Ultimi giorni per la richiesta di rimborso della pensione!

Monday, December 12, 2016

 

L’associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco al pari di altre associazioni si sta mobilitando per fornire informazioni e supporto concreto ai cittadini in materia di diritto al rimborso delle quote di pensione bloccate dalla riforma Fornero

 

La riforma Fornero, con decreto (n. 201, art. 24 comma 25) del 6 dicembre 2011 - la cosiddetta "Manovra Salva Italia" - ha azzerato il meccanismo di rivalutazione automatica delle pensioni superiori al triplo del minimo Inps.

 

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 70 del 30 aprile 2015 aveva poi dichiarato l’incostituzionalità di tale articolo del decreto, riconoscendo il diritto dei pensionati ad una prestazione previdenziale adeguata e rivalutata per conservare il potere d’acquisto delle somme percepite, rendendo così possibile per i pensionati che avevano subito l’ingiusto "congelamento" la richiesta di rimborso.

 

Con successivo decreto, il governo Renzi ha poi riconosciuto un rimborso solo parziale delle pensioni colpite dal blocco nel 2012/2013, ed è su questo provvedimento che si attende ulteriore sentenza dell’alta corte.

 

L’associazione Avvocati al Tuo Fianco innanzitutto vi spiega come funziona; naturalmente non dovete esitare a contattarci qualora anche dopo questa lettura vi rimanessero dubbi o aveste ulteriori domande da farci in materia.

 

Vediamo come beneficiare della sentenza della Corte Costituzionale.

E’ indispensabile inviare una richiesta di rimborso per quelle somme che, causa il decreto Fornero, non sono state percepite.

 

Gli aventi diritto sono:

I contribuenti andati in pensione prima del 31-12-2011 (diritto a 2 scatti di perequazione automatica) e quelli andati in pensione prima del 31-12-2012 (diritto ad 1 scatto di perequazione automatica) e che hanno percepito un importo per il 2012 superiore a 1.405,05 lordi e per il 2013 superiore a 1.443, 00 lordi.

 

La richiesta di rimborso può essere effettuata con l’invio di una lettera di diffida e messa in mora a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo pec.

 

Associazione consumatori Avvocati al Tuo Fianco è a vostra disposizione anche per effettuare l’invio della lettera a mezzo pec, per tutti gli associati che ne hanno diritto e che vogliano avere la certezza di avere operato nella maniera più corretta.

 

Nella lettera si deve richiedere il rimborso al 100% degli arretrati non ricevuti. Si tratta spannometricamente di cifre che possono andare da 1.200 a 4.000 euro a seconda dell’importo della pensione.

 

Ed ora prestate molta attenzione: la lettera di diffida e messa in mora dovrà essere tassativamente inviata entro e non oltre il 31 dicembre 2016.

 

A quella data infatti saranno passati 5 anni dall’entrata in vigore della legge Fornero, dopodiché scatterà la prescrizione, circostanza che annullerà ogni eventuale possibilità di ricorso; motivo per cui vi consigliamo fortemente di utilizzare la raccomandata AR o la pec onde garantirvi ogni diritto al reintegro anche dopo tale termine.

 

Inoltre per gli ex dipendenti del pubblico impiego l’eventuale ricorso andrà promosso presso la Corte dei Conti, mentre per gli ex dipendenti del settore privato l’interlocutore sarà il giudice del lavoro della provincia di residenza.

 

Se avete diritto al rimborso, se volete sapere se ne avete diritto o per essere supportati nella richiesta del reintegro, non esitate a contattate Avvocati al Tuo Fianco al numero 0332 15 63 491 o al n. verde 800 91 31 81.

 

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