Se il dottore sbaglia la cura...


Se il medico sbaglia la cura o l’operazione il paziente può chiedere il risarcimento citando in giudizio sia l’ospedale (o la clinica privata) sia direttamente lo stesso professionista.


Non si tratta chiaramente di una procedura semplicissima o di un cammino in discesa, ma con l’aiuto dell’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco o di un’altra associazione come la nostra potrete avere riconosciuto il giusto risarcimento per il danno subito


Cosa dovrà fare il paziente danneggiato? Dovrà solo dimostrare di aver subito un pregiudizio a causa dell’intervento. Spetterà invece al medico provare di non avere colpe. Il termine per chiedere il risarcimento è di 10 anni da quando il paziente si è accorto del danno.


La giurisprudenza si è infatti assestata su questo punto. Mentre esiste un rapporto contrattuale tra la struttura ospedaliera o la clinica e il paziente e in caso di danni è immediato identificare una responsabilità contrattuale dell’erogatore del servizio, nel rapporto tra medico e paziente non esiste un contratto scritto ma ugualmente può sussistere una responsabilità qualora l’avente diritto non riceva le giuste indicazioni e venga di conseguenza danneggiato.


In giuridichese diremmo quindi che ora la giurisprudenza prevede espressamente l’estensione del regime della responsabilità contrattuale anche al rapporto tra medico e paziente (rapporto in cui un contratto scritto in realtà non c’è).


Ma vediamo nella pratica cosa vuol dire quanto appena affermato.


Il rapporto contrattuale tra ospedale e paziente Quando andiamo in ospedale per sottoporci a terapie, interventi o cure, noi stipuliamo un contratto con la struttura sanitaria, e non con il medico. Quindi, dal punto di vista giuridico, la nostra controparte è l’ospedale o la clinica privata a cui ci siamo rivolti.

Essa ha determinati obblighi nei nostri confronti, a seconda dei casi (si pensi alle prestazioni cosiddette «alberghiere»: stanza, letto, pasti, medicinali ecc.). Quindi, in tutti i casi in cui l’ospedale (o la clinica privata) ci procura un danno perché non ha provveduto (o ha provveduto male) ad assolvere tali obblighi, noi abbiamo diritto a richiedere un risarcimento. Lo stesso vale nel caso in cui i responsabili del pregiudizio sono i dipendenti della struttura stessa. Quest’ultima, infatti, è tenuta a rispondere anche per i fatti commessi dal personale che ci lavora (medici, infermieri, ausiliari).

Il contratto di fatto o contratto sociale tra medico e paziente La Cassazione ha affermato che tra medico e paziente, pur non sussistendo un contratto scritto come quello che viene stipulato con la struttura ospedaliera o la clinica, vi è un «contratto di fatto». In pratica, il medico ha una serie di obblighi nei confronti del paziente ed è tenuto ad adempierli come avviene in qualsiasi rapporto contrattuale. Si parla, a questo proposito, di «contratto sociale»: tra medico e paziente si instaura una relazione particolare, in cui il professionista ha precisi doveri verso la persona che è tenuto a curare (dovere di informazione sulla natura e i rischi dell’intervento, dovere di eseguire correttamente l’operazione e così via). E’ consolidato dunque che pur non essendoci un documento scritto, possiamo chiedere il risarcimento al medico nello stesso identico modo in cui possiamo chiederlo alla struttura.


Senza dilungarci su questioni prettamente giuridiche, vediamo cosa accade in ambito di responsabilità medica. Come abbiamo affermato, sia per il medico che per la struttura sanitaria si tratta di responsabilità contrattuale.


A chi spetta provare la colpa del medico? Secondo la legge, quando chiede in giudizio il risarcimento del danno, il paziente ha solo l’onere di: dimostrare che è stato proprio quel medico a curarlo od operarlo; allegare il danno patito (cioè provare di aver subito un pregiudizio).

Viceversa, spetterà al medico il più difficile onere di dimostrare l’assenza di un suo errore e, quindi, di una sua colpa.


