Se il controllo fiscale è accompagnato da una minaccia ingiusta e palese, è concussione

Wednesday, December 7, 2016

Con le sentenze 6656 e 6659 - la Cassazione ha confermato la linea del rigore verso gli imputati di concussione. La fermezza nell’identificare e condannare il reato, si accompagna alla conferma del doppio regime delle sanzioni patrimoniali a carico dei funzionari infedeli.

 

I provvedimenti adottati per le violazioni perpetrate a danno dei diritti riconosciuti dal codice civile infatti non escludono un parallelo intervento della magistratura contabile, almeno fino alla maturazione del titolo esecutivo.

 

Diverse le figure di pubblico ufficiale colpite dalle sentenze - un dipendente delle Entrate e un curatore fallimentare incaricato dal Tribunale - ma identiche le conclusioni tratte dalla Suprema corte nelle due situazioni.

 

Nel primo caso il funzionario infedele aveva avvicinato con approcci insoliti un imprenditore, esponendogli con «modalità terroristiche» presunte irregolarità riscontrate nella sua dichiarazione dei redditi, chiedendogli quindi 5mila euro per mettere a tacere tali irregolarità.

 

Ugualmente "dirette" le modalità estorsive messe in campo dal curatore fallimentare, che aveva offerto di restituire una chiavetta Usb con la contabilità occulta della società indagata e di non esecutare i beni personali del fallito - in cambio di 95mila euro.

 

In entrambe i casi i difensori dei due funzionari avevano tentato di ridurre le responsabilità dei loro clienti sostenendo la libertà di scelta delle vittime e suggerendo anche una ragionevole convenienza nell’accordo illecito loro proposto.

 

Confermando invece la posizione già assunta dalle corti di merito, la Cassazione ha sottolineato come, nei casi analizzati, il rapporto tra le parti non si era svolto su un piano di parità, in quanto l’iniziativa era partita da un funzionario investito del potere pubblico verso un semplice cittadino ed era poi sfociata in una vera e propria minaccia di danno grave evitabile dietro il versamento di denaro per chiudere le pendenze con l’erario, da un lato, e con i creditori e i giudici dall’altro.

 

La posizione di potere dei due funzionari e il carattere ingiusto della minaccia sono parsi tali da limitare in concreto la libertà di autodeterminazione del destinatario e per questo il reato è stato acquisito dai giudici come quello più grave di concussione e non come la sua versione "alleggerita" proposta dalla difesa dei concussori.

 

Quanto ai diversi profili di sanzionabilità patrimoniale della concussione, si conferma l’indipendenza del doppio canale, civile/penale da un lato e giurisdizione contabile dall’a

 

ltro. I beni tutelati e le finalità sono diversi - si va dal risarcimento del danno privato al buon funzionamento e all’immagine della pubblica amministrazione - e vanno gestiti in autonomia, con la funzione riparatoria che si abbina a quella sanzionatoria.

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