I voucher, anche detti “quei maledetti 60 minuti”...

Wednesday, December 28, 2016

 

 

Associazione Avvocati al Tuo Fianco oggi parla di voucher e di come e quando vanno comunicati.
 
Il voucher regolarizzerebbe il lavoro occasionale accessorio il che rende questo strumento piuttosto utile e strategico sia per chi presta l’opera che per chi se ne serve.  


E’ necessario però prestare grande attenzione su come  ed entro quando deve essere inviata la relativa comunicazione e che cosa fare in caso di variazioni dell’ultimo minuto.
Il decreto correttivo del Jobs Act ha inserito obblighi specifici in materia, facendo ruotare tutto attorno alla tempistica dei 60 minuti spaccati al secondo, pena una multa che può arrivare a 2.400 euro.
 
L’idea di introdurre un cronometro è chiaramente finalizzata ad evitare gli abusi nell'utilizzo dei buoni lavoro peccato però che gli obblighi connessi alla comunicazione dei voucher, non si esauriscono nell'invio di una mail alla sede locale dell’Ispettorato, ma prevedono anche l’attivazione dei voucher tramite l’Inps e l’invio di comunicazioni all'Ispettorato anche se il lavoratore non esegue la prestazione, termina in anticipo o cambia la sede di lavoro.

D’altra parte l’utilizzo di correttivi, lo dice la parola stessa, significa che la ciambella non è venuto con il buco fino dall'origine...

 
Ma andiamo per ordine.

 

Il committente, datore di lavoro, che intende retribuire il lavoratore con i buoni lavoro è dunque tenuto:
a registrarsi all’Inps tramite gli sportelli, il sito internet o il call center dell’istituto, o tramite le associazioni di categoria o il proprio consulente del lavoro;
ad accertarsi che anche il lavoratore sia stato registrato;
ad acquistare i voucher.

 

Dove si acquistano i voucher?
Si acquistano attraverso la procedura telematica Inps, con versamento tramite modello F24;
i tabaccai aderenti alla convenzione Inps-Fit;
il servizio internet Banking Intesa Sanpaolo;
le banche popolari abilitate.


Attenzione però, i voucher non sono che carta straccia se non vengono attivati tramite il sito dell’Inps o telefonando al contact center dell’istituto.

Quindi vediamo, allora, facciamo la spunta delle cose fatte e di quelle da fare: il committente si è registrato, il lavoratore si è registrato, i voucher ce li abbiamo in tasca e sono stati attivati...cosa manca??

 

Manca la famosa comunicazione di cui vi parlavamo all'inizio.
In pratica si tratta di inviare all'Ispettorato del lavoro una email per comunicare ogni singola prestazione da effettuare. Sono obbligati all'invio i committenti imprenditori e liberi professionisti.

Ok, ora scatta il cronometro dei 60 minuti.
 
Infatti la mail deve essere inviata almeno 60 minuti prima che inizi l’attività. I 60 minuti precedenti all'avvio della prestazione valgono anche in caso di variazione, ad esempio se cambia l’orario o il luogo di lavoro: in questi casi, la nuova comunicazione va inviata, ugualmente, 60 minuti prima che l’interessato inizi, effettivamente, a lavorare.
Se il lavoratore termina di lavorare più tardi rispetto a quanto indicato nella mail, bisogna segnalarlo prima dell’inizio dell’attività ulteriore.
Se il lavoratore termina di lavorare prima, bisogna comunicarlo entro i 60 minuti successivi alla conclusione del lavoro.
Se il lavoratore non si presenta, va inviata una comunicazione entro i 60 minuti successivi all'ora di inizio della prestazione.
E adesso non dite che Avvocati al Tuo Fianco non vi aveva avvertiti:  per stare a questo mondo serve essere allenati e se ancora non lo siete vi serve un buon allenatore...vi serviamo noi.
 
Stabilito questo, vediamo ora cosa deve essere indicato nella mail di comunicazione.

 

La mail da inviare alla propria sede locale dell’Ispettorato del lavoro deve:
avere come oggetto il codice fiscale e la ragione sociale del committente;
riportare nel testo del messaggio:
i dati del committente;
i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;
il luogo della prestazione;
il giorno di inizio della prestazione;
l’ora di inizio e di fine della prestazione.


La mail deve essere inoltrata tramite un indirizzo mail ordinario (ma si ritiene che il messaggio possa essere inviato anche tramite posta elettronica certificata) e non deve riportare allegati.

 
Se il committente ha necessità di integrare le informazioni già trasmesse, deve effettuare una nuova comunicazione utilizzando le stesse modalità. 
 
Non è finita qui, non contateci.  Ora si parla di bacchettate.

Già, perchè se abbiamo sforato i 60 minuti può essere applicata una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Se manca l’attivazione presso l’Inps, cioè se non è stata presentata la dichiarazione di inizio attività all’Inps, si applica la maxi-sanzione per lavoro nero.

Probabilmente vi starete chiedendo: e il cronometro da tasca ce lo danno in omaggio con i voucher o è necessario versare una cauzione prima?

Mah.


In ogni caso, per non correre stupidi rischi che andrebbero poi a vantaggio come sempre dei soliti furbetti, contattate l’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco, sapremo darvi una mano: tel. 0332 15 63 491 oppure n. verde 800 91 31 81.

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