La successione ereditaria: i diritti del coniuge superstite e dei figli



La successione ereditaria è disciplinata dalla legge in modo molto approfondito prevedendo che il patrimonio del defunto sia destinato in modo da privilegiare i parenti più stretti e in particolare i figli e il coniuge. Questi ultimi sono tecnicamente definiti eredi legittimari ed hanno prevalenza sui parenti più lontani. Questo avviene sia in caso di successione testamentaria ovvero in presenza di un testamento; sia in caso di successione legittima ovvero in assenza di testamento.


La successione legittima del coniuge

Quando muore il marito o la moglie di qualcuno che non abbia fatto testamento ecco che si apre la successione ereditaria del coniuge defunto.

A tal proposito, abbiamo visto che la legge individua, come eredi principali e prevalenti su chiunque, i figli e il coniuge superstite.


In tali circostanze l’eredità è così assegnata:

•se oltre al coniuge superstite c’è un solo figlio, il patrimonio sarà diviso in parti uguali;

•se oltre al coniuge superstite ci sono più figli, il vedovo o la vedova avrà diritto a 1/3 del patrimonio ereditario, mentre i figli si divideranno in parti uguali i restanti 2/3.


La successione legittima del coniuge con un figlio nato da precedente unione

Ebbene, in tal caso, il figlio o i figli avuti nel rapporto precedente, non avendo alcun rapporto di parentela con la persona defunta, non avranno alcuna parte nella successione.


Ciò non esclude tuttavia completamente la possibilità che, in un lontano futuro, essi possano godere della quota ereditaria e dei beni facenti parte di essa, ereditata dal proprio genitore.

Infatti se il vedovo/vedova genitore di un figlio nato da una precedente unione muore senza stilare un testamento, è chiaro come, secondo il principio della successione legittima, parte di quel patrimonio a suo tempo ereditato dal defunto spetti anche al figlio "di primo letto" .

I figli nati dalla prima e dalla seconda unione si spartiranno dunque il patrimonio dello scomparso che includerà anche i beni ereditati dal coniuge precedentemente scomparso.


La successione testamentaria del coniuge e la successione testamentaria del coniuge, che ha avuto un figlio in un rapporto precedente

La nostra legge non prevede che gli eredi legittimari, coniuge e figli, possano essere diseredati tramite testamento. Tuttavia facendo testamento si possono limitare i "danni".

Fermo restando che il coniuge superstite deve ricevere:

•in presenza di un solo figlio, almeno 1/3 del patrimonio,

•in presenza di due o più figli, almeno 1/4,

esistono comunque rimedi che si possono adottare tramite scrittura testamentaria per limitare i diritti testamentari di figli nati da rapporti precedenti.


Abbiamo visto in precedenza, che il figlio avuto in un altro rapporto, non può certamente entrare a far parte della successione ereditaria di un estraneo. È tale, infatti, colui o colei che, in seconde nozze, sposa il proprio genitore.


Tuttavia, sappiamo anche che questo genitore, risposandosi, diventa un potenziale erede legittimario del proprio coniuge: quando quest’ultimo morirà, dovrà necessariamente lasciargli una quota del proprio patrimonio.


Accettando l’eredità, tale quota entrerà a far parte del patrimonio del predetto genitore, alla morte del quale, il figlio avuto dal primo rapporto non potrà che goderne, secondo, ovviamente le proporzioni di legge.

E allora, chi ha avuto un figlio da una persona, precedentemente già genitore di un altro, come può evitare tutto ciò?

In pratica, facendo testamento, si può dare ai propri figli la cosiddetta «quota disponibile», attribuendo così al coniuge il minimo stabilito dalla legge. A tal proposito, ricordiamo che:

•in presenza di un solo figlio, possiamo riservargli, per testamento, sino a 2/3 del patrimonio;

•in presenza di due o più figli, possiamo riservare loro, per testamento, sino a 3/4 del patrimonio;


Ma cosa succede se il coniuge premuore?

In tal caso, la persona defunta era già diventata vedova o vedovo. Evidentemente, non essendoci altri eredi, il patrimonio sarà destinato integralmente ai figli del soggetto deceduto.


In questa ipotesi è altresì irrilevante se il proprio coniuge aveva avuto figli in un rapporto precedente. Essi, infatti, non potranno in alcun caso sostituirsi al proprio genitore e accettare, in luogo dello stesso, l’eredità del coniuge in seconde nozze.

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