Sanità: come accorciare le liste d'attesa

Wednesday, December 14, 2016

 

Se la lista d’attesa è troppo lunga...accorciamola oppure facciamoci rimborsare!

 

Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco si mobilita in tutela della salute dei cittadini. Ecco come accorciare i tempi d’attesa per accedere ad una visita specialistica o a specifici esami diagnostici, o comunque non pagare di tasca propria.

 

Per accorciare i tempi di attesa per visite mediche o analisi si può presentare una domanda all’ospedale o alla Asl.

 

Ma vediamo quali sono i tempi d’attesa massimi previsti dalla legge per le prestazioni specialistiche e per gli esami di diagnostica:

•30 giorni, per le visite medico-specialistiche;

•60 giorni, per gli accertamenti diagnostici strumentali come la tac, la risonanza magnetica, la gastroscopia, la colonscopia, ecografie, raggi, etc.

 

Come associazione consumatori e come cittadini sappiamo che quando effettuiamo una prenotazione e non ci viene comunicata una data significa che la lista è bloccata e che i tempi d’attesa potrebbero superare l’anno.

Ecco che allora non sapendo che pesci pigliare, ma non volendo rimetterci la salute, decidiamo di rimetterci i soldi e ci rivolgiamo alle strutture private.

 

Innanzitutto Avvocati al Tuo Fianco vi allerta su un vostro e nostro inalienabile diritto: la data della visita o dell’esame deve essere comunicata al paziente e se ciò non accade non accade bisogna presto intervenire per evitare che il consumatore paghi costi aggiuntivi rispetto al ticket. Ecco cosa fare.

 

Innanzitutto può chiedere di effettuare una visita intramuraria (o intramoenia): si tratta di una prestazione effettuata dal medico specialista come libero professionista all’interno dell’ospedale o dell’ambulatorio Asl, non in uno studio privato. In mancanza, il paziente può recarsi presso una struttura privata e chiedere il rimborso di quanto speso: è quanto previsto dalla legge e da una nota sentenza del Tribunale di Castrovillari.

 

Come saltare le liste d’attesa richiedendo la visita intramuraria

 

Per saltare le liste d’attesa, il paziente deve presentare una domanda al Direttore generale dell’Azienda sanitaria locale o dell’Azienda ospedaliera, in formato cartaceo nella quale richiede di ricevere la prestazione medica in regime di attività libero-professionale intramuraria. In pratica, se per la visita o per le analisi i tempi di attesa superano, rispettivamente, 30 e 60 giorni, si può chiedere che la stessa prestazione sia fornita in attività libero-professionale intramuraria, pagando il solo costo del ticket: il medico, dunque, non dovrà essere pagato a parte, come "privato", perché i costi sono a carico dell’Asl, come previsto dalla legge.

 

Il "dirottamento" del paziente all’intramoenia dovrebbe essere fatto automaticamente dalla Asl o dalla struttura ospedaliera, ma purtroppo questo non avviene quasi mai.

 

Domanda per saltare la lista d’attesa, come si fa

 

Ecco che cosa deve contenere la domanda per ottenere la prestazione medica intramuraria senza costi aggiuntivi:

•i dati del paziente

•la visita specialistica o le analisi prescritte;

•la comunicazione, da parte del Cup (centro unico prenotazioni), dell’impossibilità di prenotare la prestazione richiesta prima di una certa data (la data, come già esposto, deve essere superiore a 30 giorni per le visite specialistiche e a 60 per gli accertamenti diagnostici);

•bisogna poi indicare che:

la prestazione ha carattere urgente, incompatibile con i tempi di attesa indicati; il decreto legislativo n. 124/1998, all’articolo 3 comma 10, prescrive che i Direttori Generali disciplinino i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni;

•bisogna poi chiedere:

che la prestazione (visita medica specialistica o esame diagnostico) sia resa in regime di attività libero-professionale intramuraria, con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) ai sensi del citato decreto legislativo n. 124/1998 articolo 3, comma 13; che venga fornita immediata comunicazione in merito;

•infine, bisogna comunicare che, in mancanza di prenotazione in regime di attività libero-professionale intramuraria, la prestazione verrà effettuata privatamente, con preavviso di successiva richiesta di rimborso.

 

In pratica, se la prestazione è urgente ed è incompatibile con i tempi di attesa, il paziente può pretendere che la struttura pubblica garantisca la prestazione intramoenia senza pagare costi aggiuntivi, oltre al ticket: in mancanza, può recarsi dal medico privato e poi chiedere il rimborso all’Asl.

 

Contatta la nostra associazione consumatori - Avvocati al Tuo Fianco - per sapere nel dettaglio come compilare la domanda o se hai altri dubbi in materia: tel. 0332 15 63 491, n. verde 800 91 31 81.

 

 

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