Il danno può consistere nell’insorgenza di una patologia che prima dell’intervento o delle cure non esisteva, ma anche nel mancato miglioramento delle nostre condizioni (che sono la causa per cui ci siamo operati o sottoposti alle cure. In quest’ultimo caso infatti potremo essere costretti a subire una nuova operazione e a sostenere ulteriori costi, oltre a nuovi rischi per la nostra salute. In questo caso, rivolgendoci al giudice, potremo chiedere il risarcimento affermando che ci siamo rivolti a quella determinata struttura, che ci ha operati quel determinato medico e, infine, che abbiamo subito un determinato danno. Dimostrare la colpa del medico non spetta al paziente: sarà il professionista a dover provare di non aver commesso un errore. Ricordiamo però che il medico può essere condannato solo se ha commesso un errore grave ed importante. Entro quando si può chiedere il risarcimento? Il paziente può chiedere il risarcimento del danno per responsabilità medica entro 10 anni. La prescrizione infatti, come in tutti i casi di responsabilità contrattuale, è decennale.

Ma da quando decorre questo periodo di tempo? La Cassazione afferma che i 10 anni non partono da quando si è verificata la lesione, ma dal momento in cui il paziente avverte l’esistenza del danno riconducibile all’errore del medico.

A chi va chiesto il risarcimento? Il paziente ha facoltà di chiedere il risarcimento sia direttamente al medico sia alla struttura ospedaliera in cui egli opera. Si tratta infatti di una responsabilità solidale: significa che entrambi sono obbligati a risarcire l’intero danno. Alla legge non interessa chi paga, ma chi lo fa deve farlo integralmente (non esiste quindi un riparto interno di quote risarcitorie). Ovviamente, specie se si tratta di una somma considerevole, sarà comunque conveniente chiamare in causa la struttura, dato che il professionista difficilmente sarà in grado di soddisfare le richieste economiche con il suo patrimonio personale. In ogni caso, se la struttura sanitaria paga, potrà poi rivalersi sul sanitario che ha concretamente causato il danno. Cosa succede se la struttura sanitaria e il medico non sono in grado di risarcire il danno? Purtroppo può accadere ed accade che il risarcimento non sia così immediato e fruibile e che per ottenerlo ci si debba saper destreggiare con la legge e il diritto. Come associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco vi invitiamo a rivolgervi a noi o ad associazioni come la nostra per ricevere la consulenza legale professionale che serve in tutte queste situazioni. Non rischiate di rinunciare ad un vostro diritto.

Già, l’assistenza può servire, perchè in tema di responsabilità medica, le somme richieste a titolo di risarcimento possono essere molto elevate e sia il medico, sia la struttura sanitaria possono trovarsi nelle condizioni di non riuscire a coprire l’intero importo. Ecco dunque che il paziente danneggiato rimane a bocca asciutta a causa del patrimonio limitato di chi sarebbe tenuto a pagare. A questo proposito dunque, sarebbe utile chiamare in causa l’assicurazione che copre questo tipo di danni sia per il professionista che per l’ospedale.


La beffa dell’assicurazione obbligatoria dei medici Forse non sapete che ad oggi l’assicurazione obbligatoria per i medici non è ancora attiva, se non con alcune eccezioni. In particolare, le strutture sanitarie pubbliche hanno l’obbligo di sottoscrivere una polizza che copra gli errori dei sanitari, ma solo per i casi di colpa lieve del professionista. Per gli errori gravi, al contrario, non esiste l’obbligo di avere l’assicurazione.

Per quanto riguarda i medici privati poi, un decreto (decreto Balduzzi) avrebbe introdotto l’obbligo di sottoscrivere una polizza assicurativa per coprire i rischi di errori. Tuttavia, quest’obbligo non è concretamente entrato in vigore, in quanto non sono ancora stati emessi i provvedimenti normativi che ne diano attuazione. In pratica, bisogna concludere che se esiste una polizza assicurativa, questa deve essere senz’altro portata a conoscenza del paziente al momento della firma del consenso informato: egli ha il diritto di sapere se l’ospedale o il medico sono assicurati e di conoscere gli estremi della polizza stessa. In questo modo, qualora si dovesse subire un danno per un errore del medico, ci si potrà rivalere sull’assicurazione e avere la sicurezza di ottenere l’integrale risarcimento richiesto.


Vi rinnoviamo l’invito a contattare l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco anche per danni subiti a seguito di cure mediche o interventi sbagliati; saperemo accompagnarvi lungo il percorso a volte complesso del risarcimento danni: chiamateci al numero 0332 15 63 491 o al numero verde 800 91 31 81.

Chi siamo

Siamo una squadra di avvocati e professionisti a disposizione degli associati per un consiglio, una consulenza, un suggerimento legale in ogni momento o caso della vita.  UN AVVOCATO AL TUO FIANCO PUO' SEMPLIFICARTI LA VITA.

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