine di sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, anche in forma associata, a perseguire il bene comune, ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona e valorizzando il potenziale di crescita e di occupazione lavorativa, in attuazione dei principi costituzionali.


Da sottolineare che a tale rete potranno partecipare sia i soggetti del terzo settore, sia (in forma limitata e non in posizioni di controllo) i soggetti profit, come imprese ed amministrazioni pubbliche.


In questa prospettiva, le amministrazioni pubbliche saranno chiamate a promuovere la cultura del volontariato, in particolare tra i giovani, anche attraverso apposite iniziative da svolgere in ambito scolastico e accademico con il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato stesse nelle attività di sensibilizzazione e promozione.

 

Il Codice anzitutto definisce gli enti del Terzo settore, individuandoli nelle organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, incluse le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, associazioni, riconosciute o non, fondazione ed altri enti di carattere provato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma volontaria e di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi.

 

Vengono inoltre identificate le attività di interesse generale esercitate dagli enti del Terzo settore in via esclusiva o principale.

 

Il Codice stabilisce le disposizioni generali e speciali applicabili ai diversi enti, dettando disposizione in materia, tra l’altro, di organizzazione, amministrazione e controllo, di raccolta fondi, anche mediante sollecitazione al pubblico o cessione o erogazione di beni di modico valore o servizi, di contabilità e trasparenza.

 

In base alla loro dimensione, gli enti del Terzo settore saranno chiamati a pubblicare sul proprio sito internet il bilancio sociale, redatto secondo apposite linee guida, anche ai fini della valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte, nonché gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti e agli associati.

 

Quanto ai lavoratori degli enti del Terzo settore, oltre a statuire espressamente il loro diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi.  Specifici limiti sono poi disciplinati in relazione ai compensi eventualmente previsti per le cariche sociali, nonché ai trattamenti economici per i lavoratori subordinati o autonomi degli enti.


Viene inoltre semplificata la procedura di acquisto della personalità giuridica e vengono istituiti, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il “Registro unico nazionale del Terzo settore”, al quale gli enti sono tenuti a iscriversi al fine di poter accedere a vari benefici, e il Consiglio nazionale del terzo settore, organo consultivo e rappresentativo degli enti.

 

Con riferimento alle misure di promozione e sostegno del Terzo settore, il Codice prevede, tra l’altro:

-la revisione della definizione di enti non commerciali ai fini fiscali e l’introduzione di un nuovo e articolato regime tributario di vantaggio, che tiene conto delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che prevede la facoltà di determinazione forfettaria del reddito d’impresa in favore degli enti del Terzo settore non commerciali;

 

-l’istituzione del social bonus, ossia un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore degli enti del Terzo settore che abbiano presentato progetti di recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata assegnati ai suddetti enti per essere utilizzati esclusivamente per lo svolgimento non commerciale di attività di interesse generale;

 

-una serie di agevolazioni in materia di imposte indirette (successioni e donazioni, registro, ipotecaria e catastale) con particolare riferimento agli immobili utilizzati dagli enti, nonché in materia di tributi locali;

-la ridefinizione della disciplina delle detrazioni e deduzioni per le erogazioni liberali in denaro o in natura a favore degli enti;

 

-specifiche disposizioni in ordine al regime fiscale delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale;

 

-la nuova disciplina in materia di finanza sociale concernente i “titoli di solidarietà”, finalizzata a favorire il finanziamento ed il sostegno delle attività di interesse generale svolte dagli enti del Terzo settore non commerciali iscritti nell’apposito registro;

 

-un regime fiscale agevolato per le attività di social lending svolta dai gestori dei portali on line;

-misure per favorire l’assegnazione in favore degli enti di immobili pubblici inutilizzati per fini istituzionali;

 

-la disciplina dello specifico Fondo istituito per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale promossi dagli enti del Terzo settore.

 

Il Codice prevede, infine, la disciplina delle attività di monitoraggio, di vigilanza e di controllo, anche di natura fiscale, nonché quella di carattere sanzionatorio.

 

E' quindi in arrivo nuova linfa per un settore di importanza crescente nel contesto sociale ed economico contemporaneo ove vanno riducendosi le risorse in tutti i campi: finanziario, culturale, umano.

 

Avvocati al Tuo Fianco ha fiducia che molti di voi vorranno aderire alla nostra proposta per potere approfittare delle soddisfazioni che l'attività di promozione sociale può offrire e dei vantaggi ulteriori che la riforma può recare.

Contattate l'Associazione ai numeri 0332 15 63 491 - cell. 392 72 13 418 - n. verde 800 91 31 81.

 

 

 

 

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