La garanzia post-vendita: tutti i motivi per farla valere

Wednesday, July 19, 2017

 

Garanzie post-vendita: artt. 128-135 del Codice del Consumo.


L’Associazione Consumatori Avvocati al Tuo Fianco sta ricevendo un numero sempre crescente di richieste relativamente alle problematiche di garanzia post-vendita.

 

Ci siamo così resi conto che spesso la scarsa conoscenza della normativa può mettere il consumatore a rischio di non vedere tutelati i suoi diritti. 

 

Ecco perchè Avvocati al Tuo Fianco vi propone questo testo di sintesi della legge che regola la materia.

 

Le garanzie post vendita sono disciplinate dagli artt. 128-135 del Codice del Consumo  e disciplina taluni aspetti dei contratti di vendita e delle garanzie concernenti i beni di consumo. A tali fini, ai contratti di vendita  sono equiparati i contratti di permuta e di somministrazione nonché quelli di appalto,  di opera e tutti gli altri contratti comunque finalizzati alla fornitura di beni di consumo da fabbricare o produrre.

 

Inoltre la normativa in oggetto si applica anche alla vendita di beni di consumo usati.

La direttiva ha sia lo scopo di eliminare gli ostacoli che si frappongono alla completa realizzazione del mercato europeo e al suo ampliamento, sia quello di introdurre un elevato livello di protezione dei consumatori, tutelandone il diritto a ricevere beni conformi alle previsioni contrattuali e promuovendo il loro diritto all’informazione.

 

Non sono invece contemplati da questa normativa i contratti stipulati tra privati o tra professionisti.

La garanzia legale si applica a tutti i contratti di vendita di beni di consumo, conclusi sia verbalmente che per iscritto, tra consumatori e venditori ove il trasferimento di proprietà del bene sia avvenuto a titolo oneroso.

 

Restano esclusi quei contratti in cui non avviene il trasferimento della proprietà (es. locazione) o in cui non vi sia pagamento di un corrispettivo (es. comodato). 

L’applicazione è esclusa anche per i contratti di leasing finanziario, per la difficoltà di identificare il venditore. In sostanza l’ambito di applicazione della disciplina si estende a qualunque acquisto o richiesta di fornitura di beni mobili.

 

Bene di consumo: è qualsiasi bene mobile non necessariamente materiale e anche da assemblare.  

Non rientrano nel concetto: i beni venduti attraverso le autorità giudiziarie (sono sottratti all’applicazione di tali regole in quanto vengono messi sul mercato attraverso canali non tradizionali); l’acqua ed il gas,  a meno che non vengano confezionati per la vendita di determinate quantità (es. acqua in bottiglia o il gas in bombola); l’energia elettrica.  

 

I beni destinati al mercato all’ingrosso non rientrano tra i beni di consumo del Codice.

 

La garanzia descritta dal Codice si dice “legale” e deve avere la durata minima di un anno.
 
Inoltre il venditore può offrire una garanzia convenzionale ulteriore ovvero qualsiasi garanzia che si aggiunge a quella esistente per legge con l’obiettivo di invogliare il consumatore alla scelta del proprio prodotto in virtù della più ampia tutela che gli viene offerta. 

 

La garanzia legale rappresenta il livello minimo ed inderogabile di tutela e consiste in particolare, nell’impegno da parte del venditore o produttore, senza oneri aggiuntivi per il consumatore, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare o intervenire sul bene di consumo, tutte le volte in cui lo stesso non corrisponda alle condizioni presenti nella garanzia o annunciate attraverso la pubblicità. 

 

Con la riparazione il bene di consumo ripristina la conformità alle previsioni contenute nel contratto di vendita. 
 

La conformità del bene al contratto di vendita si fonda su una serie di presupposti: il bene è idoneo all’uso al quale è normalmente destinato, rispecchia la descrizione fatta dal venditore e possiede le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello. 
Il bene deve presentare la qualità tipica di un bene simile e che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi.

