Cartella per multa stradale? Prima di pagarla, verifichiamo quando scade

Thursday, December 15, 2016

 

Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco torna a parlare di multe, cartelle esattoriali e prescrizione. Ma veniamo al dettaglio della novità.

 

Chi non paga una multa e, per questo, si vede notificata una cartella esattoriale, prima di pagare dovrebbe sempre verificare quanti anni sono passati dalla notifica senza che l’Agente della riscossione abbia attivato qualche pignoramento o invii un sollecito di pagamento.

 

Un recente sentenza della Cassazione ha infatti sconfessato la tesi secondo la quale la cartella esattoriale non pagata entro 60 giorni dalla notifica, e quindi divenuta definitiva, assumerebbe la stessa forza di una sentenza e si prescriverebbe perciò dopo 10 anni al pari degli altri casi.

 

Ora, però, la Cassazione ha precisato, una volta per tutte, che non esiste un unico termine di "scadenza" delle cartelle di pagamento: esso varia, invece, a seconda del tipo di tributo o sanzione di cui chiede il versamento. In particolare il termine di prescrizione è di:

 

•10 anni per imposte erariali come Iva, Irpef, Irap;

•10 anni per canone rai;

•10 anni per contributi alla camera di commercio;

•5 anni per imposte locali come Imu, Tasi, Tari, Tosap, ecc.;

•5 anni per le violazioni del codice della strada (multe stradali);

•5 anni per contributi previdenziali dovuti all’Inps o all’Inail;

•3 anni per il bollo auto (il termine inizia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento).

 

Il tribunale di Torino con una sentenza successiva si è immediatamente allineato ai dettami della Cassazione stabilendo così che la prescrizione del credito per le multe stradali è di cinque anni anche se è scaduto il termine per l’opposizione alla cartella di pagamento.

 

Ora vi facciamo un esempio per semplificare la questione.

Mettiamo di non aver pagato una vecchia multa e, per via di ciò, di aver ricevuto successivamente una cartella di pagamento da parte dell’Agente della riscossione esattoriale. Decidiamo di non impugnare neanche la cartella e dopo qualche anno ci arriva un fermo auto. Quando però andiamo a leggere sul dettaglio della cartella, ci accorgiamo che la stessa è stata notificata ben più di cinque anni fa. In tal caso, possiamo presentare opposizione contro il blocco dell’auto perché il credito alla riscossione si è ormai prescritto. Stesso discorso si può fare se, al posto del fermo auto, ci viene notificato un pignoramento.

 

Ecco dunque cosa vi consiglia di fare Associazione Consumatori Avvocati al Tuo Fianco nel caso in cui ricevete una cartella di pagamento: controllare e se è il caso, aspettate!

 

Infatti l’automobilista, che si accorga che dal ricevimento della cartella di pagamento sono passati 5 anni senza aver mai ricevuto una diffida, un sollecito, un fermo o un pignoramento, deve aspettare in quanto non si può far ricorso per chiedere la cancellazione della cartella ormai prescritta, ma ci si può opporre contro il successivo atto di riscossione posto in essere dall’Agente. Quindi, l’impugnazione non andrà sollevata contro la cartella prescritta, ma contro il fermo, contro il pignoramento, contro l’intimazione di pagamento, ecc.

 

C’è un solo caso in cui la cartella di pagamento per multe si prescrive dopo 10 anni: se il contribuente, entro i 30 giorni dalla notifica, la impugna e perde la causa. In tal caso, infatti, l’obbligo di pagamento della sanzione non scaturisce più dalla cartella, ma dalla sentenza del giudice di pace, la quale – come tutte le sentenze – si prescrive in 10 anni: una scadenza, dunque, più lunga rispetto a quella della cartella (che, come detto, è di 5 anni).

 

E se al termine di questa lettura ancora avete incertezze o dubbi o non sapete come leggere la cartella di pagamento o altri documenti ricevuti dall’ente riscossore, non esitate a sottoporci il vostro problema contattandoci al numero di tel. 0332 15 63 491 o al numero verde 800 91 31 81.

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