Attenzione al servizio telefonico accessorio!


Il servizio telefonico accessorio configura una condotta scorretta


La decisione dell’Agcm si riferisce alla cattiva abitudine della compagnia condannata di imporre ai propri utenti l’attivazione di un servizio telefonico accessorio, con costo mensile di circa due euro, senza preventivamente chiedere il loro consenso espresso, come invece avrebbe dovuto fare.


L’attivazione di un servizio telefonico accessorio, con addebito del relativo costo, infatti, è lecita solo se preceduta dal consenso espresso dell’utente; in caso contrario è fortemente scorretta.


La condotta scorretta è stata poi aggravata dalla circostanza, accertata dall’Agcm, che solo la metà dell’enorme numero di clienti coinvolti nella truffa, ha poi potuto effettivamente beneficiare dei servizi accessori a pagamento, attivati senza il loro consenso. Cosa significa? Significa che oltre la metà dei poveri consumatori gabbati non erano in possesso neppure dei requisiti tecnici per poter utilizzare i servizi aggiuntivi a loro rifilati. Nonostante ciò hanno dovuto comunque pagarli per alcuni mesi e talvolta senza neppure saperlo.


La compagnia telefonica sanzionata, dal canto suo, ha giustificato la propria condotta affermando che non si è trattato di attivazione di servizi accessori a pagamento, ma piuttosto di modifiche unilaterali delle condizioni di contratto, per le quali non è richiesto il consenso preventivo dell’utente.


La differenza è sottile ed è quindi importante, per i consumatori, conoscere la differenza fra le modifiche unilaterali delle condizioni di contratto e l’attivazione di servizi accessori a pagamento.


Suggeriamo in caso di dubbi circa l’interpretazione di un contratto o di una bolletta di rivolgervi ad un’associazione consumatori come Avvocati al Tuo Fianco che vi guidi nell’interpretazione del linguaggio spesso volutamente intricato adottato dai gestori telefonici.



Le modifiche contrattuali unilaterali


Le modifiche unilaterali alle condizioni di contratto sono considerate lecite dal Codice del Consumo e non necessitano del consenso dell’utente, ma possono essere imposte unilateralmente dall’operatore.


Inoltre, secondo quanto affermato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, quando l’operatore effettua una modifica delle condizioni contrattuali, l’utente che non intenda accettarla non potrà far altro che recedere dal contratto. Diversamente, se intende proseguire a fruire dei servizi telefonici, sarà costretto ad accettare il contenuto della modifica imposta dall’operatore.


Un esempio di modifica delle condizioni contrattuali è una maggiorazione del costo originario del servizio principale fornito al cliente, che diverrà pertanto più alto di quanto stabilito al momento della stipula del contratto. In tal caso l’utente non può fare altro che accettare le nuove condizioni oppure recedere dal contratto cessando il suo rapporto con l’operatore telefonico.


I servizi accessori a pagamento


Altra cosa sono invece i servizi accessori a pagamento.

Questi servizi sono definiti accessori perché vano ad aggiungersi ad un servizio principale, che è già stato precedentemente attivato, al momento della stipula del contratto.

Basti pensare ad un contratto di abbonamento internet di tipo standard al quale venga aggiunta la possibilità di navigare ad una velocità maggiore. Di solito, quindi, i servizi accessori interessano chi già è cliente.

In ogni caso, la scelta concernente l’attivazione di uno qualsiasi di tali servizi, oltre a necessitare del preventivo consenso del cliente, non può influire sul contratto principale.

Questo significa che, anche se l’utente dovesse decidere di non aderire all’offerta e di non attivare il servizio accessorio, conserverà comunque la possibilità di continuare a fruire del servizio principale.



La differenza


Quindi abbiamo compreso che conoscere la distinzione fra modifiche del contratto e servizi accessori è importante per gli utenti, perché permette loro di poter individuare tempestivamente eventuali comportamenti scorretti e cercare di evitare che da questi possa scaturire un pregiudizio.


Riassumendo le modifiche unilaterali interessano le condizioni stesse del contratto originariamente stipulato e sono applicabili a discrezione dell’operatore senza previo consenso del cliente. Al cliente non resterà che accoglierle o rigettarle cambiando operatore.


Nel caso in cui, invece, l’adesione ad un’offerta presentata dall’operatore, imponga all’utente un pagamento supplementare, collegato all’erogazione di un servizio diverso da quello principale, seppure ad esso collegato, ci si troverà di fronte ad una proposta di attivazione di servizi accessori a pagamento.

In tal caso per procedere all’attivazione dei servizi, servirà il consenso dell’utente. Se l’utente non acconsente l’offerta non sarà attivata e il rapporto contrattuale continuerà alle stesse condizioni originarie.

L’Agcm va poi oltre sottolineando che se l’operatore, nel pubblicizzare un dato prodotto utilizza i termini quali "opzione, servizio e promozione", questo sarà allora senza alcun dubbio da classificare non come una modifica contrattuale, ma piuttosto come un servizio accessorio.

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