I nuovi voucher: come funzionano?

Tuesday, July 18, 2017

Il 10 luglio sono partiti i nuovi voucher per pagare i piccoli lavori occasionali quali interventi di giardinaggio, ripetizioni scolastiche, i lavori domestici e similari.

 

Essi sono stati introdotti in sostituzione di quelli aboliti dal governo Gentiloni e sono stati messi a disposizione online tramite piattaforma telematica dell’Inps.

 

Il nuovo strumento di compensazione del lavoro occasionale si chiama “Libretto famiglia” quando l’utilizzatore è il privato persona fisica e “Presto” quando l’utilizzatore è un’impresa / professionista / pubblica amministrazione.

 

In generale le regole di utilizzo sono comuni alle due tipologie mentre si rilevano delle disposizioni specifiche per il settore agricolo e la pubblica amministrazione. 

Quindi i voucher sono acquistabili online nel sito dell’Inps e ciascun datore di lavoro non può acquistare più di 5000 euro netti l’anno in buoni da 10 euro l’uno.  Di questi 10 euro, 8 sono quelli assegnati al lavoratore, mentre i 2 euro rimanenti sono destinati a coprire in parte l’assicurazione in parte i contributi.


Il lavoratore non potrà a sua volta percepire 2.500 euro netti all’anno dal singolo committente per un totale di massimo 5.000 euro netti totali per la singola annualità.


La prima cosa che dovranno fare datore di lavoro e lavoratore è andare sul sito dell’INPS e raggiungere la pagina “Prestazione di lavoro occasionale”. Una volta cliccato su “Accedi al servizio” si arriva alla pagina di accesso vera e propria, dove bisogna effettuare il login.


Ci si può loggare in 3 modi. Con il PIN INPS, con il Sistema pubblico di identità digitale (SPID), o tramite la Carta nazionale dei servizi (CNS), cioè la “tessera sanitaria”, che grazie a un apposito lettore può essere usata come sostituto fisico di una password (il lettore deve essere acquistato a parte e non sembra che ne esistano di abilitati per i Mac). 

 

PIN, SPID e CNS devono tutti quanti essere richiesti o abilitati e ci possono volere fino ad alcuni giorni per ottenerli. Inoltre per chi accede con lo SPID per il momento non è poi possibile utilizzare nessuna delle funzionalità presenti.  Lo sarà in futuro. 

 

Lo SPID si ottiene in posta o per chi ha un conto corrente postale si può ricorrere ad una registrazione online della durata di una decina di minuti. 


A questo punto è possibile scegliere se proseguire come famiglia, come impresa o come lavoratore.


Da qui in poi si entra nella porzione più complessa dell’intera procedura perchè pare che si incontrino non poche difficoltà nell’effettuare il pagamento versando nel “Portafoglio elettronico” il corrispettivo dovuto.  Per quanto riguarda il “libretto famiglia” il versamento va fatto con PagoPa un sistema di pagamento elettronico che poggi sul proprio conto corrente on line e che viene adottato per i pagamenti alla pubblica amministrazione oppure con F24 sempre facendoli poi passare sul proprio conto corrente online o in posta.


Non è chiaro se una volta versati soldi sul Portafoglio sia possibile recuperarli.
Una volta riempito il Portafoglio elettronico ecco che si deve comunicare la prestazione ovvero segnalare all’Inps che una certa persona lavorerà per la famiglia o per l’azienda.  Chiaramente vengono richieste le informazioni necessarie a identificare il lavoratore, il datore di lavoro e la tipologia di lavoro. 


Anche la quantità di informazioni richieste è superiore a quanto richiesto dal vecchio sistema e il datore di lavoro potrà cancellare l’inserimento entro tre giorni dopodichè tale possibilità diverrà inaccessibile.


Dall’altro lato c’è il lavoratore che avrà eseguito lo stesso procedimento e terminata la prestazione, deve accedere nuovamente al sito e dare conferma di averla eseguita.

A questo punto, entro il 15 del mese successivo alla prestazione, l’INPS provvede ad accreditare il denaro nella modalità scelta dal lavoratore (versamento sul conto corrente, oppure versamento da ritirare presso qualsiasi sportello postale).


Le informazioni e i manuali disponibili sono per il momento ancora un pò lacunosi, ma soprattutto la macchinosità preoccupa chi dovrà accedere al servizio per offrire il suo lavoro ovvero persone magari non dotate della perizia tecnica, come stranieri e anziani, richiesta dalla piattaforma.

D’altra parte il ricorso allo strumento online vuole garantire la tracciabilità dei buoni lavoro e prevenire gli abusi.

 

La “colpa” principale dei vecchi voucher è stata infatti quella di rendere possibile un ricorso irregolare al lavoro occasionale, con i committenti che, ad esempio, “tenevano in tasca” i buoni e li utilizzavano solo a posteriori in caso di un controllo, oppure venivano dichiarate meno ore di quelle effettivamente lavorate, o, ancora, l’impiego di un lavoratore occasionale veniva notificato come da procedura ma poi veniva cancellato anche se invece era stato svolto, evitando così di pagare (interamente) quanto dovuto.

A ulteriore sostegno di quanto sopra sono anche previste verifiche specifiche nei confronti di quei committenti che annulleranno troppo spesso le prestazioni di lavoro occasionale notificate in precedenza.

 

Si evidenzia dunque una maggior complessità dei voucher attuali rispetto alla precedente versione che, essendo buoni cartacei, avevano il pregio di essere semplici da usare, potevano essere acquistati ed incassati in tabaccheria, in banca, all’Inps e presso gli uffici postali.

 

Ora invece l’utente deve superare la prima empasse della registrazione che richiede la compilazione, lo  scanner, l’attesa dei documenti inviati e la visita ad un ufficio postale. Poi c’è l’aspetto ancora non chiarissimo del versamento del denaro e le difficoltà che può incontrare chi non disponga di un conto corrente online.


Sarà cura dell’Associazione Avvocati al Tuo Fianco tenervi comunque informati sull’evoluzione della materia. Da parte vostra poi, non esitate a contattarci per segnalarci vostre esperienze positive o negative nell'impiego di questo nuovo mezzo di contribuzione delle attività lavorative occasionali.
Per contattarci : tel 0332 15 63491 - cell. 392 72 13 418 - num. verde 800 91 31 81.

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