 

La conformità tiene in considerazione anche le dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche fatte dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull’etichettatura.

 

Non vi è difetto di conformità se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto non poteva ignorarlo con l’ordinaria diligenza o se il difetto di conformità deriva da istruzioni o materiali forniti dal consumatore.

 

L’imperfetta installazione del bene corrisponde a non conformità solo se l’installazione era inclusa nel contratto ed è stata effettuata dal venditore o sotto la sua responsabilità. Tale equiparazione si applica anche nel caso in cui il prodotto, concepito per essere installato dal consumatore, sia da questo installato in modo non corretto a causa di una carenza delle istruzioni di installazione.

 

Il consumatore, tuttavia, in base al principio dell’onere della prova stabilito dall’art. 2697 del Codice Civile, dovrà dare prova del fatto che il difetto di conformità esistesse al momento della consegna del prodotto. 
Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro.


E’ da considerare eccessivamente oneroso uno dei due rimedi se impone al venditore spese irragionevoli in confronto all’altro, tenendo conto: a) del valore che il bene avrebbe se non vi fosse difetto di conformità; b) dell’entità del difetto; c) dell’eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore.

 

Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene.

 

Le spese includono oltre alla riparazione anche le prestazioni accessorie quali la spedizione e l’imballo.

Quando sostituzione e riparazione per uno di questi motivi non sono accessibili, il consumatore può richiedere una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.  Quanto alla restituzione di somme o alla riduzione del prezzo si tiene conto dell’uso fatto del bene.

 

In aggiunta, il venditore può offrire al consumatore qualsiasi altro rimedio disponibile che il consumatore deve accettare o respingere scegliendo un altro rimedio ai sensi del presente articolo.

 

Se il difetto di conformità è di lieve entità e non è stato possibile, o è eccessivamente oneroso esperire i rimedi di riparazione o sostituzione, decade il diritto alla risoluzione del contratto.

 

Seppure la garanzia legale ha la durata naturale di 2 anni essa può essere ridotta ad un anno, purchè tale riduzione sia resa conoscibile all’acquirente.

 

Inoltre tale garanzia decade qualora il consumatore non denuncia al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui lo ha scoperto


Se il difetto è stato occultato dal venditore, il diritto alla denuncia si prescrive in 26 mesi, ma essa va comunque fatta entro due mesi dalla scoperta.

È necessario quindi che il consumatore conservi lo scontrino o eventuale altra prova dell’acquisto, quale garanzia, per almeno ventisei mesi, così aumentando le possibilità di essere eventualmente garantito e rimborsato.

 

La garanzia deve essere chiara, esplicita a disposizione del consumatore e scritta o comunque riportata su un supporto duraturo a lui accessibile.

 

Accanto alla garanzia legale può poi esserci una garanzia convenzionale fornita in modo volontario dal venditore. Essa è finalizzata ad offrire al consumatore una forma di tutela ulteriore e supplementare rispetto a quella minima prevista dalla legge, così contribuendo ad una maggiore concorrenza nell’ambito del mercato.

 

Tuttavia è necessario venga assicurata un’informazione corretta e completa dei consumatori in merito ad esistenza, caratteristiche e limiti di tale tipologia di garanzia, prevedendo regole di trasparenza per le informazioni e la pubblicità relative alla dichiarazione convenzionale di garanzia. Il comma 2°, quindi, per garantire una adeguata e piena comprensibilità della dichiarazione 
 
Anche in questo caso il contenuto di tale garanzia è vincolante per chi la offre e deve essere chiara e disponibile per il consumatore.

 

E’ nullo il contratto che limita illecitamente o esclude la presenza di garanzia.  

 

Se ritenete che sia stato violato il vostro diritto alla tutela della garanzia non esitate a contattarci e chiederci consiglio: tel .0332 15 63 491 - cell.392 72 13 418
 

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