Se il bollo non hai pagato, il mezzo ti viene radiato!

Thursday, December 15, 2016

 

Lo prevede una procedura che risale al 1992, oggi rimessa in pista dal fisco: il bollo auto non pagato determina la radiazione automatica del mezzo dal Pra.

 

Cosa si intende automatica? Si intende d’ufficio.

 

Naturalmente, e associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco è qui per informarvi correttamente e per sostenervi anche in questo caso, è sempre possibile fare ricorso.

 

Per cadere nel mirino della predetta procedura, il pagamento del bollo deve essere stato omesso per almeno tre anni consecutivi dopodiché i mezzi colpevoli vengono radiati dall’albo e in modo definitivo.

Questa la sorte che si profila per circa 420.000 automobili, di cui molte ormai vendute dall’iniziale intestatario.

 

La radiazione definitiva dall’albo

Nei casi in cui viene applicata questa procedura, il mezzo viene definitivamente cancellato dal Pra ovvero non può più circolare, perché è come se non esistesse più.

 

Le sanzioni

Inoltre il proprietario rischia sanzioni molto serie, ben superiori al sequestro dell’auto: una multa da 419 a 1.682 euro e la definitiva confisca del veicolo, che non potrà più ritornare nella disponibilità del proprietario.

 

Le origini e le lacune della procedura

La possibilità della radiazione automatica è prevista dal codice della strada in base al quale «ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per le tasse automobilistiche, l’A.C.I., qualora accerti il mancato pagamento di detti tributi per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario del veicolo la richiesta dei motivi dell’inadempimento e, ove non sia dimostrato l’effettuato pagamento entro trenta giorni dalla data di tale notifica, chiede la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del P.R.A., che ne dà comunicazione al competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. per il ritiro d’ufficio delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia, con le modalità stabilite con decreto del Ministro delle finanze, sentito il Ministro dei trasporti e della navigazione. Contro il provvedimento di cancellazione è ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministro delle finanze».

Come abbiamo detto, la procedura in esame esiste dal 1992, ma è stata applicata in casi rarissimi; l’ultimo caso risale al 2004 data in cui il sistema è entrato a regime. Ora, la radiazione partirà dalle regioni Lazio, Lombardia e Piemonte.

 

Come associazione consumatori vi segnaliamo però anche una falla nel meccanismo: la norma del codice della strada stabilisce che le modalità per la radiazione siano definite con un decreto ministeriale (Ministero dell’Economia, sentito il Ministero delle Infrastrutture), che non solo non è mai stato emanato ma neanche lo sarà perché il ministero si dice ormai incompetente.

Infatti questa norma del codice della strada è stata scritta nel 1992, quando il bollo auto era totalmente di competenza statale e la sua gestione era affidata in monopolio all’Aci.

Però, a partire dal 1999, la gestione è passata alle Regioni (anche se il tributo finisce ugualmente allo Stato). E siccome la radiazione – secondo il ministero – è un’attività di gestione, anche la sua attuazione dovrebbe essere regolata dalle Regioni stesse.

 

Ecco quindi la motivazione forte alla quale appellarsi per fare ricorso, entro il termine di 30 giorni stabilito, al Ministero dell’Economia oppure presentare un normale ricorso al Giudice. Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco può seguirvi nella presentazione del ricorso indicandovi i passi giusti da fare in ogni fase del procedimento.

 

E se vi state domandando come mai dopo 15 anni torna in auge questa procedura, eccovi qualche suggerimento: per recuperare l’evasione fiscale di una delle tasse più invise agli italiani; per tagliare i costi degli avvisi bonari, accertamenti e cartelle di pagamento che non andranno mai a buon fine, infine per ripulire gli archivi del Pra, che spesso contengono veicoli non più circolanti.

 

Per problematiche legate alla gestione di ricorsi non esitate in ogni caso a contattarci: Avvocati al Tuo Fianco, tel. 0332 15 63 491 , n. verde 800 91 31 81.

 

 

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