In tema di pignoramento: alcune puntualizzazioni

Wednesday, May 24, 2017

 

Avvocati al Tuo Fianco riceve regolarmente richieste di chiarimenti relativamente al pignoramento di buste paga, indennità e pensioni; si rendono perciò necessarie periodiche puntualizzazioni.

 

Con il passaggio di consegne da Equitalia all’Agenzia delle Entrate, a partire da luglio 2017 quest’ultima potrà agire in piena autonomia e sottoporre a pignoramento sia il conto corrente di eventuali debitori sia accedere alla banca dati dell’INPS ed ottenere tutte le informazioni relative ad eventuali rapporti di lavoro per attuare il pignoramento di stipendi, indennità di disoccupazione, pensioni, etc.


Soprattutto potrà procedere al pignoramento presso terzi immediatamente ed avviare la riscossione al momento stesso della notifica della cartella di pagamento (decorsi i 60 giorni dalla notifica) senza alcun preavviso e autorizzazione da parte di un giudice.

 

Apparentemente un grande cambiamento visto che non trattandosi di un ente riscossore come equitalia, ma di un creditore vero e proprio, la procedura di pignoramento presso terzi prevederebbe che il creditore notificasse l’intenzione di pignorare al debitore e, prima di procedere, che fosse effettivamente autorizzato da un Tribunale. 

 

Le premesse per poter procedere con un pignoramento presso terzi sono quindi la presenza di un titolo esecutivo e l’atto di precetto che viene notificato tramite uno speciale avviso a decorrere dal quale il debitore ha a disposizione 10 giorni di tempo per saldare quanto dovuto. 


O almeno questo vale normalmente per tutti i creditori ...tranne che per l’Agenzia delle Entrate in qualità di ente creditore per i mancati pagamenti all’erario.

 

In realtà per chi è destinato a ricevere un pignoramento presso terzi dall’Agenzia delle Entrate per debiti con il fisco non cambierà granchè visto che la prassi seguita da Equitalia è sempre stata questa.

 

Quindi in materia di pignoramento del conto corrente per debiti con l’erario, da luglio, il titolare del conto si troverà privato delle somme disponibili sul conto, provenienti da qualsiasi fonte (assegni, pensioni, trasferimenti, patrimonio ecc.).

 

Nel merito, l’Agenzia per la riscossione potrà consultare le banche dati dell’Inps per acquisire ogni informazione utile. A monte di questa procedura, l’interessato ha già ricevuto una normale cartella di pagamento e non l’ha pagata entro i tempi indicati. Per impedire il pignoramento dovrà richiedere una dilazione entro 60 giorni dalla notifica della cartella e, se accolta, versare la prima rata. 
Alla cartella esattoriale non pagata entro 60 giorni, si aggiunge il nuovo divieto di compensare crediti di imposta fino a concorrenza di 1.500 euro, iscritti a ruolo per imposte e debiti accessori. L’inosservanza è colpita con la sanzione del 50% del debito già iscritto a ruolo. 

 

In riferimento alle pensioni vale sempre il principio del pignoramento alla fonte di un quinto ovvero pignoramento attuato dall’INPS direttamente sull’emolumento previdenziale.

 

Quando poi la pensione è accreditata sul conto corrente le somme pagate dall’Inps si confondono nel saldo perdendo l’originaria natura previdenziale e l’entità del pignoramento dipende dalle tempistiche: se l’accredito è iniziato prima del pignoramento diventa intoccabile per un importo pari al triplo dell’assegno sociale (1.345 euro per il 2017)  e l’eventuale eccedenza diventa tutta pignorabile. 

Se la pensione è accreditata sul conto dopo il pignoramento, l’impignorabilità vale solo per l’importo dell’assegno sociale aumentato della metà (oggi 672 euro) e l’eventuale eccedenza è pignorabile sempre nel limite del quinto. Identico trattamento è riservato al trattamento previdenziale di indennità in caso di disoccupazione.

 

Quanto descritto per il pignoramento della pensione vale più o meno anche per il pignoramento dello stipendio.


Se il pignoramento avviene presso il datore di lavoro è sempre pari ad un quinto.  Mentre il pignoramento dello stipendio per la parte accreditata su conto corrente, se l’accredito è iniziato prima del pignoramento diventa intoccabile per un importo pari al triplo dell’assegno sociale (1.345 euro per il 2017)  e l’eventuale eccedenza diventa tutta pignorabile.  Non è applicabile nel caso degli stipendi il limite del minimo vitale di sussistenza (672 euro).

 

In caso di dubbi non esitate a contattare l’associazione Avvocati al Tuo Fianco al numero 0332 15 63 491 o al num.verde 800 91 31 81.
 

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