Sofferenza bancaria? Ecco come difendersi!


La sofferenza bancaria

Il debitore che rimane vittima di sofferenza bancaria è potenzialmente destinato alla morte creditizia e bancaria con gravi ed estese conseguenze soprattutto ove si tratti di un imprenditore.


Cos'è la sofferenza bancaria?

Naturalmente la sofferenza bancaria è una condizione che può interessare non solo aziende, ma anche privati cittadini e in entrambe i casi si tratta di una misura estrema a cui la banca ricorre quando reputi che il soggetto indebitato non si trovi in semplice crisi di liquidità, ma in uno stato definitivo di totale impossibilità presente e futura di restituire il debito.

Una volta verificata la sofferenza bancaria, la banca procede con la segnalazione alla Centrale Rischi ovvero il sistema che permette di archiviare e gestire informazioni sull’indebitamento di persone fisiche e aziende verso le banche e le società finanziarie che hanno concesso loro un prestito, un finanziamento o un mutuo.


La segnalazione comporta la chiusura automatica di tutti i fidi e gli affidi, incluse le fideiussioni.


Nel caso foste stati segnalati, viste le conseguenze che ciò può comportare, per prima cosa vi consigliamo di rivolgervi ad un'Associazione consumatori come Avvocati al Tuo Fianco ove verificare la fondatezza del provvedimento e le strade percorribili per poterlo affrontare e gestire.

I Gradi dell'indebitamento: l'incaglio

La sofferenza bancaria con conseguente segnalazione da parte della banca alla Centrale Rischi è sempre necessariamente preceduta da una condizione, meno grave, che è l'incaglio.


L'incaglio si ha quando l’istituto di credito – a fronte di una difficoltà economica temporanea – chiede al cliente debitore di rientrare immediatamente di tutta o una parte del debito entro un periodo di tempo stabilito contestualmente con la richiesta, che in genere è di 10–14 mesi.


Anche l’incaglio viene segnalato alla Centrale Rischi, ma comporta il solo credit crunch, ovvero il debitore non può ottenere dalle banche ulteriore credito, mentre rimane aperto quello già in essere.

I Gradi dell'indebitamento: la sofferenza bancaria

Se il debitore non rientra nel periodo previsto e l'istituto bancario ravvede nella posizione debitoria del cliente uno stato di definitezza e irrisolvibilità ecco allora che si configura la sofferenza bancaria.


La sofferenza bancaria è forte motivo di timore, soprattutto per gli imprenditori, poichè una segnalazione raggiunge immediatamente tutti gli istituti di credito e questo significa che qualunque banca abbia un rapporto creditizio/debitorio con il soggetto finisce per venirne a conoscenza; inoltre, la segnalazione della sofferenza bancaria determina la revoca pressochè automatica di tutte le linee di credito a disposizione dell’azienda o del soggetto. Circostanza che rappresenta la morte del soggetto a livello creditizio e che può essere revocata solo con il definitivo e integrale pagamento dell’importo vantato dalla banca creditrice.

Obblighi della banca

Naturalmente la banca non può procedere alla segnalazione e quindi sparire alla chetichella, deve al contrario intraprendere una precisa procedura legale.

Per prima cosa deve inviare una comunicazione formale al cliente e agli eventuali coobbligati per es. i garanti con la quale richiede la restituzione di tutti i crediti cioè fidi, finanziamenti, mutui, presititi etc. entro 15 giorni.

Al termine di questo periodo, nel caso in cui la restituzione non sia avvenuta, la banca può avviare il recupero del credito tramite vie giudiziali con decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.


Ciò significa che il titolare del debito e tutti i garanti, coobbligati, fidejussori si ritroveranno con un’ipoteca giudiziale nei confronti della posizione a sofferenza, venendo sottoposti a pignoramento immobiliare e mobiliare.



Difendersi dalla sofferenza bancaria

Viste le conseguenze pesanti della sofferenza bancaria torniamo a consigliarvi di farvi supportare e guidare da un'associazione consumatori come Avvocati al Tuo Fianco dove legali e professionisti esperti nella materia vi possano dotare degli opportuni strumenti di difesa.

Gli strumenti di difesa dalla sofferenza bancaria: il saldo e stralcio

Un modo utile per contrastare la posizione di sofferenza è una proposta di saldo e stralcio, previa accettazione da parte dell’istituto di credito: in pratica, un’offerta transattiva, tramite un accordo che definisce, in via bonaria, la vertenza tra creditore e debitore, sostituendo al precedente debito uno in misura ridotta ma il cui pagamento si dà per certo.


Di solito, tale rimedio dà buoni risultati dal momento che la banca o la società finanziaria preferisce avere subito il rientro di una parte del debito, anziché intraprendere una più lunga e incerta procedura giudiziale di recupero. Una volta sanata la posizione creditizia si può richiedere la cancellazione del nominativo dalla Centrale Rischi.


Anche per la cancellazione dalla Centrale Rischi, premuratevi di chiedere precise modalità e istruzioni ad un'associazione consumatori come Avvocati al Tuo Fianco e di non dare nulla per scontato.



Quando la segnalazione è infondata

Diverso è il caso in cui il cliente ritenga di aver subito un’ ingiustizia, o più spesso, un abuso da parte dell’ istituto di credito. In tal caso, il malcapitato, non dovrà fare altro che agire dinanzi al tribunale, in sede cautelare, quindi con ricorso d’urgenza, e richiedere la cancellazione del dato negativo.


Contattate Avvocati al Tuo Fianco per sapere come procedere.

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