Sei un dipendente pubblico? Attento alla trattenuta del 2,5%! In alcuni casi è illegittima e hai diritto al rimborso!

Friday, December 9, 2016

 

L’Associazione Consumatori Avvocati al Tuo Fianco si occupa della difesa dei diritti di tutti i cittadini e consumatori.  Oggi parliamo di dipendenti pubblici vessati da ritenute illegittime sul TFR.

 

La trattenuta del 2,5% operata dalla Pubblica Amministrazione nei confronti dei dipendenti pubblici è legittima esclusivamente verso i dipendenti che, assunti prima del 31.12.2000, si trovino in regime contributivo di Tfs (Trattamento di fine servizio).


Perciò, se questo non è il vostro caso, quella somma è stata detratta illegittimamente e deve essere restituita.
 
Analizzate la vostra busta paga.


Ricordate che l’Associazione Consumatori Avvocati al Tuo Fianco è in grado di fornire agli associati l’analisi della busta paga con massimo grado di professionalità e certezza.


Quindi, calcolatrice alla mano, verificate se la pubblica Amministrazione trattiene una somma pari al 2,5%, calcolata sull’80% della retribuzione lorda. Se l’esito del calcolo è “positivo” ecco che può scattare il rimborso.


Naturalmente questa regola vale (sebbene con alcune limitazioni) nel caso in cui siate stati assunti dopo il 31.12.2000.

Al di fuori delle condizioni specifiche richieste, la detrazione del 2,5% non trova giustificazione in alcuna fonte normativa e dovrà pertanto, essere restituita.


Tale principio è stato stabilito anche dalla Corte Costituzionale nel 2012.

 

Se vi trovate a dover rivendicare un vostro diritto al risarcimento o al rimborso di somme che vi sono state illegittimamente estorte e vi sentite insicuri circa l’esito della vostra iniziativa, fatevi aiutare da un’associazione consumatori come Avvocati al Tuo Fianco.  Noi sapremo come affiancarvi.

 

Tornando alla Corte Costituzionale, essa ha statuito infatti, che il prelievo del 2,5% sullo stipendio del dipendente pubblico è da ritenersi irragionevole perché non collegato alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato. Tale trattenuta costituisce quindi un’ingiustificata riduzione della retribuzione per il lavoratore ed è causa di una evidente disparità di trattamento tra dipendenti pubblici in regime di Tfr e lavoratori privati, atteso che solo i primi e non anche i secondi subiscono tale ritenuta.
Con un’altra recente sentenza del 2014, la Corte Costituzionale ha ribadito quanto già deciso due anni prima.
 
Nel frattempo, molti Tribunali, adeguandosi alle pronunce della Corte Costituzionale, hanno riconosciuto il diritto al rimborso dei lavoratori, condannando lo Stato alla restituzione di considerevoli somme.
 
Da ultimo si è pronunciato in senso favorevole anche il Tribunale di Milano rispetto ad alcuni dipendenti del Comune di Trezzano del Naviglio assunti dopo il 31.12.2000.
 
Nel caso di specie il Giudice ha accertato «l’illegittimità della trattenuta retributiva pari al 2,5% della retribuzione lorda mensile per i ricorrenti in regime di Tfr» e ha condannato «la parte convenuta a versare ai medesimi tali somme, con l’aggiunta della maggior somma tra rivalutazione e interessi dalle singole scadenze al saldo».
 
I dipendenti pubblici hanno, dunque, diritto al rimborso delle somme che lo Stato ha illegittimamente incassato nel corso degli anni, decurtando ingiustamente gli stipendi di ciascuno.

Contattateci per dubbi o domande al numero tel. 0332 15 63 491 o al numero verde 800 91 31 81.

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