Sei nato nel 1951 o nel 1952? Rivendica il tuo diritto alla pensione anticipata con salvacondotto!


Pensione anticipata con salvacondotto per i nati nel 1951 e 1952 possibile anche se lavoratori disoccupati: i nuovi chiarimenti dell’Inps.

E’ stata finalmente sanata dal Ministero del Lavoro e dall’Inps l’interpretazione distorta della disposizione contenuta nella Legge Fornero relativa a questa materia dando così accesso al salvacondotto a tutti gli aventi diritto.

L’interpretazione datane fino ad oggi infatti bloccava l’accesso alla pensione a tutti coloro che non risultavano occupati come dipendenti al 28 dicembre 2011.

Con questa nuova linea adottata dalle autorità competenti invece la pensione con 64 anni di età, può essere raggiunta a prescindere dal requisito occupazionale.

Naturalmente e necessario essere in possesso anche di altri requisiti per ottenere il beneficio del cosiddetto salvacondotto.

Cerchiamo di capire bene in cosa consiste quest’agevolazione previdenziale e chi può beneficiarne, alla luce degli ultimi chiarimenti dell’Inps.


Salvacondotto per la pensione: che cos’è?

Il cosiddetto salvacondotto è un beneficio che consente di pensionarsi a 64 anni di età (64 anni e 7 mesi, nel 2016, per effetto degli incrementi legati alla speranza di vita), senza penalizzazioni, per coloro che sono nati sino al 31 dicembre 1952. Per beneficiare del salvacondotto, però, è necessario possedere:

•almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per gli uomini;

•almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per le donne.

Inoltre, possono ottenere l’agevolazione i soli dipendenti del settore privato.


Al contrario la vecchia circolare Inps finora in vigore, prevedeva che potessero godere del salvacondotto soltanto coloro che, alla data del 28 dicembre 2011, svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato. Come anticipato, questa previsione, però, derivava da un’interpretazione non corretta della Legge Fornero, nel punto in cui disponeva i requisiti necessari per accedere al salvacondotto.


Attualmente invece, l’Inps, allineandosi con il Ministero del lavoro, ha chiarito che il beneficio si applica anche a coloro che alla data del 28 dicembre 2011 non svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato, purché alla data del 31 dicembre 2012:

•se uomini, risultassero in possesso del requisito contributivo minimo per l’accesso alla pensione di anzianità con le quote, con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato;

•se donne, risultassero in possesso del requisito contributivo minimo richiesto per l’accesso alla pensione di vecchiaia, cioè pari a 20 anni, con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratrici dipendenti del settore privato.


Cosa significa esattamente?

In parole povere, le donne, anche se non occupate come dipendenti al 28 dicembre 2011, possono pensionarsi col salvacondotto con gli ordinari requisiti, cioè col possesso di 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, purché si tratti di contributi da lavoro dipendente svolto nel settore privato.


Gli uomini, invece, se non occupati come dipendenti al 28 dicembre 2011, oltre a soddisfare il requisito di 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012 devono anche possedere, alla stessa data, la quota allora richiesta per pensionarsi, intesa come somma di età e contributi (nel 2012 la quota richiesta era 96). Tutti i contributi, anche in questo caso, devono derivare da lavoro dipendente nel settore privato.


Quali contributi sono dunque esclusi?

Sono dunque esclusi i contributi volontari, i contributi figurativi maturati per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato, i contributi da riscatto non correlato ad attività lavorativa.


Salvacondotto per la pensione: i lavoratori autonomi possono accedere?

Se si possiedono, oltre ai contributi da lavoro dipendente nel settore privato, anche contributi da lavoro autonomo, come quelli accreditati presso la gestione Artigiani e commercianti, questi possono essere contati ai fini del salvacondotto, a condizione che alla data del 28 dicembre 2011 l’interessato risulti occupato come dipendente del settore privato.


In caso contrario, vale quanto esposto nel precedente paragrafo: bisogna, cioè, raggiungere l’anzianità contributiva richiesta con i contributi da lavoro dipendente del settore privato, nel caso in cui non si risulti occupati (come lavoratori subordinati del settore privato) al 28 dicembre 2011.


Se avete dubbi circa la vostra posizione contributiva e l’eventuale diritto al salvacondotto, non esitate a contattarci e ricordate che in materia di pensioni siamo in grado di operare anche come CAF e Patronato: tel. 0331 15 63 491 oppure n. verde 800 91 31 81.

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